Coldplay @ San Siro, Milano 04-07-17

di Luca La Barbera

coldplay tour milano.png

La vendita dei biglietti per le due date a Milano dei Coldplay ha generato un po’ di sconforto, a causa del secondary ticketing, tanto che la mattina che sono usciti i biglietti per la prima data, ne hanno annunciato subito una seconda, vista l’enorme richiesta. Io sono uno di quelli che cercando di comprare i biglietti ormai finiti per il 3, si è visto spuntare una seconda data sul sito TickeOne. E quindi nulla, l’ho preso.
Questo concerto per me inizia circa alle 9:30 del 4 luglio, quando mi piazzo fuori il varco di sicurezza a San Siro. Visto che nel mondo ci son tanti stupidini che decidono di portare le bombe (non quelle che si fumano) ai concerti, i controlli di sicurezza sono tanti, anche se poi in realtà ho portato dentro tutto ciò che veniva vietato dal regolamento. Passo tante ore in fila sotto il sole e una volta aperti sti benedetti cancelli, altro controllo. Gli organizzatori danno a tutti uno xyloband, braccialetto luminoso distribuito a ogni concerto dei Coldplay questioni coreografiche. Poi si parte di corsa per prendersi la prima fila.

Una volta arrivato davanti mi guardo intorno, guardo il palco, guardo lo stadio e realizzo che sta succedendo davvero, mi scappa un mega sorriso. Dopo tanta attesa iniziano le due band di apertura. I primi sono i Lyves, c’erano i chitarristi/bassisti presi benissimo e ridevano fra di loro, la band in generale è piacevole, cantante brava ma le canzoni non mi hanno convinto del tutto.

Il secondo guest è Tove Lo, decisamente migliore, anche il pubblico era abbastanza preso bene. Mi sarei aspettato il featuring su Fun, e invece niente Fun e di conseguenza niente featuring.

coldplay san siro

Il sole è quasi tramontato, ogni 5 minuti si intonano cori di Viva la Vida. Li aspettiamo con ansia, il pubblico è carichissimo. In sottofondo parte O mio babbino caro, ormai opener dei concerti dei Coldplay. Si spengono le luci, ed ecco che si vedono salire sul palco 3/4 della band, parte il primo pezzo, A Head Full of Dreams, ed ecco Chris Martin che appare sul palco con un salto energetico. Tutto si colora di rosso e di viola e tutto lo stadio canta in coro. Partono dei fuochi d’artificio e il pubblico impazzisce ancora di più. Uno spettacolo in tutti i sensi.

Continuano subito con Yellow, e d’improvviso tutto San Siro si colora di giallo, son tutti carichissimi e con voglia di far festa e divertirsi. Parte infatti la canzone più tamarra ma figa dei Coldplay, Every Teardrop is a Waterfall, sparano coriandoli ovunque, luci coloratissime, una bella festa. Durante il concerto, Chris Martin ha detto che avrebbero suonato il concerto migliore di tutta la loro carriera e che ci tenevano a ringraziare tutte le persone che, a causa del bagarinaggio, hanno speso tantissimi soldi per vederli. La band era in estasi, e il pubblico non era da meno.

Si spegne tutto e  partono The Scientist e le lacrime, Chris dal vivo è addirittura più bravo di quello che mi aspettassi. Il concerto va avanti con canzoni abbastanza recenti, Birds, dal nuovo album, poi Paradise, che finisce con la versione remixata di Tiesto.

Poi la band si sposta nel “B stage”, una piattaforma tonda davanti al palco, continua lo show con le due bellissime Always In My Head e Magic, per presentare per la prima volta dal vivo Miracles(Someone Special).

In Everglow, a Chris si secca la gola e ferma la canzone dopo un minuto, chiedendo di non mettere il video su YouTube. Questa cosa mi fa un po’ ridere perché per tutta la durata del concerto veramente tante persone erano prese a fare video più che a godersi davvero il concerto, ma vabbè. Tornano tutti nel palco più grande e si continua con Clocks, poi la più cupa Midnight. Inizia Charlie Brown, quando Chris decide di fermare la canzone e chiede il favore di non usare i telefoni per una sola canzone, chiede a tutti di pensare solo a ballare e cantare.

Si balla ancora su Hymn For The Weekend per tornare a piangere con Fix You. In Viva la Vida, assieme alla band, sul palco c’è Davide Rossi, violinista che ha dato il suo contributo a molte canzoni dei Coldplay, è stata una bella sorpresa sentirlo dal vivo. Finisce la canzone, nemmeno il tempo di una pausa che subito arriva una cascata di palloni gonfiabili giganti che intrattiene il pubblico per tutta la durata di Adventure Of A Lifetime. Pausa.
Nello schermo proiettano un video e si sentono le parole di Kaleidoscope, la band intanto si sposta nel “C stage” una piccola piattaforma quadrata in mezzo al pubblico. Suonano la bellissima Trouble in acustico e poi arriva un momento inaspettato, la band dice che per tutta la sera hanno letto i cartelli degli spettatori, ne indicano uno in particolare, un bambino di 9 anni che dice di amarli, così lo invitano a salire con loro sul palco. Nello stadio si sente un super boato e poi cori per Giacomo, il fortunato bambino. La cosa ancora più bella è che suonano Don’t Panic, danno un’armonica al bambino e gli fanno passare probabilmente la serata più bella della sua vita. Subito dopo nello schermo proiettano il video di un ragazzo, che tramite Instagram ha richiesto alla band di suonare Us Against The World. Purtroppo era conosciuta da pochi.

Poi si torna sul palco principale per le ultime tre canzoni della serata. La nuovissima e tamarra Something Just Like This, seguita da A Sky Full of Stars e Up&Up, una delle più belle in assoluto, secondo me. Tutto finito, si esce e si torna a casa.
Lo spettacolo è stato magnifico, magari possono non piacere le canzoni, ma i Coldplay gestiscono il palco in maniera perfetta. Tutti gli effetti speciali hanno fatto si che la gente non si annoiasse mai, cercando ti ottenere sempre un effetto “wow”. Ci si vede alla prossima, sperando sia presto.

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