“Together We Are Stronger” by Counterfeit

di Alessandro Mainini

In Inghilterra esiste da una quindicina d’anni un’etichetta indipendente che produce musica di altissima qualità. L’etichetta si chiama Xtra Mile Recordings, e recentemente ha messo sotto contratto una band particolare; non tanto per il suo sound, che bene o male è in linea con la tradizione di Xtra Mile, quanto perché si tratta della band capeggiata da Jamie Campbell Bower, già visto nella sua professione principale di attore in film quali Sweeney Todd, Twilight e Harry Potter.

Campbell Bower ha fondato la sua band, i Counterfeit, nel 2015, e a un paio d’anni di distanza esce il disco d’esordio Together We Are Stronger. Va detto subito che sebbene il sound non spicchi probabilmente per originalità o innovazione, le canzoni risultano per lo più gradevoli all’ascolto. Il tono è anche decisamente aggressivo e incazzato, cosa inizialmente inaspettata per essere la band di un attore di fama mondiale (sarà che avevo in mente l’esempio di Jared Leto?). Si può addirittura dire che in certi pezzi si sfiorino sonorità più tipiche dell’hardcore, penso a For the Thrill of It o a As Yet Untitled.

Altre canzoni risultano più melodiche e forse sono anche quelle più riuscite e che restano meglio in mente: l’opener Washed Out ha un ritornello che rimane impresso al primo ascolto, Lost Everything è la traccia più “teatrale” e suonerebbe perfetta eseguita in un grande concerto da stadio; musicalmente è la canzone più azzeccata dell’album (tolti i bizzarri tentativi di scream all’inizio delle strofe), anche se il testo machista lascia un po’ perplessi.

Al contrario, non mancano brani che faticano a mettersi in luce per qualche loro particolarità: la già citata As Yet Untitled è estremamente monotona, soprattutto per le linee vocali sempre uguali e ripetitive, pur partendo da un buono spunto per il ritornello; se quest’ultimo fosse un po’ più vario sarebbe senz’altro risultato fra i migliori del disco. Un discorso simile vale per il chorus di Romeo, mentre la gradevole melodia di Addiction e il sound hardcore di For the Thrill of It fanno sì che queste ultime rientrino fra i pezzi di maggior risalto.

Detto dei testi che anche loro a volte sembrano ripetersi leggermente (l’inizio di Romeo in cui Campbell Bower canta “Too old to love and too young to care” non può non ricordare molto lo “I’m too old to live, I’m too young to die” del ritornello di Washed Out), il disco si conclude con un’ottima ballad, Letters to the Lost, che sembra parlare di un amico d’infanzia che non c’è più. Un buon assolo verso il finale e il fatto che sia l’unica vera e propria canzone emozionale sulla tracklist la rendono la chiusura ideale per il disco.

Nel complesso, l’esordio full-length dei Counterfeit è un disco molto veloce e aggressivo che può certamente risultare coinvolgente (non solo per i fan dell’attore) e mettere d’accordo gli amanti del punk rock e dell’hardcore melodico. Se con la naturale progressione che ci si può aspettare da una band ai suoi esordi verrà anche una maggior capacità di proporre pezzi più variati, i Counterfeit faranno certamente parlare di sé sfruttando anche la popolarità del loro frontman, che non è certo un male.

VOTO: 3/5

BEST TRACK: Lost Everything

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