“City Lights EP” by City Lights

di Martina Pedretti
14222182_1274713999220227_3910818028151557880_nA sorpresa il 9 settembre esce un nuovissimo EP firmato City Lights, nonostante la band abbia dichiarato ormai più di due anni fa di aver chiuso i battenti. Oshie Bichar, voce principale dei City Lights e attuale membro dei Beartooth, ha continuato in solitudine il progetto della band, rilasciando singoli e EP acustici di tanto in tanto. Con questo nuovo EP le intenzioni non sono totalmente chiare e c’è chi continua a sperare, probabilmente invano.

I brani presentati in City Lights EP sono sei, interamente composti da Bichar.
“Breathe” è la prima canzone dell’EP, un brano pieno di energia e dai tipici toni easycore che hanno sempre contraddistinto la band. La prima cosa che salta all’orecchio è l’assenza della seconda voce, ovvero Jeremy Smith, infatti un elemento caratterizzante della band era appunto la diversità delle due voci.
Strizzando fin troppo l’occhio ad alcune tipiche melodie dei blink-182, “The Best Decision” non è esattamente la scelta migliore per questo EP. E’ impossibile non percepire un’eco che richiama ai paladini del pop punk anni ‘00, insomma i nanananana sembrano essere una presa in giro. La voce di Oshie si macchia di un graffiato mai sentito prima e la cosa potrebbe essere piacevole.
Con “Strangers” arriva il singolo che ha dato il via ai vari scleri dei molti non rassegnati allo scioglimento della band è esattamente quello che ci si aspetta da un brano firmato City Lights. Toni festosi, incalzanti e tanti sing along, un pezzo giusto al momento giusto.
Where We Started” è un brano un po’ più malinconico e strappa feels, ma che comunque tiene alto il ritmo del selftitled EP. Il quinto brano è “No Reason”, che con i suoi riff potenti e coretti si fa largo sul podio dei brani migliori contenuti nel disco. Nonostante questo risulta anche il brano dove più si sente la mancanza di un backup vocale.
“Learn To Say Goodbye” è l’acustico dell’EP, e finalmente arriva qualcuno che sa fare bene le canzoni lente e non in full band. Non è un brano scontato o tanto meno smielato, il nuovo graffiato di Oshie tinge il brano di una particolarità da non sottovalutare.
In sostanza il disco non raggiunge l’asticella che la band aveva alzato con i due full lenght, che rimarranno nella storia dell’easycore come le bibbie del genere. Però si sente come Oshie Bichar necessiti di uno sfogo esterno ai Beartooth, band totalmente in possesso di Caleb Shomo che scrive, registra, produce e fa a mano il merch compresi i vinili, e usi il nome dei City Lights per produrre musica che sia sua. Potrebbe benissimo ritornare sulle scene anche da solo e venire a farsi un giro in Italia, basta che suoni tutto In It To Win It.
VOTO: 3/5
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