“Adornment” by Grayscale

Di Ilaria Collautti

greyscale adornmentNuovissimo acquisto della Fearless Records, i Grayscale – quintetto di Philadelphia – hanno finalmente pubblicato il nuovo album “Adornment”. Il disco, composto da undici tracce pop punk, prometteva tantissimo fin dalle prime canzoni rese disponibili online, facendo salire alle stelle le aspettative.

Ad aprire le danze troviamo “Let It Rain” e il suo riff iniziale che ci mette subito nel mood giusto; brano ritmato e molto orecchiabile, decisamente un buon inizio. Lo segue “Come Undone” – con la partecipazione del frontman degli As It Is, Patty Walters – che, a differenza del precedente, si presenta con delle melodie e dei suoni molto più allegri e più in stile New Found Glory, quelli perfetti per farti saltare a ritmo nei ritornelli e nelle parti strumentali. Non ero sicura al primo ascolto che la voce di Patty fosse adatta a questo brano (forse ci immaginavo qualcosa di più aggressivo, forse semplicemente non mi piace la produzione della voce che gli hanno fatto), ma già dal secondo ascolto mi ha presa decisamente meglio – e il ritornello finale potrebbe tranquillamente essere un pezzo degli As It Is quindi non posso che approvarlo.

“Slipping away” è il brano che mi ha colpito di meno finora, passa quasi inosservato non essendo più di tanto particolare, per quanto sia comunque di facile ascolto; forse quello che si avvicina di più al vecchio stile pre-Fearless della band.
A risollevare il mio animo arriva “Atlantic”, primo singolo pubblicato per anticipare l’album e che mi ha fatta innamorare all’istante dei Grayscale grazie ai suoi ritornelli super catchy che, dopo il primo ascolto già si cantano senza problemi.

È poi la volta della ballad acustica “Forever Yours”, a mio parere una delle più belle canzoni acustiche che ho sentito negli ultimi anni; dolcissima, malinconica, con belle linee vocali e un sacco di pathos nei ritornelli. Approvata in pieno.
Segue “Beautiful Things”, seconda traccia pubblicata online, che tratta il tema crudo e pesante del suicidio e di tutte le beautiful things del mondo che ci si perderebbe; altra canzone da 10+ fin dal primo ascolto, grazie soprattutto – ancora una volta – ai ritornelli che continuano ad essere azzeccati in pieno.

Ormai addentrati nella seconda parte dell’album, troviamo “Mum”, che torna ai suoni più grazzi di un tempo e alle melodie meno catchy rispetto ai singoli di Adornment  e “Fever Dream”, brano più lento le cui strofe mi ricordano lo stile dei Knuckle Puck e ho apprezzato molto in particolare la parte dal bridge al finale; è probabilmente una di quelle canzoni che risultano assolutamente perfette se sei nel mood giusto per ascoltare quel tipo di canzoni.

Di “Echoes (Carry on)” mi colpiscono subito l’intro e le strofe, le quali preannunciano un ritornello tutto sommato piacevole e che convince un po’ alla volta, mentre della penultima traccia “Slept” ho apprezzato il giro di chitarra che accompagna tutta la canzone, passando da un inizio acustico e malinconico ad una crescita di intensità che porterà al full band finale, slanciando e potenziando il brano; pezzo approvato dal primo ascolto, pur non essendo all’altezza delle mie tracce preferite del disco.

A chiudere Adornment troviamo l’ultima canzone uscita in anteprima “If I Ever See You Again”, dal ritmo incalzante che dà l’impressione di un pezzo più allegro rispetto ai precedenti, nonostante i testi continuino ad essere un’altalena tra l’infelice e l’arrabbiato (proprio come piace a me); sicuramente uno dei brani che superano ampiamente la sufficienza.

Si può tranquillamente dire che i Grayscale siano stati l’acquisto dell’anno per il momento: un debutto con Fearless Records da invidiare, una band che sta davvero crescendo bene e, quindi, da tenere d’occhio nel prossimo futuro.

Adornment è un disco completo e molto piacevole dall’inizio alla fine, in cui i ritornelli si confermano essere il punto forte della band; tuttavia ammetto che forse le mie aspettative erano un po’ troppo alte e che molti brani non sono all’altezza dei singoli pubblicati antecedentemente al disco.

Nel complesso la sufficienza piena c’è senza dubbio – quasi metà del disco raggiunge il 5/5, la mia classifica iTunes può testimoniarlo – quindi non posso che ritenermi soddisfatta, sperando che nei prossimi album aumentino di quantità le canzoni che spiccano in qualità. Bravi!

VOTO: 4/5

 

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