“All These Countless Nights” by Deaf Havana

di Michela Rognoni

atcn_lead-700x700Dal 2013, anno di Old Souls, a oggi, i Deaf Havana non se la sono passata proprio bene bene bene. C’è di buono che, scampato il rischio di break up, tutte queste vicende sono servite alla realizzazione di “All These Countless Nights”, album della rinascita del quintetto britannico.
Se volessimo metterla in termini di sonorità, questo disco sarebbe una perfetta via di mezzo tra i due precedenti lavori della band. Ci sono le chitarre morbide che si trasformano improvvisamente in riff aggressivi, quella voce calda che si carica di rabbia diventando graffiante e tutte le altre cose belle che ci fanno pensare “ecco, questi sono di sicuro i Deaf Havana”. In più c’è un innato equilibrio e un filo conduttore che da senso al tutto.

Dei testi così personali da non lasciare nessun segreto sui disagi dei Deaf Havana di cui parlavo introducendo la recensione: ci si sente fuori posto in “Seattle”, tappa dello sfortunato tour americano della band; ci si rifugia nell’alcol in “Like a Ghost” e poi ci si pente in “Happiness” e in un sacco di altre canzoni. Il tutto con delle melodie che ti rimangono appiccicate nel cervello.

Grande ritorno per la band che ho visto senza volerlo per più volte in assoluto.

4/5

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