“Live and let go EP” by Everlost

Di Ilaria Collautti

everlostJared Kay, in arte Everlost, ha pubblicato qualche mese fa – prima di trasformare il suo solo project in full band – il secondo EP Live and Let Go, un insieme di tracce alternative rock leggere e semi-acustiche.

Il primo dei sette brani che compongono il disco è l’intro strumentale “Breathe”, il cui arpeggio di pianoforte si collega con la prima vera e propria canzone, nonché title track, “Live and Let Go”; un pezzo che fin dal primo ascolto entra in testa con leggerezza e si apprezza facilmente, un ottimo inizio che introduce allo stile del progetto.

Seguono “Wait for You”, di cui mi hanno colpito in particolare i ritornelli energici contrapposti alle strofe, e “What You Wanted”, che riprende il tema del pianoforte del primo brano e che, come i pezzi precedenti, esprime il proprio potenziale soprattutto nei ritornelli. Con “Tell them they’re wrong” mi torna il dubbio sul giro di pianoforte, che anche qui è identico a quello già sentito due volte; nonostante l’intro discutibile, la canzone rimane comunque un bellissimo brano acustico che esplode nel full band dal bridge. Struttura, toni e malinconia che mi ricordano (positivamente) la cara vecchia “Your Guardian Angel” dei The Red-Jumpsuit Apparatus.

La penultima traccia è “Doing my Best” che, a differenza del resto dell’EP, parte vivace fin dall’inizio; forse è il brano meno convincente del disco, quella che meno resta in mente dopo l’ascolto dell’intera tracklist, ma non è di certo una brutta canzone, assolutamente in linea con quelle che l’hanno preceduta.
A chiudere il lavoro di Everlost c’è infine “These Terrible Hands”, un intero pezzo chitarra acustica e voce – che a me piace sempre come closer. L’arpeggio della chitarra è lo stesso dell’intro “Breathe”, ma in questo caso direi che ci sta a pennello, poiché crea un bellissimo effetto ciclico e di continuità, senza sembrare (come in precedenza) un banale auto-plagio.

Live and Let Go è un EP di facile ascolto, che sia attento o più distratto, adatto ad ogni occasione; decisamente lo consiglio a chi piace il genere. Nel complesso è un disco abbastanza equilibrato, anche se certi elementi possono farlo sembrare ripetitivo.

VOTO: 3.5/5

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