Tempeste ormonali scatenate da Rejected: il mini documentario sugli All-American Rejects

Da quando gli All-American Rejects sono andati in hiatus (5 anni fa, sì lo so, anche a me sembra di averli spesi ieri i soldi per la deluxe edition di Kids in the Street – nda) ho sempre pensato che tutto questo tempo Tyson l’avesse passato guardandosi allo specchio. Perché è esattamente quello che avrei fatto io se fossi stata un figo e una diva come lui. 

Invece a quanto pare ha passato il tempo a ritrovare se stesso dato che si sentiva come chiuso nella sua bolla. Lo racconta in Rejected, un documentario che racconta l’ultimo periodo degli All-American Rejects e ci porta dietro le quinte di “Sweat” e dell’altro singolo che non è bello come Sweat. Il documentario è bellissimo (anche perché sono 11 minuti e mezzo di Tyson Ritter) e puoi guardarlo qui sotto senza neanche sbatterti a cercarlo su YouTube:

Mentre coltiva le rose per esempio ci dice che per la prima volta con i Rejects sta scrivendo la musica esattamente come ce l’ha in testa e non cercando di seguire un archetipo.

tyson ritter contadino
Tyson Ritter bellissimo mentre fa giardinaggio e si arrabbia con chi gli dice che le canzoni dei Rejects devono essere catchy

Nel prossimo EP ogni canzone è prodotta da una persona diversa. L’obiettivo è dimostrare che la crisi d’identità è finita. Quindi ascoltiamo l’EP che (come al solito) è la cosa più bella che la band abbia mai fatto, per capire la loro evoluzione.

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