Interview with Deaf Lingo

di Alessandro Mainini

deaf lingo bug

I milanesi Deaf Lingo hanno appena pubblicato il loro album di debutto, Bug, come prima uscita dell’etichetta Fatty Liver Records fondata da Mazza (se state leggendo quest’intervista probabilmente avete bevuto almeno un gin tonic con lui; se non lo conoscete consiglio caldamente di informarvi su questo personaggio che da anni tiene in piedi la scena punk rock nel nostro Paese). Il 22 settembre si è tenuto il release show del disco all’Honky Tonky di Seregno, con i Deaf Lingo accompagnati da I Like Allie, Volkov, e Menagramo + Matt Gyver in set congiunto. Quale occasione migliore dunque per fare quattro chiacchiere con la band e parlare del nuovo lavoro? Ecco cosa ci hanno raccontato Sandro (voce e chitarra) e Mauro (batteria) al termine del concerto.

Qual è stato il primo concerto a cui siete stati? E ha avuto qualche impatto sulla vostra scelta di intraprendere un percorso musicale?

Sandro: Il primo concerto a cui sono stato, quando avevo 13 anni, era una Festa dell’Unità e suonavano le Bambole di pezza. In realtà già prima sapevo di voler suonare, anche se all’epoca non ne ero capace. Poi ho visto le Bambole di pezza e ho detto “ok, vado a fare la ragioneria.” [risatine] No, sto scherzando ovviamente. Forse il primo concerto che ho visto e per cui ho pensato “cazzo, che figata! Voglio diventare anch’io come lui” sono stati i Dinosaur Jr. al Musicdrome di Milano nel 2009.

Mauro: Il mio primo concerto da fan invece è stato a 14 anni. Mia sorella mi aveva portato a sentire Vanilla Sky e The Styles, ma solo perché a me piacevano i The Styles e perché il loro cantante assomigliava a me. All’epoca già suonavo: avevo una band che faceva cover metal, anche se dopo ho cambiato completamente strada. Però il mio primo vero concerto è stato quello di Ivana Spagna. [ride] Avevo 5 anni.

Qual è la band di cui avete sempre sognato di aprire un concerto?

Mauro: A me è già successo in realtà, quando abbiamo aperto per i Forty Winks circa sei mesi fa. Ho sempre avuto un amore sfrenato per quella band, e sono anche riuscito a fare una figuraccia dicendogli che li ascoltavo da quando avevo 14 anni.

Sandro: Io non saprei… forse i Pixies perché sono un’icona per me. Però sto sparando alto; andrebbe bene anche qualcosa di più papabile per noi.

Una cosa che mi incuriosiva e di cui volevo chiedervi spiegazioni è il logo su Facebook che avevate fino a pochi giorni fa e che adesso avete cambiato, dato che mi ricordava molto quello di un partito politico.

Mauro: [ride] Questa è difficile da spiegare!

Sandro: In realtà abbiamo fatto un sondaggio su Facebook con due loghi, e ha vinto quello che dici tu che è il simbolo della Democrazia Cristiana. L’altro era il simbolo di Forza Nuova. Non so cosa sia meglio. [ride] Era ovviamente una cosa goliardica perché non sapevamo che immagine mettere.

Il vostro disco è la primissima uscita di Fatty Liver Records di Luca Mazza, con cui siete amici da una vita. Questo rapporto stretto che avete vi mette a vostro agio o crea un po’ di tensione perché ci tenete a far bene anche per lui?

Sandro: Guarda, io conosco Mazza da prima che fosse Mazza, quando ancora una decina d’anni fa lui non organizzava concerti e io suonavo già ma non a questi livelli. Siamo cresciuti insieme nella tarda adolescenza, abbiamo vissuto insieme, condiviso molti momenti belli e brutti, e non penso che qualcosa del genere possa rovinare l’amicizia. È una cosa molto easy: lui aveva voglia di lanciare l’etichetta, noi eravamo pronti con il disco, le due cose si sono incrociate e ci siamo detti “bella, si fa.”

E quanto vi ritrovate nel nome Fatty Liver?

Sandro: Mah, il fegato grasso è una cosa seria in realtà: succede alle persone che bevono troppo e consumano troppi cibi poco salutari. In effetti ultimamente sto pensando di smettere di bere.

Mauro: Io penso che un fegato grasso vada bene con le cipolle. [ride]

Ma cosa bevono i Deaf Lingo quando escono la sera?

Sandro: Due anni fa ti avrei detto birra, birra, birra. Adesso dico vino rosso.

Mauro: Prosecchi bianchi!

Champagne magari?

Mauro: No, no, ahah! Ho ancora tutti i reni per fortuna!

Che obiettivi vi siete posti durante la fase di registrazione del disco?

Mauro: Mah, direi suonare il più possibile in giro e farci conoscere.

Sandro: Sì, esatto, l’obiettivo era un po’ quello di farci conoscere e far conoscere quello che volevamo dire e il nostro sound alle persone magari non troppo abituate al nostro genere. E devo dire che la cosa sta riuscendo: un sacco di amici che non masticano molto il genere sembrano colpiti da quello che abbiamo fatto. Questo nonostante il fatto che i testi li scrivo io anche se non so scrivere i testi! Sono sempre stato una frana in italiano anche alle superiori: non sapevo scrivere i temi. Infatti i nostri testi sono testi che nella loro complessità a una prima lettura non sembrano avere troppo un senso. È strano, perché mai avrei detto che sarei arrivato a scrivere testi per un disco.

Se doveste scegliere una canzone da Bug che secondo voi rappresenti al meglio l’essenza del disco, quale sarebbe e perché?

Mauro: Red Led. Forse mi condiziona il fatto che sia stata la prima che abbiamo scritto, ma in ogni caso è semplice, lineare ma incisiva con i suoi stacchi. E poi ha una sonorità che secondo me è perfetta.

Sandro: Sono d’accordo con Mauro. Red Led secondo me in questa fase dei Deaf Lingo è quella che ci rappresenta di più. È nata come una canzone scritta per i fatti miei e poi esposta agli altri membri della band. In questa fase è così; più avanti spero che riusciremo maggiormente a metterci in gioco tutti nel processo di ideazione delle canzoni.

Mauro: Sì, Red Led è quella che sentiamo più nostra. Però meritano una citazione anche Aloe vera e Orzo [si riferisce a Bug, la title track del disco].

Sandro: Quelle forse dobbiamo ancora digerirle. [ride] Perché sono più nuove rispetto a Red Led.

Sempre in tema cibo: cosa ne pensate delle uova?

Mauro: Il miglior alimento che esista sul pianeta, perché facili, veloci e buonissime col pane.

Sandro: Easy, molto facili da cucinare, sono l’unico motivo per cui non sono diventato vegano. E poi fanno bene.

Mauro: Sono il nettare degli dei! E pensare che io mi ricordo sempre mio nonno che appena la gallina faceva l’uovo lo mangiava, proprio appena uscito dal sedere. Ci ho provato anch’io e sono stato malissimo. Una cosa veramente disgustosa, ho vomitato tantissimo.

Bug è uscito il 22 settembre, ed è disponibile su Bandcamp in formato digitale oppure su cassetta ai concerti della band o scrivendo a Fatty Liver Records.

La prossima data dei Deaf Lingo è il 21 ottobre al Circolo Gagarin di Busto Arsizio (VA). Tutti i dettagli sull’evento Facebook.

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