i-Days: l’Italia non è ancora pronta per un vero festival

cidays monza 2017

Per i fan della musica vivere in Italia potrebbe sembrare un incubo per una serie di cose. Una di queste è l’assenza di un festival estivo rinomato, di quelli in cui si incontrano generi musicali diversi, che ti spingano a prenderti una settimana di ferie per fartelo tutto anche solo per l’esperienza; uno di quelli che finisce per diventare un simbolo, di quelli che se ne sente sempre parlare in giro come Reading e Leeds per l’Inghilterra, il compianto Soundwave australiano, lo Sziget che devo controllare trenta volte su Google se ho messo tutte le consonanti nell’ordine giusto, il Primavera Sound, il Coachella (no ok sto esagerando).

Certo qui da noi esistono delle manifestazioni godibili ma meno discusse, come Home Festival, Lucca Summer Festival, Rock In Roma ecc; E tante volte abbiamo provato a fare qualcosa di veramente figo, ma con risultati non troppo convincenti che alla fine ci hanno portato a far naufragare ogni progetto (vedi Heineken Jammin’ Festival, ma anche volendo, Rock In Idro).
Quest’anno Indipendente Concerti ha cercato di cambiare le cose, e ha pensato veramente in grande con i suoi i-Days, che prevedevano una line up spettacolare tra cui brillavano nomi come Radiohead, Green Day, Linkin Park, Blink 182 e Justin Bieber.
Quattro giorni di festival, generi diversi in giorni diversi perché, non diciamoci scemate, non siamo ancora culturalmente pronti a vedere Slayer e Harry Styles nello stesso posto senza lanciarci addosso le cose.

guy-throws-christmas-tree-girl-face-1387716551r.gif
Purtroppo a conti fatti sembra che Indipendente si sia posta un obiettivo troppo ambizioso per essere raggiunto senza intoppi. Ce lo aspettavamo? Un po’ sì.
Niente da dire sul prezzo dei biglietti, equilibrato rispetto alla proposta musicale delle singole giornate. Sarebbe stato intelligente mettere a disposizione anche un abbonamento per due, tre o quattro giorni, magari a prezzo ridotto, soprattutto considerando che la line up del primo e terzo giorno si rivolgevano a un pubblico simile.

La prima cosa che lasciava presagire l’imminente disagio, era la diversificazione dei biglietti: Golden Circle, Ingresso Rosso, Ingresso verde. Famiglie divise da braccialetti di colori complementari, amicizie rovinate per sempre da dodici ore di fila passate in solitudine con altri mille sconosciuti.

Mano a mano che gli i-Days si avvicinavano, i futuri disagi si facevano sempre più palesi con trasporti problematici (sovrapprezzi su treni, navette e parcheggi che ti lasciavano comunque a venti minuti a piedi dall’unico ingresso al parco di Monza, quello di Vedano); e poi quella questione non troppo simpatica della maglietta saltafila, che secondo me concettualmente non è neanche sbagliata, ma abbastanza inutile dal momento che già esistevano Golden Pit eccetera, insomma, era abbastanza prevedibile che chi già aveva speso di più rispetto ad altri non l’avrebbe presa bene…

tokens

Finalmente arriva il giorno dell’evento e con lui altre sorprese. Come avrete sentito dire se non avete vissuto sotto una roccia negli ultimi mesi, le grandi manifestazioni sono a rischio attentati e, dopo il fattaccio del concerto di Ariana Grande a Manchester, si sta cercando di prestare più attenzione alla sicurezza. Perciò niente tappi sulle bottiglie, niente armi o oggetti che potrebbero usati come tali, niente cose potenzialmente esplosive, niente spray per le zanzare e lo so che queste restrizioni possono starvi sul cazzo ma è un piccolo prezzo da pagare per evitare tragedie peggiori. Però in nessuna lista erano citati rossetti e power bank. E così solo alcuni si sono ritrovati privati della propria autonomia elettronica o con il proprio Stubbed Kiss bucato. Che poi mollare una power bank o un rossetto non è proprio come mollare l’Autan, costano un po’ e il che ti fa girare un pelo le palle soprattutto se l’amichetto nell’altra fila invece è ancora in possesso di tutti i suoi averi.

Quello di cui non ci si dovrebbe lamentare con l’organizzazione è la coda esterna all’evento, perché insomma, non te l’ha prescritto il dottore di passare la notte al parco di Monza o di arrivare alle 6 del mattino, è una decisione personale per cui è necessario assumersi la totale responsabilità. Certo che però qualcuno avrebbe potuto pensare a mettere due ToiToi fuori dalle porte dell’evento visto che volenti o nolenti, la coda per entrare a un evento per cui sono previsti 85.000 ingressi si dovrà formare per forza.

NGcsdW2

E poi ecco la batosta più dolorosa di tutte: I TOKENS.
I tokens sono una sorta di denaro sostitutivo con cui acquistare qualsiasi cosa all’interno dell’area festival. Perché gli euro non andavano bene? La risposta ufficiale è: i Tokens servono per evitare code. Ok, e la coda per prendere questi Token è esclusa dal discorso? Non ho capito davvero, sono in buona fede, vi prego spiegatemelo. Comunque il minimo di Token che potevano essere acquistati erano 15€. Un’acqua costava l’equivalente in Token di 3€ ed è finita a metà giornata. E le code da 40 minuti c’erano lo stesso.

idays acqua
Ovviamente non è andato tutto male agli I-Days: le performance sono andate avanti come da scaletta, i suoni erano ottimi, il pubblico si è divertito, e nessuno è morto. Molto bella anche l’idea di dare spazio alle band emergenti con il Brianza Rock Contest e il sistema a due palchi. Quale miglior trampolino di lancio per una giovane band se non aprire le danze al concerto delle loro band preferite?
Insomma, moltissimi, troppi intoppi in questa edizione di I-Days che non è riuscita a brillare come avrebbe dovuto, ma i margini di miglioramento ci sono tutti e spero vivamente che l’organizzazione continui a proporre l’evento nei prossimi anni, magari con qualche accorgimento per renderlo sempre più vivibile.
Non organizzo concerti e non sono una testata influente, ma metti che questo trafiletto capita tra le grinfie degli organizzatori, li inviterei – da utente finale della loro proposta – a lavorare sull’esperienza fornendo una quantità adeguata di servizi e di stand per cibo e bevande; ad abbassare i prezzi di trasporti e beni di prima necessità (lo so che dovete rientrare con le spese, ma piuttosto aumentate il prezzo del biglietto, la gente è più felice di pagare 3 euro in più di biglietto che 3 euro di acqua che tutti sanno costare 16 cent al supermercato). E soprattutto niente Token.

Stay strong, I-Days e ci vediamo l’anno prossimo.

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...