Interview with Stick To Your Guns

di Ilaria Collautti e Giorgio Molfese

stick to your gunsGli Stick To Your Guns sono venuti in Italia duecento volte negli ultimi anni, ma guess what? noi li abbiamo intervistati solo ora! In occasione del tour europeo di Architects, Stick To Your Guns e Bury Tomorrow, il 5 novembre al New Age di Roncade (TV) abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Jesse Barnett, vocalist degli STYG. Ecco cosa ci ha raccontato prima dello show!

Ciao Jesse, come sta andando per ora il tour? Ci sono un sacco di date sold out!

J: È pazzesco! Assolutamente assurdo, tralasciando il fatto che era un tour con alte aspettative di partecipazione per gli Architects, e gli Architects sono una delle nostre band preferite con cui andare in tour, con cui stare insieme e da ascoltare, si è parecchio figo!

Il vostro nuovo EP “Better Ash than Dust” è uscito di recente. Com’è stato il feedback? Siete contenti per la risposta dei fan?

J: Per essere un EP siamo rimasti davvero senza parole, pensavamo che molta gente non l’avrebbe ascoltato, non ci avrebbe prestato molta attenzione, ma l’EP si è anche piazzato nella classifica di Billboard, cosa che non ci aspettavamo per niente e penso che la gente ne sia stata felice. Si, assolutamente una risposta travolgente, per quanto positiva, perché sai, per qualsiasi cosa ricevi opinioni negative e positive e va bene così, devi essere pronto ad accettarle entrambe o nessuna. Ma è stato fantastico come la gente si sia connessa con l’EP, quindi sta andando bene!

Gli Stick To Your Guns sono nel giro da 13 anni ormai: com’è cambiato il processo di scrittura delle canzoni?

J: Abbiamo avuto tanti anni come band che membri nella band, quindi io sono sempre stato un po’ l’autore principale dall’inizio ad ora, sia per quanto riguarda la musica che i testi, ma è cambiato quando è arrivato Chris, io e lui ci siamo trovati e abbiamo creato il sound che al momento funziona per gli Stick To Your Guns, poi è arrivato Josh e credo che questo l’abbia in un certo senso consolidato – e ovviamente poi anche il resto della band. Noi tutti abbiamo il nostro stile personale e le nostre idee, ognuno viene da diverse influenze musicali e background e a partire da questo abbiamo creato quello che credo al momento sia un suono unico per noi.

Di recente avete firmato con la Pure Noise Records: ci sono motivi particolari dietro a questa scelta o semplicemente avevate bisogno di cambiare?

J: Jake Round (Pure Noise Records) viene dalla scena punk/hardcore, ha uno staff di tre persone e non mette in mostra i suoi soldi anche se è incredibilmente di successo, e fa tutto per i motivi giusti, lo fa esattamente come lo vuole lui e per questo è estremamente di successo. Un sacco di persone all’interno dell’industria musicale provano a saltare passaggi per arrivare il più lontano possibile nel minor tempo possibile. Ma Jake ha sempre fatto le cose come voleva ed è sempre stato un sostenitore della nostra musica, del nostro messaggio, quindi abbiamo sempre pensato che fosse parte della famiglia degli Stick To Your Guns. È stato un processo naturale per noi, penso sapessimo che avremmo finito per firmare con la Pure Noise e penso che anche Jake lo sapesse.

Siete tutti straight edge e sappiamo come questo sia importante per voi: come spieghereste questo concetto e stile di vita a chi non lo conosce?

J: Devo farlo spesso e più invecchio, più ricevo occhiate strane perché molta gente davvero non sa cosa sia… all’inizio è tipo “Non ho davvero idea di cosa sia, che cosa fai?”, sai cosa intendo, “Oh no no, io non bevo”, e la gente “Niente alcool?”, “No”, “Fai uso di droghe?”, “Uhm no”, “Che cosa fai allora?” e tu dici tipo “Letteralmente tutto il resto” ahah sai, non ho nessun tipo di pregiudizio riguardo chi fa quel tipo di cose… e più invecchio, più me ne rendo conto. C’è una canzone di questa band che amo, i Propagandhi, che dice “Just because we were young, it don’t mean we were wrong” e penso sia la stessa cosa quando si parla della scelta di questo stile di vita, che ho fatto quando ero particolarmente giovane, e più invecchio, più diventa importante perché ci sono posizioni che sento di dover prendere. Sai, può essere davvero dannoso, certe sostanze da cui la gente dipende, e ho visto famiglie distrutte da queste dipendenze, e certamente ho visto anche persone totalmente a posto con queste cose, sono tutti diversi. Ma io voglio prendere una posizione contro queste società che stanno distruggendo il pianeta con i loro prodotti . basta guardare i produttori di sigarette – quindi si, non è solo una scelta personale ma è anche una questione politica.

Quale sarebbe la tua lineup dei sogni? Puoi inclusdere gli Stick To Your Guns…

J: Stick To Your Guns, Architects, Propagandhi… uhm, non saprei, Terror, ci sono così tante band che amo ma onestamente, molte volte, specialmente con le band con cui non sono mai andato in tour ma che amo, quasi non voglio andarci in tour assieme perché qualche volta ti piacciono delle band ma poi le persone non sono così ok, ed è tutta colpa tua perché te le eri immaginate diverse.

Quali band/artisti ti hanno influenzato personalmente e hanno influenzato la band di più?

J: Beh, gli Architects ahah abbiamo tutti influenze diverse, tutti condividiamo artisti e musica ma abbiamo anche preferenze personali quindi direi Architects per racchiudere tutto.

Siete spesso in tour e i tour possono essere lunghi e stancanti: è complicate vivere insieme, giorno e notte, per lunghi periodi? Ci sono mai stati litigi?

J: Certamente ce ne sono stati, ma questo in tutte le famiglie! Questi ragazzi sono la mia famiglia, stanno con me più che altre persone, come ho detto i litigi possono succedere, dipende solo da come li affronti. Ormai noi sappiamo leggere i nostri linguaggi del corpo, se entro in una stanza e vedo qualcuno tipo “Stammi lontano”, dico “Ooookay” e me ne vado ahah. Cerchiamo di essere trasparenti tra noi e di comunicare, io posso dire agli altri “Ragazzi, ho bisogno che mi stiate lontano e non mi parliate” e a loro va bene, tipo “Si capisco” e mi lasciano da solo a sbollire per un paio d’ore. Rispettiamo gli spazi personali l’uno dell’altro.

Preferisci suonare a grandi festival o negli show locali più piccoli?

J: Entrambi, credo che ci siano diversi tipi di energia e allo stesso tempo tipi di energia simili in entrambi. Mi piacciono davvero entrambi ma se dovessi scegliere probabilmente direi gli show più piccoli semplicemente perché è dove sono nato, dove tutto è iniziato e penso sia il posto a cui appartiene questo tipo di musica, l’ambiente underground senza transenne e palchi piccoli – anche se è fantastico suonare in show più grandi e siamo onorati di suonare si quei palchi. Ma sai, se vuoi venire sul palco e prendermi il microfono per fare le tue cose, va bene, fallo, perché è quello che facevo anche io da giovane quindi perché no?

Negli ultimi anni, alcuni sfortunati eventi hanno colpito la scena musicale: pensi che la solidarietà tra band vi abbia avvicinati e abbia limitato gli scontri nella scena?

J: Oh si certo, per esempio quello che è successo a Tom (Architects) o ai The Ghost Inside… Noi, Stick To Your Guns, siamo davvero una famiglia unita, non solo la band ma anche tutta la crew. E gli Architects sono una di quelle band che è davvero molto unita ed è una cosa rara, ed è fantastico come stanno affrontando quello che è successo, come stanno superando la cosa, come stanno onorando Tom… stessa cosa con i The Ghost Inside, è davvero importante vedere il supporto da tutta la community e come tutti, band e fan, sono intervenuti per soccorrerli e aiutarli… è di grande ispirazione…

Immagina di trovarti nel bel mezzo di un’apocalisse zombie: cosa faresti?

J: Mi ucciderei, non mi interessa! Ahah non lo so, onestamente ci penso qualche volta ma non lo so, credo che il mio istinto sarebbe quello di sopravvivenza, proverei a sopravvivere ma sai, stare senza le persone che ami, quella non è vita… quindi credo che semplicemente mi ucciderei. Non ha senso restare vivo se la tua vita è così orribile! Oppure mi lascerei diventare uno zombie e fanculo tutto ahah.

Qual è il tuo show televisivo preferito?

J: Sinceramente, non guardo la TV da un bel po’, sono più preso da Netflix. Mi piace davvero tanto Narcos, sono ossessionato, hai presente, la vita di Pablo Escobar… E, uhm… No, dico solo Narcos, recentemente è l’unico che mi ha preso davvero ahah.

Questa è l’ultima domanda ed è quella che facciamo a tutte le band che intervistiamo: cosa ne pensi delle uova?

J: Beh, sono vegano quindi puoi immaginare come mi sento al riguardo ahah.

ENGLISH VERSION

How is the tour going so far? There are a lot of sold out dates!

J: It’s crazy! Absolutely nuts, behind the fact that it’s a well attended tour because of Architects, and Architects is one of our favourite bands to tour with, to hang out with and to listen to, yeah it’s pretty amazing.

Your new EP “Better ash than dust” recently came out. How was the feedback? Are you happy with the response of your fans?

J: For an EP we were incredibly overwhelmed, we thought a lot of people would not listen, would not pay attention, but it charted in the Billboard chart, which we weren’t expecting at all and I think people were really happy. Yeah a really overwhelming response, as far as positive, ‘cause you know everything you get negative and positive and it’s fine, you have to be ready to accept both or you don’t accept any other. But it’s been amazing how many people connected with it, so it’s going good!

Stick to your guns have been around for about 13 years now: how did the writing process change through the years?

J: We’ve had as many years as a band as members in this band, so I’ve been kind of a main writer from the beginning up until now, both musically and the lyrics, but it changed when we got Chris, like him and I kinda got together and created the sound that works for Stick To Your Guns now, and then we got Josh and I feel like this kind of solidified it – and of course the rest of our band too. Everyone has their own style and ideas, everyone comes from different musical influences and backgrounds and all of this created what I feel like is a unique sound for us.

You recently got signed to Pure Noise Records: are there particular reasons behind your choice or you just needed a change?

J: Jake Round (Pure Noise Records) comes from the punk/hardcore scene, he has a staff of three people and he doesn’t show off his money even though he’s incredibly successful, and he did it all for the right reasons, he did it exactly how he wanted to do it and, because of that, he manages to be successful. A lot of people involved in the music industry, like, try to skip steps because they want to get as far ahead as fast as possible. But Jake has always done things just how he wanted to and he’s always been a huge supporter of our music, of our message, so we always thought he was a part of the Stick To Your Guns family. It’s been a very natural progression for us, I guess we knew we would end up signing to Pure Noise Records and I think Jake knew that too.

You all are straight edge and we know how important this is for you: how would you explain this concept and lifestyle to those who don’t know what it is?

J: I have to do it often, and the older you get, the more kinda weird looks you get because a lot of people don’t really know what it is… In the beginning it’s like “I really have no idea what it is, what do you do?”, you know what I mean, “Oh no no, I don’t drink”, and they’re like “No alcohol?”, “No, “Do you do drugs?”, “Uhm no”, “What do you do then?” and you’re like “Literally everything else” haha you know what I mean, I don’t have any judgment towards anyone that likes those kind of things, that do those kind of things… and the older I get, the more I personally realize it. There’s a song of this band that I really love, Propagandhi, that says “Just because we were young, it don’t mean we were wrong”, and I think that is the same thing when it comes to this kind of lifestyle choice that I made when I was incredibly young, and the older I get, the more important it becomes to me because there are stands that I like to take. You know, it can be very harmful, these substances that people, they really get depending on them, and I’ve seen this ruining families, and of course I’ve also seen people being completely fine with that, everybody’s different. But I want to take a stand against these corporations that are ruining our planet with their products – just look at cigarettes companies – so yeah it’s not only a personal choice but it’s also a political one as well.

What would your dream lineup be? Stick to your guns included…

J: Stick To Your Guns, Architects, Propagandhi… uhm, I don’t know, Terror, there are so many bands that I love but honestly a lot of the time, like, especially with bands we never toured with but that I love, I kinda don’t wanna tour with them ‘cause, like, then you find out what kind of people they are and that might break your heart haha you know what I’m saying, sometimes you like bands but then the people are not that cool and it’s your fault ‘cause you imagined them to be different.

Which bands/artists influenced you and the band the most?

J: Well, Architects haha we all have different influences, I mean we all share artists and music with each other but we also have personal preferences so yeah, I say Architects to sum up.

You tour a lot and tours can be long and tiring: is it difficult to live together, day and night, for long periods? Have there ever been fights?

J: Of course there have been, but that’s in every family! You know, these guys are my family, they stay with me more than other people, like I said, fights can happen, it’s just how you deal with them. We can read each other’s body languages now, if I walk into a room and I see someone like “Just stay the fuck away from me” then I go “Oookay” and walk away haha. We try to be transparent to each other and to communicate, I can tell them “Guys you need to fuck off and don’t talk to me” and they’re totally fine, like “Yeah I understand” and they leave me alone to calm down for a couple of hours. We respect each other’s personal spaces.

Do you prefer playing at big festivals or small local shows?

J: Both, I think there are different kinds of energies at both and similar kinds of energies at both. I really enjoy both, but if I have to choose one I’d say small local shows are the best just because that’s where I was born, where it all started and I think that’s where this kind of music really belongs, the underground setting with no barricades and small stages – even though it’s great playing bigger shows and we’re honored to play those stages too. ‘Cause you know, if you wanna get on stage and take the mic from me and do your thing it’s okay, do it, ‘cause that’s what I did when I was younger so why not?

In the past few years, some unfortunate events hit the music scene: do you think the solidarity between bands got you closer to each other and limited the fights in the scene?

J: Oh yeah of course, for example what happened to Tom (Architects) or The Ghost Inside… We, Stick To Your Guns, are really a close family, not only the band members but also our crew. And like, Architects are one of those bands who are really close to each other and it’s a rare thing, and it’s amazing how they’re dealing with what happened, how they’re coping with it, how they’re honoring Tom… same with The Ghost Inside, it’s so important to see the support from the whole community and how everybody, bands and fans, came to the rescue… it’s really inspiring.

Imagine to find yourself in a zombie apocalypse: what would you do?
J: Just kill myself, I don’t care! Haha I don’t know, actually I think about that sometimes but I don’t know, I guess my instinct would be survival, I’d try to survive but you know, being without the people that you love, that’s not life… so I’d probably just kill myself. There’s no point in staying alive if your life is so horrible! Or maybe just let myself being a zombie and be like “Fuck that” haha

What is your favourite TV show?

J: Honestly, I haven’t been watching tv in a while, I’m more into Netflix. I really love Narcos, I’m obsessed, you know, the life of Pablo Escobar… And, uhm… No, I’ll just say Narcos, recently is the only one that really got me haha

This one is the last question and is the one we ask to every band we interview: what to you think about eggs?

J: Well, I’m vegan so you can imagine how I feel about eggs haha

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