“Night People” by You Me At Six

Di Ilaria Collautti

night peopleA tre anni dall’uscita di Cavalier Youth, i britannici You Me At Six escono dalle tenebre pubblicando all’inizio dell’anno il nuovo disco Night People, composto da 10 tracce alternative rock.

L’album si apre con le chitarre dalla distorsione che farebbe invidia alle migliori glam rock band degli anni ’80 della titletrack “Night People”; un ritmo lento scandito da una batteria basilare che rende il tutto abbastanza noioso e monotono, non di certo l’inizio scoppiettante che avrei voluto.

Seguono “Plus one”, sicuramente più ritmata ed energica della precedente e che arriva all’apice nel bridge, e “Heavy soul”, che è più sullo stile dell’indie rock rispetto alle tracce che l’hanno preceduta, dalle melodie più soft che lasciano a Josh Franceschi di esprimere meglio le sue capacità vocali.

“Take on the world” è un brano più lento e semi-acustico che si avvicina maggiormente ai pezzi più vecchi degli You Me At Six ed esplode verso il finale con l’aggiunta degli altri strumenti e di cori di sottofondo che riempiono la canzone – la quale risulta essere tra le migliori del disco, insieme alla successiva “Brand new” che rimane sulla stessa linea di Take on the world: l’essenziale, senza troppi fronzoli, ciò che basta per rendere la canzone equilibrata e piacevole all’ascolto.

Con “Swear” si torna ad un sound più simile a quello dell’inizio dell’album e l’unica cosa bella è la voce di Josh, nonostante i ritornelli risollevino un pochino le strofe che davvero non mi convincono; seguono “Make your move” e “Can’t hold back” che non sono totalmente da buttare, ma stentano a trasmettermi qualcosa di profondo, restando ascoltabili senza però lasciarmi a canticchiarle nel momento in cui finiscono.

Dirigendoci verso il finale dell’album arriva “Spell it out”, dai suoni più cupi che mi ricordano quelli di Sinners Never Sleep; il pezzo sale di intensità dopo il secondo ritornello con l’ingresso di tutti gli strumenti che fino a quel momento erano rimasti fuori per lasciare la scena alla voce. Senza dubbio il mio brano preferito, l’unico finora le cui melodie rimangono in testa almeno per un po’.

A chiudere Night People c’è infine “Give”, più leggera e meno aggressiva, dai suoni più puliti e facile da ascoltare, con del potenziale che però non viene totalmente sfruttato.

Avevo grandi aspettative per questo disco perché gli You Me At Six mi sono sempre piaciuti, purtroppo però Night People non mi ha soddisfatta. L’ho trovato noioso e superficiale, per niente coinvolgente e in media di bassa qualità; le capacità della band non sono assolutamente valorizzate e le canzoni risultano spesso eccessivamente piatte, come se mancasse qualcosa per dar loro la svolta giusta. Per metà accettabile, per metà da dimenticare (o nel mio caso entrato da un orecchio, uscito dall’altro e già dimenticato).
Peccato.

VOTO: 2.5/5

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