“Bad Vibrations” by A Day To Remember

Di Martina Pedretti

87479_ADayToRemember.jpgIl 2 settembre, via ADTR Records, esce il sesto album della band americana A Day To Remember. Bad Vibrations è uno dei dischi più attesi e chiacchierati del 2016 sia per via della notorietà della band che per la ormai lunga pausa dall’ultimo album dei ragazzi di Ocala. Le premesse sembrano buone: un dichiarato ritorno alle origini e alle sonorità di For Those Who Have Heart, un lavoro collettivo che comprende tutti i membri della band e un’attenzione al dettaglio che non si era verificata negli ultimi due album.

La band sostiene infatti di non aver scritto nulla in tour, ma di essersi riunita al completo in una stanza lavorando incessantemente alla realizzazione del prodotto. Jeremy McKinnon dichiara inoltre di aver fatto un passo indietro lasciando spazio al produttore, Bill Stevenson.

L’album si apre con i due singoli che hanno anticipato l’uscita: “Bad Vibrations” e “Paranoia”. Due brani potenti che danno man forte alle dichiarazioni nelle quali veniva sostenuto che l’album avrebbe avuto un tocco molto più aggressivo rispetto a “What Separates Me From You” e “Common Courtesy”. Tra breakdown e screamo sembra proprio di essere tornati alle origini, e i due brani riescono pienamente nel loro intento di singoli.

Si procede con “Naivety”, un brano dai toni pop punk molto freschi. Con un ritornello catchy e facilmente ricordabile si accaparra uno dei posti più alti nella classifica dei brani contenuti nel disco. “Exposed” è il brano più “A Day To Remember” del disco. Una buona dose di aggressività, una voce estremamente cattiva e un breakdown inaspettato, ornato da riff incalzanti, creano uno dei brani più azzeccati.

Canzone che non ha convito quasi nessun fan è “Bullfight”. Sotto alcuni aspetti tecnici la delusione è comprensibile: spesso la voce di Jeremy risulta lontana e fin troppo coperta dalla sezione strumentale, le strofe risultano leggermente noiose e il brano non spicca di originalità. Dopo più ascolti però diventa un brano carino e ascoltabile, senza troppe pretese.

Brano cattivo senza infamia e senza lode è “Reassemble”. Molto interessante risulta invece “Justified”, un brano che si presenta come traccia acustica per poi esplodere in un insieme di suoni dalle tonalità ora più pop ora più heavy metal. Una delle chicche del disco è assolutamente “We Got This”, pop punk al punto giusto, tematica forse un po’ scontata del tipico ragazzo che va ai concerti e scopre un mondo nuovo e tanta orecchiabilitá. È un brano fresco, semplice e azzeccato, capace di mettere d’accordo tutti.

Arriviamo al punto dolente con “Same About You”, la canzone peggiore dell’album. Non si capisce dove volessero andare a parare con questo brano totalmente incoerente. Il rock e gli assoli è meglio lasciarli fare ad altre band. Ci si riprende un po’ con “Turn Off The Radio”, ma non abbastanza, in quanto il brano risulta un po’ noioso e senza alcuna peculiarità che renda il brano memorabile. Con la onnipresente canzone acustica si chiudono le danze: “Forgive and Forget” non aggiunge nulla di speciale all’album e continua a lasciare l’amaro in bocca.

Una prima parte del disco davvero memorabile contro una seconda parte parzialmente noiosa e deludente. Un disco composto da alti e bassi che però riesce ad aggiudicarsi la promozione, quella prima parte lo salva davvero. Bravi A Day To Remember: un disco davvero importante per il momento musicale, che determinerà la vostra gloria o la vostra uscita dalle scene. Ai posteri l’ardua sentenza.

VOTO 3,5/5

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