Bay Fest 2016

bay festPer i fan italiani del punk rock ormai non può esserci estate senza Bay Fest, e per la seconda estate di fila eccoci pronti a passare un Ferragosto di fuoco in Romagna.
In questa edizione, il festival diventa extended, si sposta nella cornice del Parco Pavese, con ben due giorni di concerti e tante belle band sul palco, tra cui spiccano i nomi di NoFX e Screeching Weasel (anche perché sono scritti più in grande sul flyer!). Siccome non sono capace di scrivere le introduzioni, facciamo che vi raccontiamo subito com’è andata. 

DAY 1 (Elisa)
La prima giornata, nel pomeriggio, lascia spazio ad un po’ di ska-core, con gli italianissimi I.S. che aprono le danze e con i Talco, band storica per quanto riguarda questo genere musicale, che sopravvive e ha saputo ritagliarsi un’ampia fetta di pubblico un po’ in tutta Europa.
Ad esibirsi nel pomeriggio ci sono anche gli abruzzesi Coffeeshower, con il loro punk rock grintoso. Durante le esibizioni di queste band, il pubblico inizia a raccogliersi nel Parco Pavese di Igea Marina e verso le 20.30 arrivano i pezzi grossi.
a whilelmGli A Wilhelm Scream ci infiammano con il loro melodic hc made in Massachusetts. Hanno alle spalle ben se dischi e non si trattengono dal proporci una grandissima esibizione durante la quale si toccano vette molto alte su pezzi come “These Dead Streets”, “The King Is Dead”, “I Wipe My Ass With Showbiz”, e le nostre preferite: “The Soft Sell” e “Me vs. Morrissey in the Pretentiousness Contest”, più “Famous Friends and Fashion Drunks” in chiusura.
Ridendo e scherzando, pur essendo cresciuta con Another Day In Paradise nel lettore CD
da quando avevo 15 anni, non ero mai riuscita a vedere gli Strung Out in concerto ma piano piano si rimedia a tutto e mi sono goduta l’intera ora di concerto della band, anche se di quell’album ha fatto solo “In Harm’s Way”.
Gli Strung Out sono una band che parla da sola, chi è per il punk rock più semplicista li chiama metallari, chi invece naviga nel melodic hardcore non può che battere le mani alla fine di ogni pezzo, da quelli più virtuosi, alle ultramelodiche “Firecracker”, “Matchbook” e “Solitaire.” E’ stata una esibizione tiratissima, che si è conclusa con la cover di “Soulmate” dei No Use For A Name, che ha accontentato un po’ tutti quanti e ci ha caricati per bene all’arrivo dei NOFX.
nofxCome potete immaginare, il pubblico italiano ad un concerto dei NOFX è sempre molto generico e trova sempre qualche motivo per lamentarsi e ogni volta io mi chiedo allora che cosa ci venga a fare a vedere i NOFX ma stavolta non è andata malaccio tutto sommato.
Chi ha già visto la band dal vivo sa bene cosa aspettarsi: se ti va bene ti becchi tutto Punk In Drublic o le “11 songs in 5 minutes”, se non ti va bene, in realtà cadi in piedi perché oltre ai classici 27-28 pezzi in scaletta, dove “Linoleum”, “Stickin’ In My Eyes”, “Franco Un American” e “Bob” sono le costanti, ti becchi quello che Fat Mike e soci hanno voglia di suonare quella sera e tutti i loro siparietti burloni: Melvin che salta, Hefe con la sua tromba e le sue osservazioni sul pubblico insieme a Fat Mike, e il buon Smelly che dirige la perfomance.
Il loro concerto al Bay Fest è stato uno dei più carichi fra quelli che abbiamo visto negli ultimi anni, al pari di quelli dello scorso anno a Londra; volava tanta polvere, volavano tante persone sopra le nostre teste, e c’era tanta allegria perché eravamo tutti lì a cantare quelle canzoni che ci accompagnano da sempre insieme agli amici di sempre. Insomma, prima giornata pienamente promossa e grande festa anche quest’anno al Bay Fest.
Day 2 (Chelli)
Il mio Bay Fest inizia dopo l’unica giornata in spiaggia di questa estate turbolenta quindi diciamo che se leggendo il flyer mi gasavo pensando “che figata tutte queste band” una volta entrata nel parco mi gasavo pensando “mancano solo sei band e un viaggio in macchina di 3 ore e mezza e poi finalmente vedo il mio letto!”
Giusto il tempo di fare un giretto molto lungo intorno a tutto il sito accertandomi del fatto che anche quella sera avrei preferito essere un maschio per poter fare pipì dietro agli alberi, ed ecco che salgono sul palco gli Honey, di cui ricordo principalmente la tinta bionda del cantante troppo early ‘00 per essere vera, e il fatto che su CD mi piacevano ma live li trovo ancora un po’ acerbi.
14054178_10210225780822354_3047838736541824673_nÈ la volta dei Lags, che tra tutti erano quelli più nelle mie corde (dato che ridendo e scherzando io ascolto pop). Presabenissimo, pezzi orecchiabili che facevano sempre “più o meno così”, buona presenza sul palco e ottima esecuzione da parte di ottimi musicisti.
Gli Slander! sono passati tremila volte sul nostro tenero magazine ma per me era la prima volta. Pezzi tiratissimi, velocissimi e sempre pestati; salti più alti di me in piedi su uno sgabello e tanta tantissima passione. Lo show culmina nella perla di saggezza: “se le cose non vi piacciono fatevele da soli, stronzi”.
Quando tocca ai Derozer io vado a prendermi un hamburger XXL conscia del fatto che non riuscirò mai a finirlo. Nonostante un panino o una piadina sarebbero stati una scelta decisamente migliore considerando la mia stazza (non troppi cm per pochi kg), la legge della convenienza insegnatami da svariati programmi di Real Time mi hanno imposto di spendere 50 cent in più per due tonnellate di roba. Ho finito tutto il panino per orgoglio, ora sono il sosia di Cannavacciuolo. Comunque sia, i Derozer hanno suonato le loro canzoni che non sentivo da circa dieci anni e le sapevo ancora tutte a memoria. La gente era presa bene quindi immagino fossero perfetti come al solito.
Su Rodrigo Alfaro ho una storia che mi ha rovinato la vita; nel senso che rido ogni volta che ne sento parlare, figuriamoci vederlo dal vivo. 14141507_10210225780022334_6882718281418138931_nTra l’altro ha sempre su la stessa maglietta. Oh Rodrigo, svelerò mai il tuo intrigo?
I Satanic Surfers suonano in contemporanea ai fuochi d’artificio e io, in posizione tattica me li vedo entrambi. Migliori due performance della serata direi.
Si chiude con gli Screeching Weasel – prima volta in Italia, vi pare possibile? – che spaccano tutto, ed è tutto così bello che fottesega delle imprecisioni; fanno anche salire sul palco Andrea Manges su “Cindy’s on Methadone” quindi vedete voi. Speravo spaccassero anche qualche osso invece Ben pare diventato un orsetto del cuore.
Highlight della serata, il baretto che vendeva i bomboloni alla Nutella dalle 22 in poi. E con questa direi che possiamo chiudere.

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...