Interview with Pierce The Veil

di Michela Rognoni

pierce the veil

Manca pochissimo ormai all’In.Fest, che porterà al Circolo Magnolia due giorni di musica con alcune delle band più calde della scena alternative internazionale. Tra i protagonisti ci sono i Pierce The Veil, che dopo il loro ultimo disco “Misadventures” uscito ormai un anno fa, sono stati impegnati a suonare in giro per il mondo. Jaime Preciado, bassista della band, ci racconta tutti gli highlights della vita on the road.

Ciao, Jaime. Iniziamo con una domanda semplice: cosa ti piace di più di essere sempre in tour?

Mi piace conoscere persone nuove, soprattutto quando andiamo oltreoceano perché incontriamo culture diverse; paesi diversi hanno modi diversi di fare e di pensare. Una sera siamo in un paese e quello dopo in un altro completamente diverso e sono anche tutti diversi dagli Stati Uniti. Sono tutti paesi bellissimi e parte della bellezza sta nel loro essere così diversi.

Di quali oggetti non puoi fare a meno quando sei in tour?

Non saprei, forse i miei prodotti per capelli… Non saprei, siamo tutti piuttosto minimal, non abbiamo bisogno di molte cose quando siamo in tour. Ci basta una bella venue, un po’ di ragazzi che vengono a sentirci e siamo a posto così.

C’è qualcosa invece che vorresti avere in tour ma che non puoi portare?

Sì, mi piacerebbe avere un cane in tour ma in realtà non ce lo porterei mai perché penso sarebbe brutto per lui. Però prima c’era un cane qui ed ero così contento, mi piacciono tanto i cani! Sarebbe davvero bello avere un cane in tour ma sarebbe anche complicato.

Trovi che sia molto stressante stare così spesso in tour?

No, non direi stressante… La parte stressante è la preparazione del tour, sai, la produzione, le setlist, assicurarsi di suonare le canzoni giuste per i fan; quando siamo in tour invece cerchiamo di evitare lo stress. È un po’ più complesso quando andiamo oltreoceano perché non riesci a fare le cose come le faresti di solito, la routine è molto diversa. Ma in realtà abbiamo un’ottima crew che riesce sempre a tenerci lontani dallo stress.

Qual è la tua peggior abitudine in tour?

Vado sempre a letto troppo tardi! Quando sei in tour non sai mai che ore sono, perdi la cognizione del tempo. Tipo dopo aver suonato ti senti eccitato, ti senti carico ma è tipo mezzanotte e tu non lo sai e allora esci a divertirti e improvvisamente sono le quattro del mattino e allora pensi “hey ma cosa ci faccio ancora sveglio?”.

 

Come ti senti quando vedi i ragazzi che si mettono in coda fin da molto presto per assistere a un vostro concerto? 

Oh, è incredibile. Siamo contenti di vederli così eccitati per il concerto, così appassionati, ci da la carica vedere che ci sono persone che aspettano, che ci tengono così tanto da stare lì tutto il giorno, anche sotto la pioggia; Ci da quella motivazione in più per concentrarci sul concerto, vogliamo fare bene perché loro si meritano di vedere un bello spettacolo e vogliono divertirsi.

Qual è il paese con il pubblico più pazzo?

È difficile scegliere… penso siano i paesi in cui non suoniamo spesso. Come il Sud America, non andiamo lì molto spesso, ogni quattro-cinque anni, devono aspettare molto per vederci. Anche nei paesi europei il pubblico è sempre preso bene, in Itali abbiamo suonato solo un paio di volte e a distanza di 3 anni quindi erano tutti carichissimi.

Raccontaci la cosa più divertente che ti è accaduta in tour…

Aspetta, ce l’ho una cosa divertente che è successa a me! Una volta, mentre eravamo in tour coi Bring Me The Horizon e hanno pensato che sarebbe stato divertente, prima del nostro set, prendere il mio microfono e riempirlo di salsa piccante, quindi una volta salito sul palco ero tipo “aiutoooo” e avevo bisogno di bere ma avevano anche preso la mia acqua e l’avevano sostituita con del gin. È stato cattivo più che divertente; me l’hanno proprio fatta. I ragazzi nel pubblico non lo sapevano, a loro sembrava che stessi sudando tantissimo senza motivo. Non è stato divertente, mi hanno proprio fregato.

Qual è la cosa più brutta che ti è capitato di vedere in una venue?

Cavolo, l’ho vista proprio a Milano! La cosa peggiore è quando non c’è la doccia; in realtà lì la doccia c’era, però non c’erano le tendine ed era in mezzo alla stanza quindi se ti volevi fare la doccia la potevi fare, però ti vedevano tutti! Le cose più importanti per me sono avere una doccia e una green room, o comunque uno spazio da cui posso vedermi il concerto. A volte le venue hanno questi spazi nascosti da cui non si può vedere il concerto, ed è brutto perché i concerti piacciono anche a noi ma non possiamo semplicemente scendere e stare in mezzo al pubblico…

Preferisci i grandi festival o i concerti più piccoli e intimi?

Mi piacciono entrambi per motivi diversi: i grandi festival sono divertenti perché devi suonare davanti a moltissima gente che non è detto ti conosca o sia lì per vedere te, quindi devi impegnarti per avere la loro attenzione, per farti notare, e questo è una figata; nei concerti più piccoli invece, hai la possibilità di creare una connessione, un legame con i fan che invece desiderano vederti. TI ritrovi faccia a faccia con loro e condividi l’esperienza con loro. Mi piace fare entrambi, i festival estivi e poi i concerti più piccoli.

Senti di più la mancanza di casa o della vita on the road?

Questa risposta cambia a seconda di quando me lo chiedi! Quando inizia il tour sono sempre carico, non vedo l’ora di partire, di suonare, è tutto fantastico. Quando poi arrivi verso la fine del tour, soprattutto se è stato lungo, non vedi l’ora di tornare a casa…è come quando manca poco alla fine della scuola e non vedi l’ora che finisca così puoi rilassarti.

https://www.facebook.com/events/377541769252795/?ref=ts&fref=ts

I Pierce The Veil suoneranno a Milano il prossimo 13 giugno in occasione dell’In.Fest; tutti i dettagli a questo link.

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