Italian Scene #7

ITALIAN SCENE
“Vices” by Sunset Radio

Nel loro ultimo disco, “Vices”, fuori con This Is Core, i Sunset Radio, da Ravenna, presagivano ciò che sarebbe successo quest’anno, ossia un ritorno al 2007. Le sonorità del disco pescano molto da quello stile pop punk che fa ancora sognare chi è cresciuto nella prima metà degli anni 2000. Melodia, velocità e immediatezza si abbracciano con le nuove tecnologie che rendono il tutto più pulito e preciso. Ottima prova.

“A Long Walk” by Frammenti (di specchio)

Da Conegliano, i Frammenti (di specchio) non lasciano niente al caso nel loro album “A Long Walk”; disco concettuale, elettronico, analogico, che da vita ad atmosfere da sogno che si abbattono sulla realtà coinvolgendo dall’inizio alla fine anche l’orecchio più scettico. Non vi so parlare delle influenze della band, non so da quali generi che finiscono con “wave” abbiano attinto, so solo che si tratta di musica viscerale che però si presenta in un abito di pura seta.

“Long Live Hard Decisions” by Stuck On The Bridge

Da Bologna gli Stuck On The Bridge sorprendono con il loro primo full lenght “Long Live Hard Decisions”, punk rock energico e frizzante dal retrogusto old school. Brani divertenti e spensierati che si allontanano dalle sad boi tunes che dominano il pop punk di oggi preferendo l’amicizia e le one night stand con sonorità che spesso ricordano mostri sacri del genere come Blink 182 e The Ataris.

“Il Parcheggio ad Esse” by Settembre

Settembre sostiene di fare del pop autunnale dimenticandosi che più della metà di questo mese è estate. Settembre è il nome sotto cui opera Stefano Riggio (che ha fatto il mio stesso liceo ed era un po’ il Gallagher della situa). La sua proposta è fatta di un indie rock delicato e molto cantautoriale; molta importanza è data ai concetti che quasi sovrastano la musica fin troppo carina e orecchiabile per sostenerli. Un disco di buone idee che rischiano di perdersi nel fiorentissimo panorama del cantano in italiano.

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“It Takes More Than This” by 2nd Class

Dare inizio alla propria carriera con un disco di ben 12 brani e renderne ascoltabili gratuitamente solo 3 è decisamente un azzardo, ma ascoltando “It Takes More Than This” dei legnanesi 2nd Class è lampante che questa mossa è stata dettata dall’ambizione. Il loro lavoro è infatti uno dei più “professionali” nel panorama delle band emergenti. La band ha curato idee ed esecuzione nei minimi dettagli e il risultato è un disco sicuramente interessante ma che diventa eccessivo in troppi aspetti: troppo lungo, troppo pulito, con troppe influenze. C’è tutto, l’unica cosa che manca è il fattore less is more.

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