Knuckle Puck

REVIEW: “Shapeshifter” by Knuckle Puck

di Martina Pedretti
shapeshifter
Shapeshifter è il secondo disco della band americana Knuckle Puck. Anticipato dai tanto amati singoli Gone e Double Helix, l’album esce il 13 ottobre via Rise Records ed è composto da dieci tracce.

La band sceglie di non reinventarsi completamente, anzi segna una netta appartenenza a un genere già esplorato in Copacetic, enfatizzando suoni già conosciuti e migliorando il più possibile le capacità nel campo. Il songwriting diventa più sottile, introspettivo e si percepisce un’impellente urgenza di comunicare all’ascoltatore sentimenti che si alternano tra malinconia e una triste rabbia. Ma l’ideale più importante che l’album trasmette, come sottolinea il titolo, è quello della preservazione dell’identità e la sua importanza.

Nervous Passenger è un ottimo intro: breve, conciso e straziante. Restando assolutamente fedeli a sé stessi, i Knuckle Puck propongono Twist, un brano veloce, capace di trasmettere emozioni forti e nato per essere cantato a tutta voce. I singoli Double Helix Gone si susseguono in un tumulto di energia, che segna il punto più interessante del disco introducendo la stupenda Everyone Lies to Me, un brano in cui ci scappa quasi un po’ di hc e qualche urlo sofferto.

Il pezzo pop punk non aspetta ad arrivare, infatti Stuck in Our Ways potrebbe diventare l’anthem di molti pop punk kids. Riff incalzanti, un bridge più lento che fa salire feels su feels e un ritornello che resta in testa dal primo ascolto.

Want Me Around è uno di quei brani iscrivibili sotto la parola tanto odiata “catchy”, perché lo è. Inizia con una calma molleggiata, per poi esplodere nel ritornello, che anche in questo caso è indimenticabile. Sicuramente è una delle canzoni più riuscite del disco.

Con gli ultimi tre brani del disco arriva il momento più chill e anche un po’ più deludente. Dopo una prima parte così carica e travolgente, risulta un po’ noioso. Infatti Conduit e Wait non si riescono a distinguere nettamente, anzi sono due brani piatti e poco diretti. Con Plastic Brains si ricade nella stessa noia, se non fosse per il bridge che solleva quest’ultimo brano che è l’outro perfetto per il disco.

I Knuckle Puck non ne sbagliano mai una e Shapeshifter ne è l’ennesima prova. Non ci resta che aspettare di vedere questi brani all’opera durante un live, ma non dovremo aspettare molto perché li vedremo a Milano a dicembre!

VOTO: 8/10
BEST TRACKS: Double Helix, Everyone Lies to Me

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