“Stage Four” by Touché Amoré

di Riccardo Volpe

toucheStage Four è l’ultimo full-length della band californiana che più ha influenzato la scena post-hardcore degli ultimi anni, i Touché Amoré.
Questo concept album, incentrato sulla morte della madre del frontman, Jeremy Bolm, è sicuramente uno dei lavori più onesti mai composti dalla band di Los Angeles, anzi, forse uno dei più onesti del genere.
Lo scorso “Is Survived By” è tutt’ora da considerarsi un grande album, seppure criptico e difficile da comprendere appieno in pochi ascolti. L’immediatezza di “Stage Four” è infatti la sua caratteristica principale.

L’opener “Flowers And You” è ciò che di meglio si può desiderare: un testo che colpisce sin dalle prime parole, delle chitarre pulite e una batteria tranquilla che poi si infiammano, regalandoci un’aggressività piena di emozioni e non regolata solamente da un impeto. Il sing along finale è sicuramente la cosa più riuscita, nonché uno dei più bei sing along mai sentiti da anni a questa parte: “I took inventory, of what I took for granted and I ended up with more than I imagined”.

Molte delle chitarre in questo disco sono pulite ma sempre graffianti e riescono a tessere una trama perfetta assieme a una batteria potente e robusta, capace di essere la base perfetta per una voce a tratti dura, a tratti tranquilla (cosa mai sentita prima d’ora nei Touché Amoré), molto più cantata rispetto ai precedenti lavori della band. È incredibile come un’immediatezza musicale così alta riesca a convivere così bene con un tema così personale e triste come quello del lutto.

Tutto è architettato nel migliore dei modi, il concept impregna completamente l’anima del disco dall’artwork (i quadrati che compongono la copertina, continuo rimando al “4”, contando anche che questo è proprio il 4° album della band), al messaggio vocale della madre contenuto alla fine di “Skyscraper” fino ad arrivare, generalizzando, ai testi che non risultano mai pesanti o ridondanti.
Una chicca è il featuring con Julien Baker (presente proprio in “Skyscraper”), canzone un po’ più complessa e particolare, meno diretta ma molto bella.

Un album da ascoltare e riascoltare e che sono convinto regalerà molte emozioni a chi avrà il pregio di sentirlo live.

VOTO: 5/5

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