Sum 41 @ Gran Teatro Geox, Padova 28-01-17

di Michela Rognoni
foto di Roberto Magli

sumNota: l’autrice di questo articolo non è veramente stata scelta per assistere al concerto dal palco.

L’esperienza del live è un evento emozionante per il pubblico; un qualcosa che capita poche volte nella vita (se non scrivi per aim a trabolmeicher e quindi hai quel problema mentale lì che ti impone di andare ad almeno 182 concerti all’anno…); una notte e forse mai più; Per le band, invece, il live non è altro che una routine; un qualcosa che segue delle regole e delle direzioni precise. Quando si tratta di Sum 41, una di queste regole non scritte è che ad un certo punto del set qualcuno viene scelto tra il pubblico per assistere al concerto da sopra il palco ricevendo coccole e carezze virtuali dai membri della band e sguardi di invidia dal resto del pubblico.
Succede così: il minuto prima sei lì in mezzo alla ressa a vederti i Paerish che sì, sono bravi, ma un po’ anonimi, spenti e spaesati su quel palco così grande; poi si sentono le parole dell’introduzione, – parole che se fossero materia d’interrogazione prenderesti 110

dee

Le foto sono del concerto al Mediolanum Forum perché siamo matte!

con lode e bacio accademico anche se sei ancora al liceo – c’è il telone bianco che cade e sul palco appaiono i Sum 41 e tu ti aspetti The Hell Song e invece questi mattacchioni partono con A Murder of Crows, e ha senso perché 13 Voices è appena uscito ed è giusto che venga suonato il più possibile. Ancora un paio di pezzi e poi come al solito Deryck indica le persone che vuole far salire sul palco. Tu non ti scomodi neanche a sbracciarti perché quante probabilità ci sono? e invece lui indica proprio te e non hai nemmeno il tempo di guardarti in giro o di pizzicarti per vedere se sogno o son desto perché vieni trascinato sul palco e l’unica cosa a cui devi pensare ora è non superare la linea gialla fluo. La cosa bella è che dal palco le foto vengono da Dio; la cosa brutta è che tutti i tuoi amici sono rimasti giù e non possono supportarti in questo momento di forti emozioni e devi affidare la tua fragile psiche a un paio di estranei che sono nelle stesse tue condizioni.
The Hell Song era arrivata e poi ci sono anche Underclass Hero, Motivation e la nuova War che è già un fan favorite. La band è davvero in forma, molto più in forma rispetto alla scorsa estate al Carroponte. Sembrano tutti più spontanei, più affiatati ed equilibrati e la performance non può che giovare di questo nuovo spirito. Ma tu sei sul palco e salti come se ne andasse della tua vita quindi potrebbero anche avere tutti gli strumenti spenti e per te sarebbe comunque il concerto della vita.

Il momento vero in cui esplodono i feels però è il primo encore. Solita storia: la band propone un pezzo estremamente popolare, diciamo In Too Deep, mostrando il doppio dell’energia, poi scappano dal palco in modo che tutti si mettano a gridare “one more song! one more song!”. Invece entra un pianoforte e poi entra Deryck e parte Pieces e tu che sei appena scesa da quel palco su cui adesso c’è il pianoforte non puoi che implorare “seppellitemi qui e adesso”. Aneddoto divertente: mi ricordo un mio ex ragazzo geloso alla follia di chiunque che mi mandò un live di Pieces cantata in modo pietoso da un Deryck probabilmente raffreddato; e invece solo fangirl esagerati per questa interpretazione quasi intoccabile.

Inevitabilemente arriva Fat Lip, il pezzo più atteso ma anche il meno atteso perché insomma, è l’ultimo, e non è mai bello quando finisce la magia. E invece ecco un’altra sorpresa: i Sum 41 scendono dal palco e salgono i Pain For Pleasure che cantano appunto Pain For Pleasure. A questo punto o ti rotoli in terra dal ridere per le parrucche bellissime tipo che ci ho messo un’intera strofa a riconoscere Browntom, oppure, no niente puoi fare solo quello.

Hai fatto bene a postare su Instagram quella foto che hai scattato da lato palco. Sarà lei a permetterti di rivivere quel momento in eterno.

SETLIST
Introduction to Destruction
A Murder of Crows
Fake My Own Death
The Hell Song
Over My Head (Better Off Dead)
Goddamn I’m Dead Again
Underclass Hero
Screaming Bloody Murder
There Will Be Blood
War
Motivation – Bitter End
Grab the Devil (+ Metal Mayhem)
We’re All to Blame
Walking Disaster
Makes No Difference
With Me
God Save Us All (Death to POP)
Drum Solo
No Reason
We Will Rock You (cover dei Queen)
Still Waiting
In Too Deep

Pieces
Welcome to Hell
Fat Lip
Pain for Pleasure

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