#33 Tiny Moving milanesi

Proprio ieri il discorso su “i concerti solo al nord” e su “farsi i chilometri per andare a vedere i concerti” era all’ordine del giorno, e proprio ieri, cinque milanesi sfigati salivano su una macchina poco adatta ai lunghi viaggi in autostrada (ma si sa che il calabrone non potrebbe volare però non lo sa e vola lo stesso…) per andare a La Tenda di Modena – home of all our feels – e, pensate un po’, senza lamentarsi che “però non è giusto che cazzo di città è Modena? Milano è più figa perché abbiamo i Navigli e l’apericena”. Grazie al cazzo, era gratis; direte voi. Ma nessuno rimborserà mai alla povera Giulia, ancora minorenne, il bel periodo della sua vita in cui non conosceva gli Strangle Kojak.
Partendo con l’incredibile ritardo di un’ora arriviamo alla Tenda giusto in tempo per il set dei nostri amiconi Cabrera; nel senso che entriamo trionfanti con questa gloriosa battuta: “Sbrigati, non senti che stanno iniziando?”
“Bè, da qui si sente tutto”.
Regaz, hanno suonato roba nuova, non vi dico le condizioni del mio debole cuore. Qua poi c’è una storia di tweet e di amicizia che vi rimandiamo alla pagina.

 

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Foto di Laura Lei, che brava!

Iniziano i Tiny Moving Parts e io voglio farmi adottare. Se dovessi scegliere io come classificare i generi musicali, creerei una categoria speciale solo per loro e la chiamerei “uncomfortable”. Se potessi scrivermi addosso tutta la loro discografia senza conseguenze lo farei subito perché qualunque dei loro pezzi è troppo relatable per essere vero. Il mio corpo è nel moshpit, i miei occhi sui capelli di Matthew, a volte anche sui baffi di Billy ma è complicato guardare i batteristi perché sono sempre seduti e lontani. Comunque quella famiglia lì ha un’ottima tradizione di peli se avete notato…
Le persone si lanciano dal palco, alcune più coreograficamente di altre, cerco di sostenerle alzando le braccia; I ciccioni mi usano come appoggio che menomale che mangio un sacco di formaggio e quindi le mie ossa sono forti abbastanza da non rompersi sotto il peso di tutte le piadine che hanno mangiato nella loro vita. Piastrarsi i capelli è stato inutile. Si apre con Happy Birthday e si chiude con Dakota. Nel mezzo tutti i nostri feels.
Ma la vera domanda è: chi sono i Fall of Troy?
Chelli
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