“Mamma guarda ho 12 anni!” – Simple Plan @ Fabrique, Milano 16-06-17

di Michela Rognoni

Ogni volta che i Simple Plan annunciano una data in Italia decido di non andarci, che sono grande ormai, e invece poi ci vado lo stesso. Questa volta invece PLOT TWIST: per il suo 15esimo anniversario la band suonerà tutti i brani di No Pads, No Helmets…Just Balls e allora mi compro 666 biglietti e ci vado solo io e voi tutti a casa. No non è vero, ne ho comprato solo uno di biglietto perché anche gli altri disagiati fan dei Simple Plan dai tempi di Addicted e le altre canzoni belle belle in modo assurdo hanno il diritto nonché dovere morale di fangirlare esattamente come me. Ecco quindi che tipo fuori le all star con i lacci fosforescenti e regredisco ai 12 anni. L’anno prossimo ho l’esame di terza media, che paura.

Ad aprire le danze ci sono i Milestones, perché i Mallory Knox hanno avuto un incidente (probabilmente erano regrediti anche loro ai 12anni per colpa dei Simple Plan e si sono dimenticati come si guida) e sono stati costretti ad abbandonare il tour. I Milestones sono piacevoli (l’autocorrect mi scrive minestrone al posto di milestones lol), terribilmente catchy e se la cavano più che bene su un palco così alto! Mi erano sembrati più generic quella volta al Legend, e invece sorpresona!

sp milano

Durante il cambio palco mettono su un paio di canzoni per risvegliare i feels e poi le luci si abbassano e i Simple Plan iniziano carichissimi con “I’d Do Anything” e poi uno dopo l’altro nell’ordine corretto tutti i pezzi dell’album più bello della mia preadolescenza. Proprio tutti eh, anche “You Don’t Mean Anything”, anche “I’ll Meet You There” che poi uno piange disperato e non ce la si può fare. L’ordine viene spezzato solo per piazzare “Grow Up” prima di “Perfect” e vi giuro che con queste due una di fila all’altra viene abbastanza difficile respirare.
La performance è praticamente impeccabile, d’altra parte se uno dopo 15 anni di carriera non è impeccabile c’è qualche problema di fondo…
Ovviamente finito NPNHJB lo show continua con qualche pezzo più recente: da Your Love is a Lie all’inflazionatissima Summer Paradise, alla nuovissima Boom caratterizzata dal suo testo da Smemo. Pensandoci, i testi da Smemo li ho sempre rimproverati ai Simple Plan. Pensavo “hai 30 e passa anni, non puoi scrivere cose tipo “You’re my favorite song, my sing-along” ... ma è anche vero che a 20 non scrivi “She has two arms to hold me / Four legs to wrap around me“… quindi il punto è che loro si impegnano per scrivere le frasi da Smemo, e la mia Smemo è sempre stata piena delle loro frasi quindi è una win-win situation no?

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Si chiude tutto con Welcome To My Life che è tipo la vivisezione di un teenager. Tipo prendi un ragazzino lo apri e da un’analisi accurata viene fuori Welcome To My Life.
Quando ancora oggi facciamo le lotte su chi fosse il gruppo fondamentale della nostra adolescenza tra i Blink e i Green Day, ogni tanto mi dimentico che in realtà i miei prefe erano i Simple Plan (e i Sum 41, evidentemente apprezzo i nomi per S e i prodotti canadesi). Menomale che me lo ricordo sempre in tempo per andare ai loro live.

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