reaper nothing nowhere

REVIEW: “Reaper” by nothing,nowhere.

Di Elisa Susini

Chi ci fosse dietro al progetto nothing,nowhere. è stato un enigma fino a poco tempo fa, nonostante la crescita di popolarità del progetto, che essenzialmente è una fusione fra il rap e l’emo dei primi anni 2000.reaper nothing nowhere

Joe Mulherin ha sempre mantenuto un profilo estremamente basso, senza divulgare il suo nome e nascondendo il volto in ogni foto promozionale. Tuttavia, con il rilascio del suo disco di debutto, Reaper, il musicista ha deciso di accettare la notorietà che ne è conseguita e anche le critiche da parte dei puristi di entrambi i generi.

I pezzi di nothing,nowhere. sono semplici e sinceri, i testi potrebbero sembrare scontati ma non sono del tutto disfattisti e le capacità vocali di Mulherin lo hanno distinto dalla massa, come dimostrano le note alte e malinconiche di “Clarity in Kerosene” o il flow di chi sa bene quello che sta facendo in “Funeral Fantasy.” In “Hopes Up” poi c’è anche il featuring con Chris Carrabba dei Dashboard Confessional quindi si può chiedere di più?

Reaper è un lavoro compatto, con un suono ben definito ed è sicuramente un ottimo punto di partenza per Mulherin che sembra pronto a intraprendere il passo successivo per trasformare il suo sound in qualcosa di speciale.

Voto: 7/10

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