“We Are All Mad Here” by Six Impossible Things

Di Ilaria Collautti

a2825094167_10Da qualche mese e senza preavviso è comparso sulle scene italiane un nuovo duo di Lodi formato da Nicole e Lorenzo, in arte Six Impossible Things, i quali ad aprile hanno presentato al mondo il primo album We Are All Mad Here – composto da undici tracce che spaziano dall’emo, al pop rock, all’indie prevalentemente acustico/semi-acustico.

Il disco si apre con “I Don’t Know”, caratterizzata da strofe più lente e malinconiche per poi esplodere nei ritornelli; si susseguono “Our Own World”, di cui però non mi convince l’accostamento di strofa e ritornello che sembrano quasi far parte di due canzoni diverse e “Why the World Has Gone Mad?”, dalle cui lyrics prende il titolo l’album.

In “The Right Way” viene finalmente dato più spazio alla voce di Lorenzo, che fino a questo momento non si era sentita più di tanto, e che aspettavo da quando i Six Impossible Things ci avevano fatto ascoltare e vedere il primo singolo “Memory” (pubblicato a gennaio con un video musicale, in cui entrambi i membri avevano un microfono ma uno dei due si limitava a cantare solo qualche back vocal) e che, proprio per questa particolarità delle due voci fino a questo momento assente o quasi nella scena italiana, ci aveva lasciato non poche aspettative nei confronti del debut album.

A seguire c’è “Nightmare”, decisamente la traccia più carica del disco, brano interamente full band e poi “Smiles” che torna a calmare le acque e le chitarre.

“Words” è decisamente uno dei miei preferiti, sia per l’intersezione e l’equilibrio perfetto delle due voci, sia per le linee vocali che in altri brani invece non mi hanno entusiasmata; anche il giro di chitarra iniziale e l’intera base musicale in generale mi convincono.

Verso la chiusura del disco arrivano “Miss you”, che mi sembra molto più elementare dal punto di vista musicale e di testo rispetto al resto del disco, e “Hopeless”, caratterizzata da toni più malinconici ed emo che avevamo trovato in alcuni brani nella prima metà del disco, per arrivare infine alla closure “Children Forever”, un’altra delle mie canzoni preferite in cui c’è una buona continuità tra strofe e ritornelli.

I Six Impossible Things e il loro We Are All Mad Here sono una piacevole novità e sono felice che finalmente ci sia qualche nuova realtà a farsi spazio proponendo qualcosa di fresco e naturale, in cui prevale la dolce voce di Nicole. Tuttavia ritengo che pubblicare un full length come primo lavoro, senza prima tastare il terreno con un EP, possa essere stata una mossa pericolosa: il disco si presenta uniforme e completo, nessun pezzo stona con gli altri, ciò nonostante spesso si sente che il progetto è ancora un pochino acerbo e ha bisogno di esperienza per colmare alcune lacune, come ad esempio alcuni testi che non si incastrano alla perfezione con la musica – lasciandomi in testa un effetto “tirato” delle parole – e differenziare quelle canzoni che si assomigliano troppo tra di loro.

VOTO: 3/5

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