Descendents + Me First And The Gimme Gimmes + The Manges @ Carroponte 11-06-2017

Di Elisa Susini

IMG_4897Il concerto dei Descendents in Italia è un evento che tutti aspettavano da 21 anni, e, oltre al ritorno di una delle più grandi band che siano, è stata anche una bellissima rimpatriata con tutti gli amici del punk rock.
Con i Descendents le emozioni sono sempre tante perché sono la band della vita, e a intrattenerci prima del loro live al Carroponte ci hanno pensato i mitici The Manges, con i loro pezzoni che dal vivo sono tutti una manata in faccia. Per quanto riguarda la scaletta, è quella tipica dei Manges e spacca: si va da “Bad Juju” a “Barrage of Hate”, passando per “My Rifle”, “Secret Agent In East Berlin”, la cover di “Havana Affair” e “Lone Commando (All Is Well)” con la classica apparizione di Pinhead/Reagan con il cartello “ALL IS WELL….”. La band chiude con “Motion Picture Rest Home” e cos’altro puoi dire? E’ sempre bello rivederli.

Dopo di loro è stata la volta dei Me First And The Gimme Gimmes, che abbiamo già visto tre o quattro volte nel giro di 12 mesi, c’è chi si lamenta perché vorrebbe vedere altre band al loro posto, chi è contento perché sul palco c’è Joey Cape, e chi si diverte a canticchiare le loro cover. I Gimmes suonano per un’oretta, forse 50 minuti, il pubblico si diverte, Spike ci racconta un po’ di storie in italiano e va bene così. Non vi dico i pezzi che hanno fatto perché tanto li conoscevate già tutti.

19059329_1638070289544943_8890058559106037403_nSui Descendents, non me ne vogliate, ma non posso essere imparziale, e quando arrivano sul palco la prima cosa che parte, oltre alla mia scarpa, è il delirio di tutto il pubblico. La band è carica, Milo indossa una tutina da meccanico, Bill Stevenson sarà sempre il mio batterista preferito, con il suo tom bello alto mentre suona immobile muovendo solo i polsi, Karl Alvarez al basso ci mette tutto il groove possibile, ed esiste un altro chitarrista come Stephen Egerton?

La scaletta è molto più lunga di quella della scorsa estate al Rebellion e tutto è grandioso; 36 brani tiratissimi in un’ora un quarto di concerto. E non ci sarà mai un attimo di pace, sin dalle prime note di “Everything Sux” fino alla fine con “Catalina”.
Dalla scaletta non mancano le canzoni storiche di Milo Goes To College, Everything Sucks e altre come “Coolidge”, “Get The Time”, “Sour Grapes”, “Pervert” o “I Don’t Wanna Grow Up”; la band si lascia andare a dei virtuosismi durante “Van”, tanto che alla fine del brano Milo ci dice: “Ah ma siete ancora qui? Bene” e sono molti anche pezzi dall’ultimo lavoro, Hypercaffium Spazzinate.

19060198_1638070596211579_6970608838768937473_nI presenti sono tutti felicissimi, qualcuno vola, altri si lanciano a capofitto sulle teste degli amici e altri ancora si abbracciano contenti durante quelle canzoni tanto care a tutti quanti, che parlano di noi e ci accompagnano da sempre.
Thank you for playing the way you play, Descendents, e vedete di tornare presto. Band della vita, almeno per me.
Voto: 10/10 (anche se non diamo mai dei voti ai concerti e i nostri voti di solito arrivano solo fino a 5)

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