Interviste crude: sittingthesummerout

di Denise Pedicillo con il magico supporto di Alessandro Mainini

Il mese scorso abbiamo partecipato al CRUDO Fest tenutosi a Lugo, Ravenna. Tra qualche panino al brie e qualche partita a calcetto (che in Romagna si chiama ‘calcino’, ndr) abbiamo deciso di intervistare tutti i cinque membri dei sittingthesummerout, giovane band di Milano che… no, non è vero, Samir e Dimitri alzano l’età media della band. In quello che sembra più un brainstorming che un’intervista, abbiamo parlato dei progetti della band e dei segreti più nascosti.

Domanda rompighiaccio: questo festival si chiama Crudo Fest. Preferite il prosciutto crudo o cotto?

Samir: Io faccio una cosa: compro due etti di crudo e due etti di cotto. I primi tre giorni mangio il crudo, e negli altri mangio il cotto, perché il cotto dopo qualche giorno diventa più buono, secondo me.

Andre: Io direi il crudo. Una volta mi piaceva di più il cotto, ma ultimamente sono cambiati i gusti.

Cristina: Io direi tutt’e due, però il crudo è di un altro livello.

Dimitri: Tutt’e due, ma se prendi il Ferrarini il cotto spacca.

Presentate la vostra band usando meno di dieci parole.

Samir: Parliamo tanto. Luca fa il tapping. Dimitri mangia.

C’è qualche band nella lineup del festival con cui non vedete l’ora di condividere il palco?

Luca: I Cabrera.

Samir: E i Marcovaldo. Ma in primis i Cabrera.

Quali sono gli album a cui tenete maggiormente e che occupano un posto nel vostro cuore?

Luca: The Devil and God Are Raging Inside Me dei Brand New.

Samir: Io dico Cavalcade dei The Flatliners, The Greatest Generation dei The Wonder Years, e Oh! Calcutta! dei The Lawrence Arms.

Andre: Il self-titled dei Blink, Southern Air degli Yellowcard, Bleed American dei Jimmy Eat World.

Cristina: Io dico Peripheral Vision dei Turnover.

Dimitri: Suburbia dei The Wonder Years.

Ascoltate anche altro che c’entra poco col genere che fate?

Samir: Ascoltiamo tutti musica simile al nostro genere. Io personalmente ascolto un sacco di punk rock, Dimitri pure. Andre ascolta quelle band che vogliono essere simpatiche a 40 anni facendo finta di averne 20 tipo Bowling for Soup e Good Charlotte.

Dimitri: The Things We Carry [degli Have Heart] è il mio album preferito, e ce l’ho anche tatuato.

Luca: Io ascolto soltanto emo.

Ultimo album che avete ascoltato.

Samir: In macchina abbiamo ascoltato il self-titled dei Pentimento.

Andre: A un certo punto sono passati anche i Fall Out Boy, Riot! dei Paramore e cose del genere.

Cosa vi piace e cosa detestate della scena musicale della vostra città? C’è qualche fattore che potrebbe renderla migliore?

Samir: A Milano c’è un sacco di elitismo, dove la gente più giovane che vuole entrare secondo me si sente un po’ intimidita dalla gente più grande. La cosa che mi piace è che bene o male si vedono sempre le stesse facce: io posso andare sia a un concerto da quindicenni, sia a un concerto da trentaduenni e trovo sempre qualcuno che conosco e sono contento.

Qual è l’episodio capitato ad un vostro concerto più particolare e che difficilmente dimenticherete?

Cristina: Io ho un aneddoto fantastico proprio di oggi. Ci siamo fermati al passaggio a livello: c’era la sbarra alzata ma la luce rossa accesa. Abbiamo detto “passiamo!”, perché io non avevo mai visto un passaggio a livello nella mia vita. Mentre stavamo per passare si abbassa la sbarra e per non restare bloccati devo mettere la retro e tornare indietro (chissà cos’avrà pensato quello dietro di noi). Dopo è passato il treno e siamo ripartiti –sbagliando strada.

Samir: Al primo concerto di Dimitri con la band si è rotta tutta la strumentazione di Luca durante una canzone, quindi abbiamo tagliato metà set e abbiamo fatto scendere dal palco Dimitri per far suonare l’ultimo pezzo a Luca con la chitarra di Dimitri.

Ultimamente va di moda il rosa sulle copertine degli album emo. Secondo voi perché e di chi è la colpa?

Samir: È una cosa cominciata da un po’ di tempo nel genere emo, non so da chi. Poi è stata accentuata un sacco dai Moose Blood. Il rosa è bello, ma col fatto che lo usano tutti adesso è diventato un grande no.

Dimitri: In realtà è tutto grazie ad Enzo Miccio, come sapete.

In che modo siete entrati in contatto con il mondo dell’emo?

Samir: Io ascoltavo un sacco di punk rock, che in un certo senso è legato all’emo, e sono entrato nel genere grazie ai Mineral in primis.

Dimitri: Tramite i sitting…

Samir: Sì, Dimitri prima suonava in una band pop punk e mangiava solo il barbecue.

Primo concerto a cui siete stati.

Andre: I Children of Bodom all’Alcatraz.

Cristina: Sarà stato un concerto del cazzo con amici… però il mio primo concerto serio è quando sono andata con mio padre alle medie a vedere Carlos Santana.

Dimitri: Il primo, penso, è stato Zucchero con i miei all’età di 6 o 7 anni.

Samir: Anch’io con i miei sono stato a un festival latino a Santo Domingo, e suonava David Bisbal.

Luca: Il primo concerto serio direi i Blink nel 2012.

Samir: Il mio gli Angels and Airwaves nel 2011.

Quest’anno avete fatto un nuovo acquisto prendendo Dimitri come chitarrista. Sappiamo tutti che Dimitri però è troppo punk: com’è nata questa storia d’amore?

Samir: Dimitri aveva ascoltato l’EP e si era innamorato. Poi è venuto a vederci a giugno all’Honky Tonky e mi ha fatto mille complimenti; io volevo andare a casa e c’era Dimi che continuava a parlare. Poi a luglio siamo andati a registrare un pezzo a Torino dal nostro amico Fabrizio [Pan]; siamo tornati e siamo andati a vedere L’orso, e Dimitri mi ha tenuto lì mezz’ora a chiacchierare. Però io dico sempre che ho rimorchiato diverse ragazze, ma il mio miglior rimorchio è stato Dimitri Sironi l’8 o il 9 luglio 2016 a Vimercate.

Samir non suona nessuno strumento. Quale strumento dovrebbe suonare?

Luca: I citofoni?

Andre: No, ma suona un altro strumento Samir: i coglioni.

Dimitri: Oppure la ranocchia di legno, quella che fa “crr crr crr”.

Con tutta l’ondata di gruppi pop punk che sono nati in Italia, voi siete andati controcorrente facendo il poco diffuso spoken word. Come vi è passato per la testa?

Luca: Perché Sam è un hipster.

Samir: Io avevo quest’idea da un bel pezzo. Due estati fa Andre e Luca stavano cercando di fare dei pezzi con la loro band Sandglass ma non trovavano membri, quindi continuavano a suonare gli stessi pezzi. Io mi sono rotto il cazzo e gli ho detto “ragazzi, facciamo una band”.

Chi scrive i testi e dove trovate l’ispirazione?

Samir: I testi li scrivo io, e l’ispirazione la trovo nella musica che ascolto, nelle cose che mi succedono, nei viaggi che faccio, nei film che guardo e nei libri che leggo.

Sotto il video su YouTube di Could It Rain Forever?, ho trovato un paio di commenti esilaranti. Io ve li leggo e voi rispondete. “I like the rhythm but these lyrics are gay as fuck”.

Samir: Mia sorella ha detto “ha ragione questo tizio”.

Andre: D’altronde li scrive Sam, quindi…

“Finché continuerete a pagare per farvi fare i dischi midi la qualità media sarà questa. Non c’è più sostanza, avete tutti lo stesso suono, avete rotto troppo il cazzo ed è per questo che non ascolto più le band emergenti”.

Dimitri: Datemi l’indirizzo di questo qua ché vado a trovarlo, perché quando ho letto il commento mi sono girati i coglioni.

Andre: Innanzitutto Fabri, il nostro produttore, ha fatto un lavoro incredibile perché la canzone è uscita benissimo nonostante sia midi. Comunque la risposta a questa persona sarebbe: aspetta a non ascoltare più niente, perché le prossime cose che registreremo saranno in analogico.

Samir: C’è da dire che una band alle prime armi ha un budget limitato. C’è gente che fa dei buoni lavori anche non in analogico, che costa molto di più. Per cui si fa in digitale e i suoni per questo possono essere simili.

Dimitri: Oppure che ci faccia direttamente un bonifico, così almeno possiamo registrare in analogico senza problemi.

Siete in cinque. Ognuno mi deve dire cosa ne pensa della Dark Polo Gang.

Samir: Dark gang, triplo sette, sono il nuovo trendsetter!

Andre: Sono una figata, sono la svolta.

Cristina: Io dico solo che guido una Volkswagen Polo, e peggio di così non poteva andare. E l’altra sera ho sognato che entravano in casa mia come dei ladri.

Dimitri: Non li sopporto e non sopporto Sam quando me li canta.

Luca: Io direi no comment.

Tutti: Però sei andato a vederli!

Luca: Perché c’erano due consumazioni gratis, tra l’altro completamente annacquate.

Se doveste creare uno slogan per invogliare la gente a venire stasera, cosa direste?

Samir: “Prosciutto crudo, Crudo Fest, suonano i Cabrera”.

Luca: Io direi “siamo i sittingthesummerout, facciamo qualcosa di diverso, speriamo vi piaccia…”

Ultima domanda. Cosa ne pensate delle uova?

Samir: Allora, io devo dire che scrivo per aim a trabolmeicher dal 2013 e vivevo con l’ansia di poter rispondere a questa domanda. Da piccolo mi piacevano tantissimo le omelette.

Luca: Boh, a me piacciono un po’ in tutti i modi, e non me le sbatto sulla testa.

Samir: Io ho una cosa seria da dire: io cucino solo cose che ci mettono meno di 15 minuti a cuocere, perché sennò non ne vale la pena. Le uova ci mettono meno di 15 minuti, quindi sono perfette.

Dimitri: L’albume è l’ottimismo della vita. Però il tuorlo no perché è grasso, quindi albume sì e tuorlo no.

Cristina: Le uova sono una bella cosa perché si usano per le torte, per le crêpes, per i pancake, per tutte le cose buone.

Andre: Io ho imparato che se te le fai la mattina poi hai uno sprint in più per vivere la giornata al meglio.

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