#34 “Si prega di non pogare”

  • no-pogoSulle transenne del Pala Alpitour prima del concerto di quella band che conoscete tutti ma non nominerò perché porta sfiga (infatti pensate che ora che loro sono nel mio stesso paese la mia salute è diminuita e oltre a non ricevere offerte di lavoro non sto ricevendo nemmeno la mail di conferma per accedere a IperApp) è stato appiccicato questo cartello non troppo insolito che dice: “Si prega di non pogare – al fine di evitare infortuni bla bla bla”. Come ho già detto, non è una cosa insolita, ma chissà perché ci fa indignare ogni volta.
    Perché è un concerto punk e il pogo è parte della cultura; perché ai concerti io mi voglio divertire; Perché se ti lamenti del pogo a un concerto punk allora potevi stare a casa.
    Allora, intanto quando pogate abbassate quei cazzo di gomiti che anche a me darebbe fastidio farmi deviare il setto nasale, e poi ascolta: a parte che la cosa “culturalmente” sbagliata è che un concerto punk si tenga in un palazzetto, in un’arena, in uno stadio e che il biglietto costi 80+ euro, ma si tratta di un problema risolvibile perché (come il famoso “se non ti va bene il pogo stai a casa”) se non ti va bene che il punk rock si faccia in questi luoghi allora stai a casa.

Perché è sconsigliato pogare a questo tipo di concerti? Perché la band è cattiva? Perché né lei né il pubblico sono veri punk ma solo dei dannati poser venduti? Perché alle amministrazioni piace cagare il cazzo a caso? Per un’ingegnosa mossa di marketing che risulta in una promozione ancora più virale dell’evento in questione? Può essere, però nella maggior parte dei casi no. L’aveva spiegato bene il Signor Warped Tour (so come si chiama, ma non mi ricordo lo spelling del suo cognome e non mi va di googlarlo) nel suo cartello anti-pogo:

wt

Pogando vi fate male, se vi fate male ci denunciate, se ci denunciate niente più Warped Tour

Abbastanza semplice come concetto, ma è più intelligente girare per le pagine Facebook a fare il paladino di un paio di idee non proprie che erano en vogue più che altro quando l’internet non esisteva e il piercing al labbro ce lo si faceva in giro con una spilla da balia che poi ti prendevi sette epatiti e non era così difficile sperare di entrare nel club dei 27 anche senza essere famosi.

Il problema non sono le ragazzine che vanno ai concerti con i genitori, loro hanno pagato il biglietto come tutti. Il problema è che troppo spesso non apriamo il cervello per capire che senza norme sociali e senza rispetto anche verso quelli che ci stanno più antipatici (i nemici del pogo, in questo caso) gli eventi di questo tipo non avrebbero modo di esistere. E se siete davvero convinti di voler fare i punk nella vita, magari potreste smetterla di ascoltare solo ed esclusivamente le band che avete conosciuto nei 90s grazie a MTV e cercare altrove, perché è lì che avviene la magia.

 

 

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