makeout band

Interview with Makeout

di Ilaria Collautti

Li conoscevamo come Trophy Wives, poi hanno cambiato tutto e sono diventati i Makeout, e anche grazie all’hype di personaggi come John Feldmann e Travis Barker, il loro primo disco The Good Life era tra i più attesi dell’anno. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Makeout per capire di più il loro progetto e cos’hanno in serbo per noi nel prossimo futuro: 

Con un nome così la domanda rompighiaccio è obbligata: qual è il segreto per pomiciare (in inglese to make out – nda) ai concerti pop punk?

Avere un buon odore! La chiave è SEMPRE avere un buon odore

Il vostro primo album, The Good Life è uscito da un mese. Che feedback avete ricevuto

La risposta è stata davvero positiva, è stato bello veder nascere delle piccole pagine fan da tutto il mondo. Tutto ciò per noi è pazzesco, ma vogliamo raggiungere più persone possibili.

Lo scorso anno siete stati piuttosto impegnati in quanto a tour… avete suonato allo Slam Dunk Festival nel Regno Unito, poi avete aperto per i blink-182 negli Stati Uniti… Sono cambiate un po’ di cose da quando vi chiamavate Torphy Wives no? 

La cosa divertente di questi tour è che non avevamo ancora pubblicato NESSUNA canzone e quindi nessuno poteva ascoltarci, quindi noi suonavamo e nessuno aveva nemmeno la minima idea di chi cavolo fossimo. Ed era allo stesso tempo terrificante ed esilarante. Soprattutto con i blink, loro hanno spianato la strada del pop punk e ovviamente sono degli eroi per noi, quindi dovevamo salire sul palco e convincere tutti che ci meritavamo di essere lì; e lasciatecelo dire, i blink sono stati straordinari con noi, ci hanno fatto sentire i benvenuti.

Per The Good Life, avete lavorato con alcuni dei più importanti produttori e artisti nella scena, Feldmann e Travis Barker. Non temevate che avrebbero potuto “oscurare” in qualche modo la vostra personalità, le vostre idee? 

Di sicuro avevamo un po’ paura, ma non per queste ragioni, perché loro sono dei pionieri e noi dovevamo dimostrare di essere al loro livello. Ci siamo aperti e nella collaborazione è andato tutto liscio. Devi essere in grado di lavorare con qualcunque produttore e autore quindi se avevamo un’idea che per loro non funzionava ci mettevamo a sedere e la rielaboravamo insieme. Già solo questo ci ha insegnato molto sullo scrivere canzoni e sulla collaborazione.

Quando avete capito che era arrivato il momento di cambiare la vostra identità con un nuovo nome e un nuovo sound? Com’è andata la transizione? 

Quando Sam ha beccato Feldy con la sua demo, la band ha capito che ci sarebbe stato un cambiamento di direzione radicale. Dal sound easy core saremmo tornati al classico pop punk, era abbastanza ovvio per noi dover fare un rebranding. Il periodo di transizione è stato molto organico, abbiamo dovuto aggiustare un po’ la lineup ma poi è stato facile, ci siamo subito sentiti come una band del tutto nuova con un nuovo sound.

E il processo creativo com’è stato? Come avete deciso quali canzoni andassero bene per il disco e quali invece no? 

Il tempo passato in studio è stato incredibile, ma è stato un lavoro durissimo. John ci ha fatto faticare per tirare fuori il meglio di noi, ci ha fatto sentire la giusta pressione, abbiamo dovuto scavare a fondo per riuscire a dargli quello che stava cercando. Per quanto riguarda le canzoni, ne abbiamo registrate tipo 16 per questo album ed è stata dura decidere quali avremmo sacrificato; ci starebbero state bene tutte, infatti amiamo anche i b-sides e speriamo di poterli pubblicare in futuro.

Quale artista femminile vi piacerebbe avere per un feat. in una vostra canzone?

Personalmente, adorerei lavorare con Lynn Gunnulfsen (PVRIS) o la nostra amica australiana Jenna McDougall dei Tonight Alive. Fa ridere che stavo proprio pensando a questo l’altro giorno. Oppure se proprio vogliamo fare che non ci sono limiti, direi Halsey!

L’artwork di The Good Life è piuttosto semplice e “infantile” (in inglese “childish”, è il titolo di una canzone del disco – nda). Sembra il disegno che farebbe un teenager sul muro della propria camera. Pensi che si adatti alla vostra musica? L’avete scelto per definire il target del vostro pubblico o semplicemente vi piaceva? 

Effettivamente abbiamo lavorato sul tema della canzone “Childish”, quindi hai ragione! Abbiamo fatto un disco che ci ha ricordato il perché ci eravamo innamorati di questo genere e come ci sentivamo quando le nostre band preferite, come i Good Charlotte and blink-182, stavano esplodendo. Quindi è una sorta di throwback per noi, poi volevamo anche evocare le stesse sensazioni che abbiamo provato noi scoprendo nuova musica, ai ragazzi che stanno crescendo oggi.

“Crazy” è stato uno dei nostri pezzi dell’estate per le sue party vibes, qual è invece la vostra canzone preferita di The Good Life e perché?

È difficile sceglierne una, ma credo che la nostra preferita sia “Ride It Out”. L’abbiamo scritta coi ragazzi dei 5 Seconds of Summer e ci fa venire voglia di guidare lungo la costa, coi finestrini abbassati, godendoci il sole. Ci piace troppo quel suono da inno dell’estate.

Siamo arrivati all’ultima domanda, quella che facciamo a tutte le band che intervistiamo: cosa ne pensate delle uova? 

Le amiamo! Ma perché devono essere così gialle?

ENGLISH VERSION

Let’s start with an icebreaker: what’s the secret to “make out” at poppunk shows?

Always smell good! That’s the key, always ALWAYS smell good.

Your first album The Good Life came out a month ago. How was the feedback?

There’s been really positive response, it’s been really amazing to see little fan pages pop up all over the globe. That to us is crazy, but we just want to reach as many people as possible.

During the last year your touring life has been pretty busy, from playing Slam Dunk Festival in the UK to opening for blink-182 in the US. Guess a lot has changed since you were called Trophy Wives…

The funny thing is about those shows, is we had NO music out that people could listen to, so we’d play and nobody even knew who the hell we were. Which was terrifying and exhilarating. Especially, with blink, they paved the path of pop punk and are naturally heroes of ours, so we really had to step up and prove to them we belonged there; and let me just say, they were absolutely amazing to us and really made us feel welcome.

Writing The Good Life, you worked with some of the biggest producers and artists out there, as Feldmann and Travis Barker. Weren’t you scared they could somehow obscure your personalities and ideas?

We were scared for sure, not for those reasons but just because they are pioneers, and we had to make sure we were on the same level as them. We really opened up and let the collaboration process flow smoothly. You have to be able to work with any producer and writer so if we had an idea and it didn’t work for them, or they weren’t feeling it we’d just sit and hash it out together. That alone really taught us a lot about song writing and collaboration.

When did you realize you needed to change your identity with a new name and a new sound, and how would you describe this transition?

Basically, as soon as Sam caught Feldy with a demo of his, the band knew it’d be taking a radical change in direction. From the easy core sound back to solid pop punk, it was very obvious to us we’d have to rebrand. The transition was very organic though, we went through a couple of lineup adjustments and from then on it was a breeze, we felt like a new band with the new sound to really back it up.

What was the writing process like? How did you decide which songs were suitable for the album and which ones were not?

The time we spent in the studio was incredible, but hard HARD work. John really put us through our paces to bring the best out in us, it’s like if he applied the right amount of pressure on us we’d dig deep and give him what he was looking for. As for the songs, I mean we had about 16 recorded for this album, and deciding what did and didn’t make it was tough, they’re were all suitable and we still love the b-sides. We hope we get to put those out sometime in the future.

Which female artist would you like to feature in one of your songs in the future?

Personally I’d LOVE to have either Lynn Gunnulfsen (PVRIS) or fellow Aussie Jenna McDougall of Tonight Alive. It’s funny I was just thinking about this the other day. Or if we want to talk on a sky’s the limit scale, Halsey!

The artwork of your full-length The Good Life is a little bit simple and “childish”, it looks like a teenager’s piece of art on his diary or bedroom wall. Do you think it suits your music? Was it chosen to define the target of your audience or you simply liked it?

Well we actually worked off the theme of the song “Childish”, so you’re right! We made an album that takes us all back to why we fell in love with the genre and how WE felt when our favourite bands like Good Charlotte and blink-182 were all blowing up. So it’s a bit of a throwback for us but also, we want to evoke that same feeling into kids growing up today that we had discovering new music.

“Crazy” has been one of our summer anthems because of its party vibes, but which song off The Good Life is your favorite and why?

It’s so hard to choose, but I think we all really love the song ‘Ride It Out”. We wrote that with the boys in 5 Seconds of Summer and it just makes us feel like we need to be driving along the coast, windows down and soaking up the sun. We all love that big, summer anthem sound.

Here’s the last question and it’s one we ask every band we interview: what do you think about eggs?

Love em! But why do they have to be so yellow?!

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.