Frank Turner & The Sleeping Souls @ Spazio BOSS, La Spezia

di Samir Batista

MM4674636002284938778000.jpgOgni tanto capita che organizzi tutto bene, e tutto va nel verso giusto. O almeno, così mi dicono, perché fatico a ricordare l’ultima volta che sia stato così. Di fatti il 15 Luglio, con un caldo infernale, da Milano parto con mia sorella ed un amico in direzione La Spezia, per un viaggio programmato nel dettaglio, che ci avrebbe fatto arrivare nel lungomare della città Ligure in tempo per vedere An Harbor, l’unico atto in apertura per la serata.
Accendiamo la macchina e succedono i disastri. Aperto Google Maps, ci viene segnalato che la Tangenziale Ovest della nostra Milano è intasata causa incidente. Facciamo una strada alternativa. Si entra finalmente in autostrada. Traffico. Quando possiamo, accelleriamo. Per lo più, stiam fermi. A La Spezia ci arriviamo, ma l’apertura ce la perdiamo completa, e un po’ dispiace, perché An Harbor l’ho già visto un paio di volte ed è sempre uno show da vedere.

Ma non ci perdiamo solo lui, perché accostando lo Spazio BOSS, con vista sul mare alla sinistra, sentiamo le note di “Plain Sailing Weather”. Frank ha già cominciato. Agitati, cantando dalla macchina, parcheggiamo di corsa e sprintiamo dentro. La gente non è troppa, come previsto, ma Frank Turner e la sua backing band, The Sleeping Souls, sembrano essere attivi come sempre.

Di canzoni ce ne siamo perse ben 7, ma è poco male, visto che Frank – si sa, grandissimo fan di Bruce Springsteen – tira le serate per un’ora e mezza, se non di più. E allora la scaletta è varia, ci sono pezzi dal nuovo Positive Songs for Negative People, ma anche i b-sides con cui delizia il pubblico durante il momento solo, “Journey of the Magi” e “Song for Eva Mae”, scritta per la sua nipotina, che 7 o 8 anni fa stava per nascere (no, non si ricordava precisamente quando).

Poco dopo questo momento molto emotivo, Ben, Lloyd, Tarrant e Matt degli Sleeping Souls tornano sul palco, e per le ultime 6 canzoni (divise da una piccola pausa prima dell’encore) la velocità ed il ritmo aumentano, facendo ballare un pubblico fermo per quasi tutta la serata. “Long Live The Queen” in versione rock è un classico, “Photosynthesis” ispira del crowd surfing e “Get Better” e “Four Simple Words” chiudono la serata senza lasciarci respirare. “The famous Friday nights in La Spezia”, diceva Frank. Questo qui ce lo ricorderemo.

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