Morte parabolica ai Pop X @ Carroponte 29-07-17

Di Denise Pedicillo

carroponte pop x

A volte accade di scoprire dei gruppi in ritardo rispetto ai tuoi amici, altre volte invece capita il contrario e sei tu la pioniera, l’agitatrice delle masse, l’influencer. Quando succede, il problema principale è che tu vuoi andare a vederli e tutti gli altri no quindi ti tocca saltare le date più vicine a Milano perché andare a un concerto del genere è proprio da sfigati. Tu sai benissimo che ti divertiresti parecchio, ma non da sola. Mi piacerebbe dirvi che sto parlando di un gruppo della madonna ma la verità è che no. La verità è che tutti noi abbiamo una guilty pleasure e la mia si chiama Pop X.

La stragrande maggioranza degli utenti dell’internet pensa che i Pop x siano una band di recente formazione, ma in realtà il gruppo altoatesino è attivo dal 2004 e ha alle spalle tre album, l’ultimo Lesbianitj uscito nel 2016.

Il 29 luglio probabilmente le stelle erano allineate o i miei amici erano talmente tanto esausti dai miei continui inviti, fatto sta che siamo andati al Carroponte e nonostante la tempesta che ci minacciava dal cielo, il concerto non è stato annullato e la serata è degenerata nel migliori dei modi. La cosa bella è che non apriva nessuno, anche perché che artisti faresti suonare prima di un collettivo che ha talmente tante cose random che non sapresti nemmeno da dove iniziare? (le partying dinosaur ovviamente – nda)

simone pop x

Dopo un breve soundcheck aka un djset con musiche da chiesa e immagini di vescovi che correvano sullo schermo si capisce subito che l’attitudine è tutto tranne che pop, azzarderei addirittura dire punk: gente che salta da una parte all’altra, led, fumogeni, gente nuda nel mosh pit.

Panizza (che non è il maestro Paniccia pronunciato da uno di Cesena – nda) e soci suonano per circa un’ora e mezza aprendo le danze con “Cattolica”, che dovrebbe essere proclamato il vero tormentone dell’estate,  e proponendo una scaletta con le loro hit più visualizzate sul fantastico mondo del web come “Secchio”, “Madamadorè”, “Paiazo” o “Io centro con i missili” che praticamente è diventata famosa dopo 10 anni dalla sua pubblicazione ma meglio tardi che mai.

Sapevo che avrei assistito a uno show ai limiti del paranormale, ma quello che mi ha catturata di pù sono state probabilmente le animazioni stile paint anni 90 che hanno accompagnato tutto il concerto, tipo quando appare una bandiera dell’ISIS e ti viene quasi d’istinto accennare un “no dai” però poi ti rendi conto di dove sei e strizzi la vista e noti quella scritta “POP X” in mezzo ai caratteri in arabo, che ne tradisce definitivamente la poca autenticità.

“Vedi quante cose belle puoi fare con Pages?” cit. Denise Pedicillo

2016 pop xTutto comunque è davvero divertente, anche perché le sonorità richiamano la dance anni ’90 e sappiamo tutti che quando partono quelle hit tiriamo fuori il peggio di noi, uno show talmente divertente che anche noi che ascoltiamo tutt’altro lo proclamiamo all’unisono miglior concerto del 2017, superando addirittura quello dei Dari.

Quando pensiamo di essere all’apice, invece succede l’impensabile, dal pit partono dei fuochi d’artifcio e sì, davvero, proprio sulle nostre teste ed è tutto un misto di urla da ustioni alle mani e urla di esaltazione “ma che belo ma che belisimo” direbbe Dave Grohl (“A me hanno fatto lasciare giù l’accendino e questi si portano i fuochi d’artificio” direbbe una nostra amica presente al concerto – nde).

Tra qualche “666” e emoticons varie sullo schermo la Chelli esclama “ma quindi come succede, uno si sveglia una mattina e decide di volere suonare uno skateboard?” a noi piace credere che in casa Pop X succeda proprio così. E probabilmente è vero.

Ciao Simone. Bravo Simone.

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