31# Don’t Forget your Roots

Sapete cosa hanno in comune una colomba, una donna ed un “vecc rambamabì me mì”?
Beh prima di andare a vedere il concerto dei The Casualties al Decibel di Magenta nemmeno noi lo sapevamo.
Ovviamente non ve lo diremo, dovrete arrivarci da soli come non abbiamo fatto noi. Comunque sia, prima di infilarci dentro al suddetto locale, decidiamo di fare una passeggiata nostalgica che ha come meta il nostro vecchio e compianto Liceo S. Quasimodo.
Attraversiamo la ferrovia usando il sottopassaggio ed uscendone indenni e, dopo pochi metri, giungiamo all’amato liceo, che risplende di luce propria (ovvero la luce delle macchinette), lo contempliamo per qualche minuto con tanto di snapchattino celebrativo e poi decidiamo di tornare al Decibel a fare le punk rocker da un’altra parte.

Appena mettiamo piede nel locale ci accorgiamo che all’interno ci sono circa 115 gradi centigradi, fatto dimostrato empiricamente dal fatto che si sono appannate le mie lenti degli occhiali. In estate.
Ma se dentro ci sono gli stessi gradi che si trovano nella bocca di un vulcano, fuori ci sono le zanzare. Ed i punk.
Ci sorge spontanea una domanda: ma tutti questi ultra scenografici punk, di solito, dove sono? Nei giorni normali si camuffano per poi sfoggiare le loro variopinte creste solo ai concerti?
Da questo agli studi sociologici sugli usi e costumi dei punk milanesi il passo è brevissimo.
Unica conclusione certa: questo è un mistero che nemmeno Enrico Ruggeri è riuscito a svelare.

13600273_10209758710665892_5372561706019925935_nMa torniamo ad The Casualties. i nostri amici dalle chiome colorate e dagli “spiky hair spiky hair oi! oi! punks and skins” (cit.) che ad una certa hanno addirittura cominciato a suonare.
Il set dura circa un’ora e qualcosa ed i The Casualties snocciolano una ad una le loro più grandi hit come “Punk Rock Love”, “Chaos Punx” e altre cose che in un modo o nell’altro dicono “punk”, e anche delle canzoni meno conosciute che infatti noi non conosciamo perché non siamo proud to be punk.
Come al solito la cosa più divertente è guardare la gente sudata che si lancia nella mischia e sopra la mischia, cosa che fino a un paio di anni fa non avremmo mai pensato di vedere al Decibel (o in generale a Magenta).
Chiudiamo qua il report perché stiamo già esagerando, diciamo solo: bravi tutti!

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