“Unfamiliar” by In Her Own Words

Di Giorgio Molfese

unfamiliar.jpgIl 14 Ottobre è uscito, almeno per quanto mi riguarda, uno dei dischi più attesi del 2016. Dopo 4 Ep, di cui uno acustico, gli In Her Own Words hanno finalmente deciso di regalarci Unfamiliar, debut album della band californiana che in questi anni, dal 2010 ad oggi, si è fatta conoscere nella scena alternative mondiale grazie a tantissimi live in giro per il mondo.

Si parte con “Nothin Left”, opener perfetta. Joey mi ricorda immediatamente perché è il mio vocalist preferito di sempre, la sua voce si amalgama perfettamente con i suoni pieni e un filo malinconici del pezzo. Le lyrics – e questa è una cosa che si ripeterà per tutto il disco – sono davvero belle, ti fanno entrare nel mondo IHOW, come se parlassero di te.

“Sink Your Teeth” continua sulla stessa linea della precedente anche se il ritornello è più veloce e pestato, così com’è pestata “I Would Sit Alone In Silence” che oltre a confermarmi che lo strumentale non sarà mai banale in questo disco, ha anche un testo abbastanza tendente all’emo: “If you ever tried to ask me what was going on inside, I would sit alone in silence while my thoughts eat me alive”.

“Strangers” è un pezzo vecchio, ma suona da Dio. È pazzesca. Una delle mie canzoni preferite in assoluto. Non ci si ferma un attimo per circa 4 minuti, tralasciando un meraviglioso rallentamento strumentale verso il finale. Inoltre sono convinto che chiunque abbia avuto qualche piccolo problema di cuore possa immedesimarsi perfettamente nelle urla di Joey. Anche qui quindi, abbiamo lyrics della vita. Permettetemi di togliere il costume da persona obiettiva per un secondo perché “We’ll pack our things and leave, come back next year to see the strangers that we let ourselves become“ è una delle frasi più belle del disco, della musica, di tutto.

Dopo la rivisitazione full band di “Silver Lights”, semi-ballad che ormai ho consumato da quanto è bella, arriviamo alla mia personalissima best track dell’album. “Collapse” ha un’atmosfera tutta sua, non credo di riuscire a spiegarla a parole, è come se le cose in generale comincino ad andare davvero bene, penso sia una cosa individuale. Che poi, shit happens comunque, ma ascoltare questa canzone mi fa sentire a casa. Chiusa parentesi de “la vita secondo Gio”.

“I Was Honest, You Were Lying” ha un ritornello che ti entra in testa in mezzo secondo. Le strofe continuano a stupirmi. Suona tutto perfettamente, anche se la ripetizione strumentale prima del secondo ritornello forse poteva essere un filo più corta. Possiamo anche notare come l’anima alternative rock di Joey venga fuori in più di un’occasione.

Siamo quasi alla fine e “Reverie” è un pezzo ripescato da Everything I Used To Trust; mega bella, potente.

“Drag Me Down” è un altro “wow”. Ogni volta che la sento penso a quanto siano assurdamente bravi gli In Her Own Words ad incastrare testo e musica. Ascoltare le strofe per credere.

“Cut & Dry” è un po’ più cupa ma un pezzo del genere ci stava nel complesso dell’album. Anche qui possiamo ascoltare diverse influenze più legate all’alternative rock ma non manca comunque il fattore catchy e la vena pop punk della band. Nella seconda parte della canzone possiamo anche apprezzare una piccola svolta hardcore.

Chiudiamo molto molto molto bene con “I Could’ve Been”. Non mi aspettavo minimamente il parlato ma ci sta. Il finale poi è tutto da urlare ai live, fino a perdere la voce, conclude il disco con i brividi.

Quindi, avevo promesso obiettività e magari l’ho lasciata al College Party l’altra sera, ma senza dubbio è un primo full-lenght da urlo. È la conferma che gli In Her Own Words sono da anni una delle band più valide in circolazione. Mi ha colpito molto l’originalità dello strumentale di ogni pezzo, e ripeto, il modo in cui il testo si amalgama con la musica, che forse spesso è una cosa che viene sottovalutata.
Giusto anche fare una critica: forse era opportuno un pezzo acustico, una ballad vera e propria da far venire la pelle d’oca, ma è una piccolezza. Per quanto mi riguarda, release dell’anno, disco della vita, duemila scalini sopra a ogni cosa uscita nel 2016.

Voto: 5/5

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