“Science Fiction” by Brand New

Di Elisa Susini

science fiction
Se c’è una sicurezza con i Brand New è che non sai mai come andrà a finire.

Ormai intorno a loro c’è questa aura di mistero e in concomitanza con il presunto scioglimento della band nel 2018, ma soprattutto dopo 8 anni dall’uscita di Daisy, l’unico modo per rilasciare il nuovo (e tanto atteso) successore era fare tutto da soli: annunciare il preorder e due giorni dopo spedirlo, in maniera random, ai fan che lo avevano fatto.

Solo i Brand New possono fare una cosa del genere.

Ogni loro disco è diventato una pietra miliare nella musica, e non solo per la nostra generazione. Dopo anni di misteri, annunci di scioglimenti e ritardi, noi però non abbiamo mai abbandonato la speranza di vedere uscire questo disco. E se davvero la band si scioglierà l’anno prossimo, con “Science Fiction” possiamo dire che l’avrà fatto nello stile che l’ha sempre caratterizzata e con un disco che segna veramente il capitolo finale dei Brand New.

I toni sono un mix fra The Devil & God Are Raging Inside Me, le versioni demo dei vari pezzi che sono usciti l’anno scorso e la rabbia di Daisy ma in versione più soft, più malinconica e più dark, che ti lascia proprio addosso un senso di fine.
Jesse Lacey e compagni si sono sempre evoluti da un disco all’altro, e anche stavolta hanno fatto il colpaccio.

Lit Me Up” apre le danze lentamente e con tanta inquietudine, poi il ritornello ci fa entrare a pieno in quelle che saranno le atmosfere del disco: “it lit me up like a torch on a pitch black night”. In “Science Fiction” i testi sono più introspettivi del solito, e molto diretti, senza giri di parole, accompagnati magistralmente dalla parte strumentale.

La produzione, poi, incarna perfettamente tutto ciò che i Brand New cercano di trasmettere con questi brani: dall’acustica e intima “Could Never Be Heaven”, ai brani in stile più classico come “Get It Out” o “Same Logic / Teeth”, che urlano Brand New al 100% sin dal primo arpeggio acustico, alle influenze garage di “451” o alle chitarre soft di “Batter Up”.

Batter Up” è struggente e chiude il disco con un arpeggio intrecciato che va a sfociare in un suono e poi nel silenzio. Silenzio che segna non solo la fine di un grandissimo lavoro (disco dell’anno di sicuro, per me) ma anche la fine di un’era che ci accompagna dai tempi di Your Favorite Weapon.

Le ultime parole di Jesse sono “Batter up, never gets forgot, batter up, don’t get what you want… that was the one right there, that’s what we were waiting for” e con queste parole io non posso permettermi di aggiungere altro.

Grazie di tutto, Brand New.

Voto: 10/10 + lacrime vere

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