Interview with Beartooth

di Sara Cavazzini e Martina Pedretti

WARNING: English version available HERE

beartoothIl 16 giugno abbiamo avuto l’occasione di fare quattro chiacchiere con Caleb Shomo, cantante dei Beartooth. Prima di esibirsi sul palco del Legend Club di Milano ci ha parlato dell’ultimo album della band, il quale è stato interamente registrato da Caleb stesso! Un’intervista speedy ma ricca di informazioni interessanti, e il personalissimo commento di mr. Shomo sulle uova!

Innanzitutto benvenuti in Italia! È la prima volta che suonate qua ed è il primo show da headliner dopo l’uscita del vostro ultimo album “Aggressive”, quindi ne parleremo un po’. Hai fatto quasi tutto tu in questo album! Hai registrato ogni strumento e l’hai prodotto. È stata dura caricarsi tutto questo peso sulle spalle?

Caleb: Sono abbastanza a mio agio con quello, c’è sempre pressione, ma era per lo più per il fatto che è il secondo album, ed è il punto in cui molte band sbagliano, fanno un brutto secondo album e poi non ne sanno più tornare indietro, ma io sono assolutamente sicuro di questo album.

Sei contento del risultato e della reazione dei fan?

Caleb: Certo! Sono molto soddisfatto!

Il vostro sound è sempre unico, unite una parte più pesante a una più pop, la quale è uscita molto in questo album. Come riesci a gestire questi due stili così differenti?

Caleb: Beh non so. È abbastanza naturale, io semplicemente scrivo canzoni che mi piacciono e quando tutto mi sembra a posto per me è finita, non mi sforzo troppo a ragionare per esempio cercando di bilanciare le due cose. Io scrivo le canzoni e quando una canzone è buona, è buona!

C’è dietro a questo album un tema principale o un messaggio particolare da trasmettere?

Caleb: Sì credo che, essendo intitolato “Aggressive”, voglia rappresentare la ricerca “aggressiva” della la felicità nella vita e come essere a proprio agio con se stessi, per me questi sono i temi principali espressi nel disco.

C’è una canzone più lenta in questo album intitolata ‘King Of Anything’ ed è la prima volta che vi esprimete così. Credi sia importante per una band saper esprimere la stessa rabbia in una canzone di questo genere così come sapete fare nelle canzoni più potenti ed energiche?

Caleb: Sì credo sia un buon modo per chiudere un album e credo che porti qualcosa di diverso e innovativo. L’album è così intenso per tutto il tempo, quindi è bello poter rilassarsi per qualche minuto alla fine di tutto.

Qual è la tua traccia preferita dell’album?

Caleb: Le amo tutte ma probabilmente al momento ‘Hated’, credo che abbia un sound un po’ differente e adoro cantarla dal vivo, quindi ora è la mia preferita.

Prima ‘Sick’, poi ‘Disgusting’ e ora ‘Aggressive’, avete sempre scelto aggettivi negativi come titolo per i vostri lavori, come mai? C’è una sorta di collegamento tra essi?

Caleb: Credo che il punto sia solo come questi aggettivi descrivano ognugno di questi dischi. Cerco di trovare la parola giusta per trasmettere l’emozione generale dell’album, per ognuno di loro. Mi piace andare diretto al punto così da non dover scavare troppo a fondo per capire di cosa tratti l’album.

E infine… Cosa ne pensi delle uova?

Caleb: Uova?! Le uova ci stanno, mi piacciono, sono un buon modo per iniziare la giornata!


First of all welcome to Italy! This is the first time you play here, and so it’s also the first time you play your new album “Aggressive”, which just came out, so we’ll talk a little bit about it. You almost did every single thing in this album! You recorded every instrument and you also produced it by yourself! Was it heavy to bear this weight only on your shoulders?

Caleb: I’m pretty comfortable with it, there’s always a pressure, but it was mostly just the fact that it was the second album, and that’s where a lot of people screw up, they make a bad second record and they can’t go back from it, but I’m pretty confident with it, I’ve been doing it for a while, so it wasn’t that bad.

Are you happy with the result and with how fans reacted?

C: Absolutely! I’m very very happy with it!

Your sound is always unique, mixing a heavier part with a poppier one, that mostly came out in this album. How do you manage to keep up with both these different styles?

C: Well… I don’t know! It’s pretty natural, I just kind of write songs that I like and when it all feels right that’s the end of the song for me. I don’t push myself, I write what comes to my mind, I do not try to to balance the two. I just write a song and when it’s a good song it’s a good song.

Is there a main theme behind this album or a message that it wants to convey?

C: Yeah, I think it’s just about, being called “Aggressive”, aggressively pursuing happiness in life and being comfortable with yourself, that’s one of the biggest things it is about for me.

You have a slower song on this album, called “King Of Anything”, it’s the first time you present like this. Do you think it’s important to be able to express anger also in slower songs like this, and not only in your heavier songs?

C: I think it’s just a good way to end a record and I think it brings something a little bit different. The whole album is so intese the entire time, so it’s nice to have a winding down at the end.

Favorite track on the album and why?

C: I love them all, but right now probably “Hated”, I just think it has little bit different sound and I love singing it live, I love playing it, so that’s my favourite right now.

Back from Sick, through Disgusting and now with Aggressive you always stick to these “bad adjectives” named albums, how so? Do you think that there’s a sort of link bewteen these works?

C: I think that the whole point is just how they describe each album. I tried to find the best word to convey the entire emotion of the album, for each one of them, and I just like going straight to the point so you don’t have to dive too far to understand what these albums are about.

What to you think about eggs?

C: Eggs?? They’re cool, I like eggs, they are a good way to start the day… Sweet!

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