Interview with Sleeping With Sirens

di Michela Rognoni e Sara Cavazzini

sleeping with sirens in fest interview
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ENGLISH VERSION available below

Anticipato dal singolo “Legends”, il 22 Settembre uscirà Gossip, il nuovo album degli Sleeping With Sirens. Ne abbiamo parlato un po’ con loro lo scorso mese, in occasione dell’In.Fest e gli abbiamo strappato qualche dettaglio interessante:

Sappiamo che avete finito di registrare il vostro nuovo album, in un’intervista con Alternative press abbiamo letto che avrà un sound più adulto e maturo…

Kellin: Bè, siamo cresciuti come persone e abbiamo voluto provare a fare qualcosa di diverso in questo disco, qualcosa di nuovo che non avevamo mai fatto prima, che poi è quello che abbiamo sempre fatto come band, per qualsiasi album e non smetteremo mai di farlo.  Abbiamo aggiunto delle sonorità più ricercate rispetto agli altri dischi, è meno punk rock e più rock direi, ma ha comunque qualcosa di punk rock nell’attitudine, non so se mi spiego… Credo anche di cantare molto meglio che in passato, e anche loro sono migliorati molto come musicisti.

Nick: Lui (Kellin) è davvero fantastico in questo disco. La sua voce non è mai stata così perfetta.

Kellin: Abbiamo voluto cogliere queste opportunità ed è stato eccitante per noi, eravamo un po’ spaventati all’inizio, ma credo che se non ti senti così quando stai facendo un disco è perché non stai facendo il disco giusto. Non deve essere facie, non bisogna sentirsi al sicuro. Noi non vorremmo mai sentirci in quel modo facendo un disco.

Abbiamo letto anche che avrà dei suoni più dark, che sarà più cupo rispetto ai vostri lavori precedenti… 

Kellin: Sì, è decisamente più cupo, ha degli elementi molto dark sia musicalmente che a livello di testi. Quando compi 30 anni e non sei più un ragazzino, diventi adulto e più maturo e penso che questa sia una delle tematiche alla base di tutto, il capire come fare a essere un adulto pur non perdendo quella spensieratezza. quell’attitudine tipica dei ragazzi.

È bello sentirtelo dire! Ci sono band che tendono a rimanere sempre fisse sullo stesso sound e comportarsi da teenager quando ormai hanno superato i 30 anni…

Kellin: è vero, ed è anche vero che noi non siamo così! Non ci interessa fingere di essere ancora teenager…

Gabe: Tutti cresciamo…

Nick: Tipo io ho 34 anni!

Gabe: Senza offesa, ora che abbiamo 30 anni, non ci interessa attirare sempre e solo fans 16enni, vogliamo evolverci…

Kellin: Vogliamo che i nostri fan crescano con noi.

Da cosa vi siete lasciati ispirare maggiormente durante la creazione del disco?

Kellin: Io mi lascio ispirare da qualsiasi cosa. Traggo ispirazione dalla mia vita a casa, da quello che mi succede on the road, da quello che ascoltano gli altri. Niente di particolare, andiamo in studio, e cerchiamo di fare la miglior musica che possiamo, niente di più.

Troveremo tracce dei generi diversi dal vostro ma che comunque ascoltate?

Kellin: Certamente! Ascoltiamo tutti cose molto diverse, quindi troverete stili molto differenti, magari qualcosa dei Rolling Stones o dei Queen, magari un po’ di blues, qualche vibrazione R’n’B…

Gabe: e un po’ di hip hop per quanto riguarda la batteria!

Sappiamo che per scrivere questo disco vi siete chiusi in una casa isolata nel New Jersey, come mai?

Kellin: Secondo me funziona meglio mettersi a scrivere in un posto diverso da uno studio. è bello allontanarsi da quel tipo di spazio, abbiamo lavorato bene, in un luogo confortevole, più simile a una casa che a uno studio. Mentre guardavamo la TV o facendo altre cose poteva venirci in mente qualche canzone. Se lui suona la chitarra io posso pensare a una melodia, è bello perché si sta sempre insieme.

Jack: Sembra tutto meno forzato, quando sei in uno studio sai che devi scrivere una canzone, ci si mette a sedere e si dice tipo “ok, dobbiamo finire una canzone entro oggi”, solo che spesso non è che ti vengono fuori così. In questa casa invece, era tutto molto più rilassato, e le canzoni migliori vengono fuori in modo più naturale.

Ti capita mai di avere il blocca dello scrittore? E hai qualche trucco per superarlo? 

Kellin: Continuare a scrivere. Scrivere, scrivere, scrivere. Noi scriviamo un sacco di canzoni brutte prima di trovarne una buona. Serve molto esercizio, bisogna sempre lavorarci. L’abbiamo imparato proprio facendo questo disco: siamo stati in tour per moltissimo tempo dopo Madness, e non avevamo scritto molto finché non è arrivato il momento di fare un nuovo disco e invece mi rendo conto che continuare a scrivere è importante e di sicuro faremo così la prossima volta. Inizieremo già ora a scrivevre il nostro prossimo disco.
Gabe: è esattamente come esercitarsi. Se non ti eserciti non puoi migliorare. Se continuiamo a scrivere anche quando non siamo in studio a lavorare sull’album, continueremo sempre a migliorare.

Preferite i grandi festival, anche più grandi di quello di oggi, o gli show più piccoli?

Kellin: Ci piacciono entrambi. Ci piace che le persone escano per godersi la musica insieme a noi. I festival sono divertenti, ma anche gli show nei club sono divertenti per noi. Mi piace il sudore dei piccoli club, il fatto che siano tutti così vicini alla tua faccia, posso davvero vedere tutti molto bene. Mentre dei festival mi piace…

Justin: la marea di persone!

Kellin: e che ci sono tante band, e  tutti sembrano sempre così eccitati ai festival

Jack: Io credo che ai festival le persone siano eccitate per la musica, è bello perché non sono tutti lì necessariamente per vedere la tua band, ma magari per qualcun altro, ma tu hai la possibilità di conquistarli. E riesci anche a vederlo, quando vedi un gruppo di persone in piedi fermo all’inizio del set e vedi che a metà cominciano a muoversi e a saltare e tu sei tipo “Cavolo sì! Hai guadagnato nuovi fan!”.

ENGLISH VERSION 

We read in your interview for Alternative Press that in this record you wanted to sound more mature and show that you’ve grown up, can you explain this process more for us?

Kellin: We’re just older as people and we just wanted to try some different things on this record that we’ve never really tried before. I think that’s something that our band has always done through the years and we’re not gonna stop anytime soon. Just add a more polished vibe to it than in any other record, it’s less punk rock and just more rock, but it still has that punk rock attitude if it makes sense. I think I’m singing a lot better than I’ve ever had before, I think these guys are playing better than they ever had before…

Nick: He (Kellin) sounds amazing though, his voice is just so good on this album

Kellin: We wanted to take some chances and it was exciting for us, a little bit scary, but I think that if you’re not feeling that way when you’re making a record than you’re not making the right record. It shouldn’t be easy and safe. We never wanna feel that way about it.

Does this mean that the sound will change? As we also read that the record will sound darker than the old ones…

Kellin: It’s definitely darker, it’s got a lot of dark tone to it musically and lyrically. I feel like when you turn 30 you are not a kid anymore, you become an adult so I think just trying to find that, in this record, was basically the topic of everything: just trying to figure out how to be a grown up with still having that attitude of a kid.

It’s a good thing, there are bands that tend to stick to one sound and still act like they’re teenagers in their 30s

Kellin: Yeah, yeah! And we’re not! We can’t pretend to be teenagers anymore.

Gabe: We’re all growing up.

Nick: I’m 34 years old…

Gabe: No offence, but we don’t wanna be like in our 30s and going out for 16 years old fans all the time, we wanna evolve…

Kellin: We want our fans to grow with us

 

What inspired you musically writing this record?

Kellin: Everything inspires me: my home life inspires me, the road inspires me, what everybody listen to inspires me. There’s not really anything in particular. We just go to the studio and we try to play the best music that we can and that’s it.

Will we find some influences from other genres you listen to?

Kellin: Absolutely! We all listen to entirely different things you’ll find a lot of different styles, maybe some Rolling Stones, maybe some Queen, maybe some blues and r’n’b vibes…

Gabe: A little bit of hip hop drums…

We know that for the upcoming album you decided to record it in an isolated house in new jersey, why?

Kellin: I just feel like it works better to write music somewhere that isn’t necessarely in a studio enviroment. It’s cool to get out of that space; we worked really well, in a comfortable, it was almost a house enviroment, more so than like… a studio. While we were watching TV or doing other things, we can always come up with songs; if he’s playing the acoustic I can come up with the melodies. It’s just good to always be together.

Jack: It feels less forced. When you’re in a studio you feel like you have to have a song. Everyone sitting down like “we have to finish a song today”… and sometimes they don’t just happen like that. While we were at the house it was just more relaxed and the best songs just come to you when you’re in a natural setting.

Does it ever happen to you to have the the writers block? If so, how do you go through it?

Kellin: You gotta just keep wrinting. Write, write, write. We write a ton of bad songs to find one good song. It just takes a lot of practice, you have to constantly work on it. We definitely learned that for this record, we spent a lot of time touring Madness and didn’t spend a lot of time writing until it was time to write the record and I think that it’s important to us to just keep writing, so we’re gonna keep writing for the next record. Right now, we’re gonna start immediately writing our next record.

Gabe: It’s like a practice: if we don’t practice we’re not going to get better. If we keep writing even when we’re not in the studio working on a record it’s just gonna keep getting better and better.

Do you prefer big festivals, even bigger than today’s or small shows?

Kellin: We love both. We just love when people come out and enjoy music with us. Festivals are fun, the club shows are fun too for us, we just love to play music. I love the sweatiness of the club and everyone’s really close to your face, I can really see everyone very well. In the festival settings i just love…

Justin: The sea of people!

Kellin: …and different bands and everyone seem to just be really excited at festivals.

Jack: I think in festivals people are just excited to hear music, it’s also cool because there’s people that are not necessarely there to see your band, but to see someone else and you have the opportunity to win them over. And you can watch that, when you go out you see a group of people and they’re standing there at the beginning of the set and halfway through they’re like jumping and moving around and you’re like “Hell yeah! You just gained those fans”.

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