Solo in Svizzera i concerti HC li paghi 34€ – Turnstile @ Exil, Zurigo, 09-08-17

di Riccardo Volpe

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Dopo sette ore di flixbus e una giornata passata ad ambientarmi nella città, Mercoledì 9 Agosto mi sono diretto all’Exil di Zurigo (assieme ad alcuni amici) per vedere uno degli show europei dei Turnstile. Beccare questa band nel nostro continente è sempre molto difficile e le opportunità ogni anno rimangono davvero poche. Vedere per l’ennesima volta il flyer di un loro tour europeo senza scorgere nessuna tappa italiana mi ha fatto perdere la pazienza a tal punto da organizzare questo viaggio. La lineup della serata prevedeva i Bitter Youth da Liverpool, i Primitive Life da Berlino e i local heroes ÜberYou.
I Bitter Yotuh hanno aperto le danze, condividendo uno split set con i Primitive Life.
I Bitter Youth sono uno dei gruppi emergenti più promettenti della nuova ondata HC inglese e nel loro set (durato poco più di una decina di minuti) hanno proposto con molto entusiasmo i tre pezzi della nuova tape uscita lo scorso Luglio e alcuni pezzi tratti da No Peace of Mind, EP uscito a Gennaio 2016.

I Primitive Life hanno seguito i ragazzi da Liverpool in un cambio palco velocissimo; per qualche imprevisto la loro formazione per questo set vedeva il loro chitarrista (che tra l’altro è lo stesso dei Bitter Youth – ndr) alle prese con la batteria e questo non ha giovato troppo all’esecuzione dei brani. Al di là di questo intoppo i ragazzi di Berlino hanno suonato un set davvero energico che è stato capace di coinvolgere il pubblico con i pezzi del loro nuovo lavoro uscito proprio questo Agosto, Man Made Disaster,  e anche grazie ad una cover dei Cro-Mags, di cui sono fan sfegatati.

Arrivato il momento di ascoltare gli Überyou, fuori inizia un’acquazzone tremendo e tutta la gente comincia ad ammassarsi dentro l’Exil. La band di locals propone un punk rock/orgcore à la Flatliners/The Lawrence Arms e quindi all’interno della serata centravano quanto l’ananas sulla pizza, ma è stato comunque divertente vedere quanta gente fosse venuta anche (o solo) per loro. Chi apprezza il genere che propongono questi ragazzi si sarà sicuramente reso conto che veramente poche band sono così brave e coinvolgenti.

Dopo un set punk rock come quello suonato dagli Überyou l’attesa pareva interminabile.
Saliti sul palco i Turnstile, la gente impazzisce letteralmente. La band di Baltimore apre il set con Fazed Out, tratta dal loro ultimo full-length Nonstop Feeling, uscito ormai due anni fa.

varda manuel

Il pubblico sfodera sin dall’inizio tutto il repertorio possibile di mosh e calci volanti sia sotto che sopra il palco, mentre la band propone un set vario che attinge dal loro full-length, da Move Thru Me (il loro ultimo EP), ma anche da Pressure to Succeed, il loro primo lavoro. È proprio con un pezzo del loro primo EP che il pubblico si scatena in un sing-along memorabile: “I’m not your average, I’m not your ordinary” di The Things You Do risuona in tutta la venue, diventando automaticamente uno dei momenti più memorabili della serata.

Menzione d’onore per Blue By You, cantata dal bassista Franz che da un tocco di dinamicità al set con il suo sound particolarissimo. Nell’intro di Keep It Moving, 7, lo stesso Franz insegna a un bambino la linea di basso e lo aiuta a suonarla. Conclusa l’intro il piccolino insieme a un altro bambino consegnano una torta a Brady (chitarrista della band – ndr) per festeggiare il suo compleanno, mentre tutto il pubblico canta la classica happy b-day song. La band riprende poi da dove aveva cominciato suonando Keep It Moving e concludendo questo set schizofrenico con la velocissima Drop.

Il set si conclude in trenta minuti scarsi e il bis rimane un desiderio inesaudito ma forse è meglio così: i Turnstile sono energia, immediatezza e istinto. Compromettere questi elementi caratteristici della band con pause, encore o bis significherebbe in un certo senso snaturare la loro attitudine.

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I Turnstile sono probabilmente una delle band hardcore più sconvolgenti degli ultimi cinque anni, sono riusciti a raccogliere consensi tra ogni tipo di pubblico: hip-hop, hardcore, indie ecc. portando genuinità e freschezza al genere e i loro concerti sono una chiara testimonianza di tutto ciò.

Finito il concerto abbiamo camminato attraverso una Zurigo più autunnale che estiva, mangiando alette di pollo e pizza nella zona a luci rosse (che tra l’altro era quella dove si trovava l’albergo in cui alloggiavamo), doloranti e stanchi per il concerto visto poche ore prima. I cinque ragazzi del Maryland hanno cominciato il loro tour estivo europeo nel migliore dei modi, superando le mie aspettative e lasciandomi con la voglia di rivederli al più presto, sentimento che poche band lasciano alla fine di un concerto (oltre a qualche impronta di scarpa impressa sulla t-shirt e svariate botte).

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