Sum 41 @ Carroponte 26-08-16

di Michele Pioveguado
Sum41_2016_CONCERTOEra da tantissimo tempo che non facevo dieci ore di fila per andare ad un concerto (più o meno dall’ultimo anno di liceo mezza decade fa!) ma per una band come i Sum 41, che ha allietato le giornate infernali della nostra prima adolescenza e che è rimasta ferma per un sacco di tempo (più o meno dall’ultimo anno di liceo mezza decade fa!). Tenete anche conto della novità rispetto all’ultima volta che li abbiamo visti in Italia, cioè il ritorno di Dave “Brownsound” Baksh, ragione per cui io e credo molti di voi, abbiamo iniziato a suonare la chitarra.
Non indugio oltre e cerco di raccontarvi le mie impressioni senza fangirlare troppo.

Ho creduto di morire nella fila prima dell’ingresso al Carroponte, così, nonostante le duecento ore di attesa, decido di prendermi una pizza e di guardare i La Colpa da dietro. Loro sono molto bravi, ottimi musicisti e hanno pezzi interessanti però continuo a non spiegarmi cosa ci facessero su un palco prima dei Sum 41.
So che per questo un po’ mi odierete, ma i miei amici mi avevano tenuto il posto abbastanza avanti così poco prima dell’inizio di Hell Song sono riuscito a conquistarmi una posizione decente e spaccarmi tutte le ossa, anche quelle che non sapevo di avere, nel pogo. Setlist solidissima e super tirata fino a Welcome to Hell poi ci si rilassa con With Me, che comunque ha regalato non poche emozioni, con tutti i presenti che urlano a squarciagola “I’m nothing without you”. Ragazzi, io di solito sono un thug boy però siamo stati da lacrimoni!
Si riparte in quinta con Motivation e ritorniamo tutti bambini. La band sul palco è straordinaria, Deryck è in ottima forma e si dimostra come al solito un ottimo intrattenitore e la sua voce è praticamente perfetta, ma io sono incantato da Dave e ringrazio chi di dovere per i suoi assoli. La new entry, Frank Zummo, non so se mi convince alla batteria, ma forse sono solo un nostalgico.
sumArriviamo alla doppietta Makes No Difference e Pieces che secondo me dovrebbe essere illegale. Svuotato da qualunque tipo di sentimento, lascio la trincea e decido di guardare da dietro il resto del concerto. Con le prime note di No Reason mi ritrovo nel limbo: non so se desidero di più tornare a pogare o farmi portare via in ambulanza attaccato alla sacca dell’ossigeno. Durante la storia di We Will Rock You mi allontano e prendo un bicchiere di acqua gratis, la nostra cosa preferita del Carroponte, anche perché a me le cover fanno un po’ incazzare, soprattutto quando tolgono spazio ad altre canzoni più valide che nel caso dei Sum equivalgono a qualsiasi cosa in discografia.
Insomma, bevo l’acqua e così entro l’inizio Still Waiting sono completamente rifocillato e pronto a far festa.
Ragazzi però io non ci credo che gridavate di più per Still Waiting che per In Too Deep, dai è il pezzo definitivo! Ho saltato così tanto che a Rio2016 mi avrebbero dato almeno il bronzo!
Solito finto saluto dalla band che poi ritorna sul palco e suona Sick of Everyone, scelta molto coraggiosa; personalmente avrei preferito la nuovissima War ma prendo volentieri tutto quello che loro mi danno. La magia termina, sempre troppo presto, con la classica Fat Lip.
Avrei dubitato di essere vivo se non fosse per il battito impazzito del mio cuore. Serata indimenticabile, come dovrebbero essercene più spesso. Non ci resta che aspettare il loro ritorno.
SETLIST
The Hell Song
Over My Head
Fake My Own Death
Underclass Hero
Screaming Bloody Murder
Welcome to Hell
With Me
Motivation
Grab the Devill
We’re All to Blame
Walking Disaster
Makes No Difference
Pieces
No Reason
We Will Rock You
Still Waiting
In Too Deep
encore:
Sick of Everyone
Fat Lip
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