Slam Dunk 2016: Then & Now

Avete notato che il 2016 sembra sempre di più il 2006?
Nuovo album dei Blink 182 (più o meno), tornano i Sum 41, i Saosin, e addirittura i Boys Like Girls! Stiamo ascoltando le stesse band che ascoltavamo quando andavamo al liceo…
Questa edizione dello Slam Dunk Festival ne è la dimostrazione.
Noi ci andremo, non stiamo più nella pelle, quindi per ingannare l’attesa ve lo buttiamo giù in questi termini…

THE ROCKET SUMMER
2006
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Nel 2006 il Militia Group ripubblicava “The Early Years” l’EP d’esordio del progetto solista del multistrumentista Bryce Avary che tutti conosciamo appunto come The Rocket Summer, che poco dopo firma con la major Island Def Jam.
L’anno dopo usciva Do You Feel? ma bisognerà aspettare il 2008 per il video bello con tutti i guest.
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Per quattro anni Bryce non ha fatto molto se non farsi crescere i capelli e vendere maglioni di Natale coi gattini. Bè sì, ha anche scritto Zoetic, frutto di una campagna fundraising e uscito lo scorso febbraio.
Niente più major quindi e sound cambiato drasticamente, più moderno ed elettronico ma sempre da far male ai feels.

 

HIT THE LIGHTS
2006
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Nel 2006 usciva This Is a Stick Up… Don’t Make It a Murder , uno degli album fondamentali del nostro genere (e anche uno di quelli più bullizzati e underrated) dite poco?
Dopo questo disco la storia non è stata clemente con gli Hit The Lights che ci salutano nel 2012 con Invicta, un disco che è piaciuto solo a Sara.
2016
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Dopo un breve periodo di silenzio la band torna nel 2015 con Summer Bones, disco che ha tutte le carte in regola per diventare generazionale per i pop punk kids di oggi visto che segue perfettamente gli standard di questa ex-nuova ondata.
Hanno da pochissimo pubblicato un EP in cui alcuni dei loro brani più noti sono rivisitati in chiave acustica.
ZEBRAHEAD
2006
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Gli Zebrahead sono in giro addirittura dal 1996 ma il 2006 è l’anno di Broadcast to the World, primo album con il nuovo cantante Matty Lewis!
2016
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Poco è cambiato a casa Zebrahead: la band non si è mai fermata, non ha mai cambiato suono, ha sempre usato la propria formula vincente per divertire e divertirsi.
Solo un piccolo cambiamento nella line up: Greg Bergdorf lascia la band per diventare papà a tempo pieno ed al suo posto arriva il baffo d’oro Dan Palmer.
A fine 2015 esce Walk The Plank undicesimo disco della band.
SET YOUR GOALS
2006
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è l’anno di Mutiny!, primo disco della formazione californiana e pietra miliare del melodic hardcore.
Dopo la dipartita del batterista Mike Ambrose (che poi ha formato i Misser, unica band di cui abbiamo parlato nella rubrica newcomers a non essere diventata famosa), la band rimane in uno stato di ibernazione per un bel po’ di tempo.
2016
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Nel 2015 i Set Your Goals si scongelano e sorpresa sorpresina torna anche Ambrose. Non hanno ancora fatto uscire niente però.
THE STARTING LINE
2006
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Se sei un pop punk kid nato nei 90s sarai sicuramente affezionato ai The Starting Line ed alla voce perfetta di Kenny Vasoli, e ti scrivevi sull’Eastpack le frasi di Say it Like You Mean it e Based on a True Story.
Nel 2006 la band firmava con Virgin e poco dopo usciva l’ultimo disco Directions.
Due anni dopo AbsolutePunk annunciava lo scioglimento della band.
2016
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Dal 2009 ad oggi Vasoli e i suoi compagni ci hanno sempre illusi con delle toccate e fughe su qualche palco americano o inglese, o australiano. La cosa che fa ridere è Matt che diceva “we’re not back together we’re taking a break from our break”. No non fa ridere, fa bestemmiare.
Ora è uscito un EP di 3 pezzi (8 anni per fare 3 pezzi) Anyways ma la situazione di disagio non è cambiata.
MAYDAY PARADE
2006
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Nel 2006 i Mayday Parade stavano ancora scegliendosi il nome. C’era ancora quel gran bel pezzo di Jason Lancaster e da lì a poco sarebbe uscito A Lesson In Romantic.
2016
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Black Lines segna la svolta nel sound di una band di cui nessun fan sentiva il bisogno di un cambio di sound. Fanno le dive e se non sentono “one more song” non fanno l’encore.
Jason Lancaster non è mai tornato indietro e ha pure sciolto i Go Radio.
YELLOWCARD
2006
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è l’anno di Lights and Sound, album accolto in modo fin troppo freddo e ancora oggi sottovalutatissimo.
Gli Yellowcard ai tempi erano nel pieno del loro splendore, e ancora non stavano pensando alla futura pausa di riflessione.
2016
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C’è stata una pausa e dopo di essa sono successe cose: più di un paio di album, un po’ di cambi di line up (altro che five becomes four), diverse sperimentazioni, ripensamenti e altre sperimentazioni.
E adesso?
Ocean Avenue dall’inizio alla fine?????
NEW FOUND GLORY
2006
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L’uscita di Coming Home segna un po’ il declino dell’epoca d’oro della band, iniziata nei primi anni 2000 col self titled ed ancora di più con Sticks and Stones.
La band non si è mai propriamente fermata, ha solo fatto passare un po’ troppo tempo tra questo disco e Not Without A Fight che è la rivincita dell’easycore.
2016
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L’ultimo album risale ormai al 2014.
La band non ha mai perso la scintilla presentando una tra le line up più solide di sempre.
E vederli dal vivo è sempre una festa (quando non ci siete voi che invadete il palco per farvi le selfie)
PANIC! AT THE DISCO
2006
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Dopo l’enorme successo del disco di debutto A Fever You Can’t Sweat Out, nel 2006 cominciano i disagi nella nuova formazione. Brent Wilson lascia immediatamente la band senza mai spiegare il motivo. Arriva Jon Walker. Anche il ! lascia la band prima dell’uscita di Pretty. Odd.
Tour mondiali, festa vera e poi Jon Walker e Ryan Ross lasciano la band.
Il primo senza troppi disagi, il secondo distruggendo i cuori di quelle che scrivevano le fanfiction su rydon (che secondo me è sempre stato un pokémon).
Ah si questi facevano i Young Veins, che non so se esistono ancora. Arrivano Ian Crawford e Dallon Weekes (e con lui la lingua), torna anche il ! ed esce Vices and Virtues.
Poi inizia il disagio perché Ian non ho capito dove è finito, Dallon diventa membro ufficiale esce un disco brutto col titolo troppo lungo che non ho voglia di scrivere, poi Dallon torna a essere solo turnista, Spencer che in tutto questo sembrava lì tranquillo a farsi i fatti suoi invece si nascondeva a drogarsi e quindi rehab e lascia la band per forza di cose.
2016
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Brandon Urie è praticamente una one man band, esce Death Of A Bachelor e da quello si capisce che non aveva neanche bisogno di tutti sti disagi. Dallon Weekes è ancora turnista e ha ancora la lingua. Quello dei Valencia suona la batteria.

 

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