Siamo andate a un concerto dei dARI nel 2017

di Miranda Sanchez

dari tour.pngIn tutta la mia vita non ho mai visto un concerto dei Finley, ma ciò non significa che non ascolti musica di merda. I mid-twenties sono quel periodo in cui le guilty pleasure non vengono più considerate guilty, ma diventano un allegro revival dei tempi passati; un momento in cui è finalmente lecito gridare al mondo: dARI, vi amo come amo solo il punk rock.
Nonostante frange nere, extension leopardate, occhiali a cuore, maglioni a righe e collane di smarties siano stati sostituiti dai loro corrispettivi odierni, la fila per entrare all’Honky Tonky è lunghissima e se c’è chi aspetta solo di sentire Wale e farsi la serata party90, la maggior parte dei presenti sono fan irriducibili che sanno tutti i testi a memoria, anche quello di Sedia Elettrica – inspiegabilmente visto che secondo la bio di Twitter oggi si ascoltano solo gli Smiths e i Joy Division.
dari-fotoI Dari dovrebbero avere circa 30 anni a testa ma quando appaiono sul palco con snapback, occhi truccati e maglie pop punk ne hanno al massimo ventidue e non appena si intuiscono nell’aria le prime note, ringiovaniamo tutti e diventa improvvisamente il 2007.
Da “Tutto Regolare” a “Cambio Destinazione”, da “Ho Spaccato” alla cover di Gigi Dag a dominare sono i coretti della folla e i synth che davvero, sia benedetto il Signore per i synth. E mentre gli smartphone sono alzati verso il cielo per fare luce al mondo intero, Dario è ribelle come un tredicenne che scappa di casa: usa parole forti come “puttana” e chiede chi abbia scopato la madre di qualcun altro.
Le chitarre che si scordano a metà canzone, il pubblico che canta tutti i ritornelli, gli assoli di batteria di Fasa, quel tizio che a caso si è messo a fare stage diving sono esplosioni di energia.
Quello dei dARI all’Honky Tonky di Seregno il 7 gennaio del 2017 è stato sicuramente il miglior concerto del 2007. Tutti in piedi se siete contenti all’infinito (se no state seduti, e se volete parlare…)

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