“Thousand Mile Stare” by Incendiary

di Riccardo Volpe

0009868855_10iary thousand mile stareIl 5 Maggio è uscito il nuovo disco degli Incendiary per Closed Casket Activities Records. La band di Long Island non pubblicava uscite in studio dal 2013 e ora ci delizia con una nuova produzione che promette davvero bene.

Thousand Mile Stare comincia con “Still Burning” non a caso. Questo disco vuole sbatterci in faccia che la fiamma del New York Hardcore brucia ancora, viva più che mai.
Una produzione realistica, senza fronzoli, priva di ridondanza e artefici ci accompagna per tutto il disco ed è davvero una gioia per le orecchie, niente overproduction che strizza l’occhio al metal. I riff sono sempre coinvolgenti, tutti i breakdown sono messi al posto giusto.

Una menzione d’onore va inoltre fatta ai cambi di tempo. Ragazzi, i cambi di tempo in questo disco sono fenomenali e regalano una dinamicità e imprevedibilità da lodare, in particolare in canzoni come “Hanging on the Family Tree” e “Fact or Fiction”.

Lyrics impegnate socio-politicamente rendono quest’ultima fatica degli Incendiary un disco che non va sottovalutato nemmeno nel suo significato più profondo.

Questo disco sicuramente non offre cose nuove ed è scritto con un bagaglio che pesa come possono pesare 30 anni di un genere trito e ritrito. Gli Incendiary si sono aggravati di una grande responsabilità ma sono riusciti a sostenerla perfettamente. Ripeto, una produzione che nell’86 i big del genere si potevano solamente sognare. Un’interpretazione che si fa strada tra le mille copie di Agnostic Front, Madball e Cro-Mags riportate in chiave moderna.

Il disco tiene testa agli altri portabandiera del genere come i compianti Expire e gli amati Terror. Mai dire mai, ma per ora “Thousand Mile Stare” è il disco hardcore dell’anno e spero rimarrà sul podio.
Non conoscete nessuna di queste band di riferimento ma vi sta gasando quello che vi sto dicendo? Il New York Hardcore non è altro che un crossover che attinge da hardcore, metal e hip-hop. Prendete le parti più cazzute degli ormai famosissimi Turnstile e capirete di cosa sto parlando. Per chi invece è più avvezzo al genere dico solo una cosa: questo disco è dinamite.

5/5

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