Interview: With Confidence

di Alessandro Mainini

**English version available HERE.**I With Confidence da Sydney sono una delle nuove band di Hopeless Records, e idealmente raccolgono il testimone degli All Time Low (passati a Fueled by Ramen) sia per estetica che per tipo di musica. Abbiamo parlato con il chitarrista Luke Rockets prima del loro concerto al Legend Club di Milano per farci raccontare quali siano le sensazioni di una giovane band che si ritrova sotto i riflettori nella scena pop punk e quali progetti abbia il quartetto australiano per il futuro.

Domanda per rompere il ghiaccio: quali sono le prime tre cose che ti vengono in mente pensando all’Italia?

Il cibo! Mmm… il vino. E poi le persone, tutte molto gentili e amichevoli. Siamo arrivati solo stamattina, ma per ora è stato un piacere avere a che fare con chiunque.

Voi venite da Sydney. Secondo te la città in cui siete cresciuti ha avuto qualche influenza sulla vostra musica?

Non saprei dire se è stata un’influenza di cui ci siamo resi conto, ma credo che a livello di subconscio il tuo ambiente abbia un ruolo nella musica che produci. Probabilmente la scena musicale di Sydney è ottima, soprattutto per il pop punk e l’alternative rock, per cui avere visto molte band suonare a Sydney crescendo ci ha ovviamente spinti a formare la nostra band. Sydney è una bellissima città, è un bel posto in cui creare una band.

C’è stato un momento specifico in cui hai capito che volevi diventare un musicista?

In realtà l’ho sempre saputo. Avrò avuto 6 anni quando ho sentito All the Small Things dei Blink-182, e quella canzone mi ha fatto scattare qualcosa e mi ci riconoscevo molto. I miei genitori l’hanno capito subito e mia mamma mi ha regalato una chitarra. Ho iniziato a imparare a suonarla a 7 o 8 anni, e da quell’età in poi ho sempre saputo che volevo entrare in una band e che era l’unica cosa che volevo fare. Non avevo un piano di riserva. Credo che quelli che ce la fanno nell’industria musicale hanno tutti un approccio “o la va o la spacca”: quelli che hanno anche altri interessi o piani di riserva alla fine non ci mettono il 100%.

Siete stati un bel po’ impegnati nell’ultimo anno: avete pubblicato il vostro primo album, suonato al Warped Tour e girato il globo. È corretto dire che sentite di avere il mondo ai vostri piedi?

Ah, sì, di sicuro! La possibilità di girare il mondo intero è un sogno che si avvera, e so che è una frase fatta, ma è una cosa che ogni giovane band sogna di poter fare, e riuscire a realizzare quest’opportunità supera qualsiasi sogno che avevamo, per cui siamo davvero contenti.

Secondo te qual è l’aspetto migliore o più accattivante dei vostri live?

Cerchiamo molto di interagire con il pubblico e di creare molta energia positiva. Vogliamo che chi viene a un concerto dei With Confidence esca pensando che sia stata una delle migliori esperienze della sua vita. E secondo me ci riusciamo, perché tutti quelli che vengono a parlarci dopo i concerti ci dicono di essersi davvero divertiti, e vediamo che le stesse persone tornano sempre a sentirci e magari portano anche gli amici. Per il prossimo tour come headliner abbiamo parlato della possibilità di aggiungere qualche effetto speciale, ma per stavolta andiamo con un approccio più DIY e più punk rock.

Si può dire che siete una delle band più positive della scena pop punk al momento?

Penso di sì. Il messaggio che cerchiamo di trasmettere con la nostra musica è di aiutarsi l’un l’altro, diffondere positività e far sapere a chiunque che le cose si possono affrontare e superare e che alla fine andrà tutto meglio. Cerchiamo con la nostra musica di rappresentare un’influenza positiva per chiunque voglia ascoltarci.

Il vostro album d’esordio Better Weather è uscito con Hopeless Records, quindi scriverlo e registrarlo dev’essere stata un’esperienza molto diversa rispetto agli EP. Puoi dirci quali sono stati i lati positivi e negativi del processo di scrittura e registrazione?

Beh, avere il supporto di Hopeless Records ha avuto un’influenza superpositiva. Ci hanno contattati un annetto prima dell’uscita del disco dicendo che erano interessati a metterci sotto contratto e lavorare con noi, e quindi il passo successivo non poteva che essere far uscire un album. Abbiamo avuto un po’ più di pressione, perché prima con gli EP facevamo tutto in maniera indipendente senza avere tempistiche fisse in cui dover concludere ogni cosa. Quando abbiamo iniziato a lavorare con Hopeless invece abbiamo anche avuto delle scadenze da rispettare, per cui l’unico lato negativo è che ci siamo dovuti sforzare per concludere tutto molto più velocemente di prima. Ma allo stesso tempo abbiamo potuto passare molto più tempo in studio rispetto agli EP, e abbiamo potuto sperimentare e perfezionare le canzoni per renderle quello che sono adesso, e a un anno di distanza siamo davvero soddisfatti di com’è uscito l’album. A me piace ancora parecchio e non cambierei nessuna sua caratteristica.

Tra l’altro Hopeless ha molte band che probabilmente ammiravate da ragazzi.

Sì, esattamente! Essere sulla stessa etichetta di band di cui da teenager eravamo fan è un’esperienza surreale. Al Warped Tour ho incontrato Deryck dei Sum 41 e per me è stata un’esperienza pazzesca. I Sum 41 mi piacciono da quando ero un bambino, e riuscire a incontrarli e addirittura essere sulla stessa etichetta è pazzesco, una cosa che non avrei mai nemmeno sognato.

Posso chiederti di scegliere una canzone qualsiasi da Better Weather e dirci una curiosità su di lei?

Direi l’ultima traccia dell’album, Waterfall. È una canzone che abbiamo scritto all’inizio del processo di scrittura. Ce l’ha mostrata Jayden durante alcune prove, e lui era un po’ in dubbio se tenerla o meno, perché non credeva che fosse bella come altre che avevamo scritto, ma a me è piaciuta sin da subito e l’ho sempre difesa. E già dal primo giorno ho previsto che sarebbe stata la traccia conclusiva se fosse rientrata nell’album, e ci avevo visto giusto!

Qual è stata la band che sciogliendosi ti ha spezzato di più il cuore?

I Blink-182. Quando si sono sciolti ero piccolissimo, avrò avuto 11 anni. Erano la mia band preferita –e lo sono ancora oggi: ho anche un loro tatuaggio sul braccio. Quando ho scoperto che si erano sciolti mi sono messo a piangere, ero tristissimo.

State già lavorando al secondo album?

Un pochino sì! Per ora non in modo ufficiale, ma prima di partire per l’Europa stavamo lavorando a qualche nuova canzone. Abbiamo completato due o tre canzoni, anche se non le abbiamo ancora registrate. Penso che continueremo a scrivere nei prossimi mesi e appena avremo un po’ di tempo entreremo in studio e inizieremo a registrare le demo, poi capiremo pian piano quali saranno le tempistiche ideali per registrare l’album. Direi che probabilmente uscirà a metà 2018. Non abbiamo ancora una direzione o un approccio stabilito per il sound del disco, stiamo solo cercando di scrivere le canzoni migliori che ci vengano e da lì vedremo che strada percorrere, perché è ancora presto. Però sì, sono sicuro che una direzione o un tema specifico per il prossimo album ci saranno.

Prima di iniziare a girare il mondo con la band, come le passavi le vacanze di Pasqua?

Le passavo a casa con genitori e parenti, nulla di speciale! [ride] In Australia le vacanze di Pasqua coincidono con le vacanze scolastiche, quindi uscivamo con gli amici e in generale cercavamo di sfruttare la pausa.

Cosa ne pensi delle uova?

[ride] Le mangio, ma non mi entusiasmano particolarmente. Mi stanno indifferenti. Se capita, un uovo lo mangio, ma non è il mio cibo preferito. Idealmente un giorno mi piacerebbe magari diventare vegano, ma è una cosa che è ancora di là da venire, per cui bah, diciamo che le uova ci stanno.

E le uova di Pasqua?

Anche in questo caso, non mi entusiasma particolarmente il cioccolato. Ci sta abbastanza e le uova di cioccolato mi piacciono, ma non ho mai capito bene il concetto del coniglio pasquale, dato che i mammiferi non fanno le uova. Però sì, dai, ci stanno abbastanza e il cioccolato non è male.

**ENGLISH VERSION**

Icebreaker question: what are the first three things that come to your mind when you think about Italy?

Food! Um… wine. And just the people, friendly nice people. We’ve only been here since this morning, but everybody’s been a pleasure so far.

You’re from Sydney. Do you think the city you grew up in had any influence on your music?

I’m not sure if it was a conscious influence, but I think subconsciously your environment does play a part in the music you produce. I guess the Sydney music scene itself is very good, especially for pop punk and alternative rock music, so just growing up seeing lots of bands around Sydney obviously influenced us to do our own band and to our own musical endeavors. Sydney is a great city, it’s a very good place to form a band.

Was there a specific moment where you realised that you wanted to become a musician?

More so I’ve known that all my life really. I would have been about 6 years old when I would have heard All the Small Things by Blink-182 and something clicked with me and I identified with that a lot. I think my parents realized that and my mum got me a guitar. I started learning guitar when I was 7 or 8, and from pretty much that age I always knew I wanted to be in a band and I knew that was all I could do. I had no backup plan. I think the people who succeed in the music industry are very much the “sink or swim” type: people who have lots of other interests and backup plans, they don’t put 100% of their efforts in music.

This last year has been quite busy for you guys: your released your debut album, you played Warped Tour and basically toured the entire globe. Do you feel like you’re on top of the world?

Oh, yeah, for sure! To be able to tour basically the entire world is a dream come true, and I understand that’s a cliché statement, but it’s something that every young band dreams of doing, and to be able to actually fulfill that opportunity is beyond our wildest dreams, so we’re very very happy.

In your opinion, what is the best or the most exciting aspect of your live shows?

I think we focus heavily on trying to interact with the crowd, focus on having a high positive energy. We really want everybody who comes to a With Confidence show to walk away thinking it was one of the best experiences they’ve had. And I think we achieve that, because everybody who speaks to us really enjoys the show, and we always get the same people coming back and then inviting their friends too. We’ve also talked about adding production and special effects for the next headline run whenever that may be. But for this time around we’re keeping it very DIY and punk rock.

I feel you are one of the most positive bands in the pop punk scene right now, do you feel this is accurate?

I think so. We have a message to our music and that’s kind of to be there for each other, spread positivity, and just let people know that you can overcome things and things do get better. We try to be a positive influence with our music to anybody who wants to listen.

Your debut record Better Weather was released by Hopeless Records, so it must have been a very different experience for you to write it and record it. Could you tell us what the good and the bad aspects about the recording and writing experience were?

Well, having Hopeless Records behind us was an incredibly good influence on us because they approached us almost a year before the album came out about working together and wanting to sign us, and then the logical step was to record an album. So there was a little bit of added pressure, because previously with the EPs we were doing everything independently and there wasn’t necessarily a time frame where we had to get things done. Once Hopeless got involved, we kind of had a deadline, so the only negative would have been just that we had to focus and get everything done a lot quicker than we usually did. But at the same time we had the most time we’ve spent in the studio on this album, and we got to experiment and really fine tune the songs into what they are now, and we’re really happy with the result almost a year later. I still love the album; I don’t think I’d change a thing about it.

Plus Hopeless has a lot of bands that you probably admired when you were younger.

Yeah, definitely! Being labelmates with bands that we as teenagers looked up to is a very surreal experience. I met Deryck from Sum 41 on Warped Tour and that was a very crazy experience for me. I’ve loved Sum 41 since I was a very little kid, and to be able to meet them and have a mutual record label was very crazy, something I’d never dream of.

Would you pick a random song off Better Weather and tell us something curious about it?

The closing track of the album, Waterfall. That song was written fairly early in the writing process. That was one Jayden brought in to us at band practice, and he actually was very hesitant to use the song, he didn’t think it was as good as some of the others, but I from day one really liked that song and very much pushed for it. I also predicted on the very first day we worked on the song together that if it made the album, it would be the final song on it, and I was right.

What band’s breakup left you the most heartbroken?

Blink-182. When they broke up, I would have been pretty young, maybe 11 years old. They were my favorite band –still are: I have a tattoo on my arm and stuff. When I found out they broke up, I cried, I was very upset.

Are you already working on album #2?

A little! Not officially as of yet, but prior to leaving for Europe we were working on some new songs. I think we have about two or three new songs finished, not recorded yet. So we’re gonna continue writing over the next few months and then when we have some downtime, we’re gonna hit the studio and start demoing some songs, and we’ll slowly figure out when we can find the time to record this second album. I’d say it’ll probably be out mid-2018. We don’t necessarily already have a direction or a kind of approach to it, we’re focusing on just writing the best material we can, and we’ll see where that takes us, because it’s still very early, but yeah, I’m sure there will be a definitive direction and theme for the next album.

How did you usually spend your Easter holidays before you started touring the world?

Just kind of hanging out at home with my family and my parents. Nothing really special. [giggles] In Australia Easter holidays coincide with school holidays, so we’d just hang out, see friends and try to make the most of the holidays.

What do you think about eggs?

[giggles] I eat them. I’m not overly a fan of them. I’m indifferent. I’ll eat an egg if it’s there, but it’s not my favorite food. Ideally one day I’d like to maybe go vegan, but that’s very far in time, so yeah, eggs are cool.

And what about Easter eggs?

Once again, I’m not the biggest fan of chocolate. They’re pretty cool, I like them, but I’ve never understood the concept of the Easter bunny, as mammals do not produce eggs. But I mean, it’s pretty cool, chocolate’s good.

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