Enter Shikari + Mallory Knox @ Alcatraz, Milano

di Alessandro Mainini

entershikari-600x340Se siete nati tra la fine degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 ci sono buone possibilità, chiunque voi siate, che in gioventù abbiate sentito almeno una volta in qualche club il clapping che caratterizza Sorry, You’re Not a Winner, la mega-hit alternativa degli Enter Shikari. La canzone, quantomeno nella sua versione famosa, era contenuta nell’album d’esordio della band inglese, Take to the Skies… un disco che è uscito il 19 marzo 2007, il che significa che in questo periodo ricorre il decennale dalla sua pubblicazione; e la band come da tradizione celebra l’anniversario con un tour dedicato interamente all’album, facendo tappa in Italia per una data superattesa all’Alcatraz di Milano.
In apertura del tour ci sono i Mallory Knox, compatrioti degli Enter Shikari e freschi di pubblicazione del loro terzo album, Wired, per Sony Music. Il sound della band è il tipico sound alternative rock inglese alla Lower Than Atlantis o You Me at Six, ai quali assomiglia più di parecchio, ma con una performance energica in cui si alternano pezzi di Wired a pezzi meno recenti, il quintetto di Cambridge riesce a scaldare il pubblico già presente in sala, che complice forse l’orario di inizio abbastanza anticipato è ancora scarsamente affollata.

Terminato il set dei Mallory Knox, gli Enter Shikari salgono sul palco alle 21.00, puntuali come la pioggia di Londra, anticipati da un’intro elettronica che va in crescendo aumentando l’hype dei fan sotto al palco. Le prime quattro canzoni in scaletta sono anche le prime quattro tracce di Take to the Skies, molto urlate e heavy, che fanno scatenare da subito la folla tra circle pit e pogo abbastanza violento.

Siccome però agli Enter Shikari non piace essere noiosi e prevedibili, il regolare flusso dell’album viene interrotto e l’ordine delle canzoni non più rispettato. Dopo Labyrinth infatti parte Torn Apart, uno dei singoli dell’ultimo disco del gruppo, The Mindsweep. È una canzone leggermente più rilassata, ma solo perché la band vuole che il pubblico riprenda fiato per scatenarsi di nuovo sulla sequenza in arrivo.

Il “clap clap clap” del singolone Sorry, You’re Not a Winner era uno dei momenti più attesi, e la band non tradisce le aspettative sfornando una prestazione particolarmente carica; a seguire la tiratissima Juggernauts, presa dal secondo disco Common Dreads, ma il momento migliore della serata arriva con la successiva traccia No Sssweat, quando si apre un gigantesco circle pit a centro sala che inizia a girare ancor prima che la musica parta. E chi c’è proprio al centro del pit? Chris Batten, il bassista degli Enter Shikari, che ritorna poi sul palco crowdsurfando sulla folla.

Nella seconda metà del concerto la band rallenta leggermente il ritmo dando spazio a canzoni più riflessive come Today Won’t Go Down in History e Adieu, inframmezzate dalla più recente Anaesthetist e da altre tracce di Take to the Skies come Return to Energiser e l’altro singolone ricco di synth, Jonny Sniper.

A questo punto gli Enter Shikari salutano e scendono dal palco, ma siccome manca ancora una canzone di Take to the Skies, sappiamo tutti che torneranno in scena anche senza che si gridi “one more song”. Dopo alcuni istanti la band infatti ricompare per suonare il nuovo singolo Redshift, il “pezzo mancante” OK Time for Plan B, e chiudere con The Appeal & the Mindsweep II, che essendo piena di elettronica dà modo ai quattro ragazzi di salire sui palchi sopraelevati per fare un’uscita di scena teatrale ricca di luci ed effetti sonori.

Take to the Skies ha compiuto 10 anni e ascoltando il disco l’età si sente eccome, ma le canzoni prendono nuova vita sul palco grazie all’abilità degli Enter Shikari di presentarle dal vivo e alla carica di energia che la band riesce sempre a dare in ogni concerto. Decisamente azzeccata anche l’idea di proporre una selezione di pezzi degli altri album, che hanno creato un positivo effetto sorpresa e reso più varia la performance. Il tour prosegue con date in tutta Europa, per culminare con la presenza da headliner allo Slam Dunk a fine maggio, dove siamo certi che la band regalerà una prestazione memorabile ai molti di noi che affronteranno la trasferta.

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