Interview with Creeper

di Sara Cavazzini & le sue magiche amiche

creeperPoco prima del loro concerto milanese in apertura ai Pierce the Veil ci siamo trovate al tavolo con Will Gould, voce dei Creeper, straordinaria band inglese che sta sorprendendo tutti con le proprie sonorità particolari e intriganti. Siccome al tavolo non c’era nessuna cioccolata calda da gustare, ci siamo intrattenute facendogli qualche domanda. Ecco cosa ci ha risposto:

Dall’ultima volta che siete stati qui avete fatto uscire una nuova canzone, “Suzanne”. Com’è stata la reazione dei fan?
Will: È stata un’esperienza piacevole, sono stati tutti molto di supporto e ogni volta che come band cerchiamo di fare un passo in avanti, i fan ci supportano sempre al 100%. Abbiamo provato alcune nuove idee, dal punto di vista musicale, in questa canzone, loro ci hanno appoggiati ed è fantastico. È una sensazione incredibile.
Come hai appena fatto notare, con questa canzone avete introdotto un nuovo sound. Come è avvenuta questa evoluzione?
W: È una cosa che avevamo già dentro di noi, un po’ come accade in “Hook”, il film con Robin Williams. L’avete visto, vero? Avete presente quella scena in cui i bambini mangiano il cibo invisibile? Nel piatto non c’è niente ma se inizi ad usare l’immaginazione allora puoi vederlo ed era tutto lì. Per noi è stato lo stesso, era una cosa che avevamo già dentro, dovevamo soltanto iniziare a credere un po’ di più in noi stessi e a spingerci un po’ per provare a farla uscire fuori. È una cosa esaltante perché questo vuol dire che le restrizioni e i limiti che avevamo fino ad ora sono stati superati e adesso possiamo scrivere e fare anche cose diverse.
Il vostro primo album, “Eternity in your Arms” uscirà a Marzo. Cosa ci potete dire del processo creativo?
W: Le stesse persone che hanno lavorato ai nostri EP, hanno lavorato anche a questo album. Fare un disco è molto difficile perché c’è un numero maggiore di canzoni ed è un processo complesso. Nessuno si ricorda mai i tuoi EP, ma tutti si ricordano degli album, quindi è stato molto importante per noi fare le cose nel modo giusto. Prima di procedere volevamo essere sicuri di essere pronti al 100% per quello che dovevamo fare. Il processo creativo è stato più o meno lo stesso di sempre: Io e Ian buttiamo giù lo scheletro delle canzoni, e la band si occupa di abbellirle, di renderle più robuste. Anche per gli EP abbiamo sempre fatto così, solo che adesso avevamo più canzoni di cui occuparci. Fare un album è come scrivere un libro, volevamo che avesse un inizio, una parte centrale e una fine. C’è voluto molto tempo, ci siamo dedicati in segreto alla maggior parte del progetto, la parte visiva poi ha richiesto un lavoro che è durato per più di un anno. Questo disco è qualcosa per cui abbiamo lavorato davvero molto.
Siete sorpresi del successo che state avendo, dato che siete – diciamo – una band un po’ atipica?
W: Sì. Non so proprio come sia successo ma tutto è avvenuto molto velocemente per noi. Siamo felicissimi che ci venga data la possibilità di suonare sempre più spesso e di andare in tour. Ma cerchiamo di non pensarci troppo, cerchiamo di rimanere nella nostra bolla e di concentrarci nello scrivere le migliori canzoni che possiamo e di esibirci nel migliore dei modi.
Siete considerati una delle migliori nuove band inglesi. Negli ultimi anni la scena inglese è cresciuta moltissimo. Come vi sentite al riguardo e come pensate che sia successo?
W: Non so come sia successo perché la scena era terribile qualche anno fa, adesso invece è migliorata tanto. Penso che, in generale, e questo non riguarda solo i ragazzi inglesi, i giovani che ascoltano musica alternativa si siano stancati delle stesse idee e quindi stanno provando a fare qualcosa di diverso. I Moose Blood sono una delle mie band preferite e sono anche grandi amici e quello che stanno facendo è molto romantico ed eccitante. La vecchia band mia e di Ian ha suonato spesso con i Moose Blood agli inizi e facevamo piccoli show insieme in luoghi minuscoli, ma l’anno scorso siamo andati in tour insieme come Creeper e Moose Blood per ben due volte ed eravamo stufi del modo in cui la musica stava avanzando, volevamo che fosse migliore e ognuno ha cercato di essere creativo. Adesso ci sono anche i Neck Deep che stanno facendo cose incredibili, sono anche loro grandi amici e ci stanno portando spesso in tour. Hanno delle belle idee e credo che al momento ci sia un cambiamento in corso, all’interno della musica. La musica è stata reclamata dai più giovani e questo è fantastico.
Questa estate, prima dei concerti ai Festival di Reading e Leeds, avete fatto girare la notizia che eravate spariti, poi avete postato qualche indizio su quello che era successo. Vi divertite così tanto a torturare i vostri fan?
W: (Ride) Nella musica di adesso c’è una mancanza di narrazione e tutte le cose che mi piacciono, musicalmente parlando, hanno una narrativa, quindi per noi è stato importante spingerci il più lontano possibile, nel realizzare l’album. Prima ogni cosa aveva un tema e volevamo che il nostro disco venisse visto come un grosso film, come qualcosa di veramente “immersivo”. Abbiamo pensato a dei progetti che erano già stati commercializzati e abbiamo detto: “come possiamo fare qualcosa di simile?” Mentre eravamo in tour in America, invece di uscire ad ubriacarci, tornavamo in hotel e creavamo dei siti, oppure andavamo nei negozi di usato a comprare delle cose che ci sarebbero poi servite come prove ed è così che è nato questo grande progetto. Mi ricorda quando in college dovevamo fare dei lavori di gruppo. È stato molto divertente ed è anche per questo che piacciamo ai nostri fan, perché abbiamo fatto tutto questo non per noi ma per loro, per coinvolgerli, rendendo tutto più divertente e cercando di fare più di quello che una band dovrebbe fare.
Avete trascorso una grossa parte dell’anno in tour, è stressante essere sempre in viaggio? O solo divertente? O entrambe le cose?
W: Essere sempre in tour può davvero distruggerti e in certi momenti può essere molto difficile, ma non vi sembrerà così dura ora che vi racconto com’è andata la mia giornata: questa mattina mi sono svegliato, la mia cuccetta è proprio qui sopra, ho guardato fuori dalla finestra e ho visto tutte le persone che erano già qui fuori, poi mi sono vestito, ho mangiato una pizza e poi sono venuto qui. Questo è quello che ho fatto oggi, non ho fatto nient’altro. Non è stato stressante, è stata solo una normale giornata tranquilla, giusto? Ma quando lo fai giorno dopo giorno e sei lontano dalla tua famiglia… sono costantemente lontano da casa, ho visto mia madre e mio padre solo 3 o 4 volte quest’anno, la prossima volta che li vedrò sarà a Natale, li sento soltanto per telefono. Io e la mia ragazza adesso viviamo insieme, ma appena ci siamo trasferiti mi sono subito dovuto allontanare da casa, ho a malapena trascorso del tempo nel nostro appartamento per cui pago l’affitto ogni mese. I nostri amici stanno avendo dei figli, comprando delle case o facendo grandi cose, questo è quello che succede quando cresci, ma la nostra band e altre persone che conosciamo sono costantemente via, quindi è come se fossimo in una specie di purgatorio in cui stai crescendo ma non ti stai assumendo nessuna responsabilità da adulto. È una situazione strana. Quando torni a casa, per eventi come il Natale, e esci insieme ai tuoi amici per festeggiare, vedi che mentre non c’eri loro sono andati avanti con le loro vite, hanno nuovi fidanzati o fidanzate, sono successe diverse cose e scherzano su cose che non sai perché non c’eri quando sono successe. Credo sia anche per questo che noi abbiamo una grossa connessione con Peter Pan perché nella storia lui è a Neverland ma mentre è lì, il mondo fuori sta andando avanti, Wendy invecchia e quando Peter Pan torna a trovarla si stupisce perché è cambiata ed è quello che succede a noi quando siamo in tour. Tutti gli altri maturano e vanno avanti, mentre noi continuiamo a svegliarci nelle cuccette in cui ci siamo addormentati e a mangiare la pizza di mattina.
Ecco il momento delle domande sciocche: qual è il tuo tipo di tè preferito?
W: C’è questo tè che mi aiuta con la voce quando sto molto tempo senza cantare, credo sia un tè alla menta. È molto buono.
Questa è la nostra ultima domanda, sappiamo che sei vegano quindi ti chiediamo scusa in anticipo ma cosa ne pensi delle uova?
W: Non mi piacciono le uova! Ma sapete a chi piacciono? Al nostro bassista, Sean. Si sta esercitando per diventare una sorta di “Mr Muscolo” al momento e io lo prendo in giro ogni giorno, anche se sono molto magro e lui è un gigante. Alza i pesi e per questo ha bisogno di assumere molte proteine quindi mangia sempre le uova. Quando diventi vegano, se lo fai per te stesso e non perché è un trend, di solito è perché sei disgustato dal modo in cui vengono trattati gli animali, quindi ora non potrei mai tornare a mangiare le uova o a vederle nel modo in cui lo facevo quando ero piccolo perché ho aperto gli occhi su diverse cose. Quindi adesso quando penso alle uova o mi sento triste o mi viene in mente Sean.
Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...