“Misadventures” by Pierce The Veil

di Michele Pioveguado

Pierce_The_Veil_-_Misadventures_use.jpgDopo un’attesa di quattro anni torna sulle scene la post hardcore band californiana Pierce The Veil, con un nuovo album “Misadventures” via Fearless Records.
Il disco è stato atteso con molta ansia e le aspettative sono sempre state altissime, considerata anche la qualità del singolo “The Divine Zero” rilasciato lo scorso anno.

L’album è catchy ed immediato, forse abbraccia fin troppo il lato più pop e commerciale della band ma resta tutt’altro che banale.
A parte la copertina, quella è noiosissima.

La principale pecca dell’album è che molti dei brani sono privi di un qualsiasi accenno a un qualsivoglia principio di scream. Un urletto qui e un urletto là, per il resto la voce di Vic Fuentes è pulitissima

I due singoli con il quale il disco è stato lanciato sono davvero due gioiellini, parlo ovviamente di “The Divine Zero” e “Texas Is Forever”, e se la regola d’oro è “mai rilasciare i brani più belli del disco, altrimenti tutto il resto sembra mediocre” qui il rischio non si corre: Misadventures sorprende per la sua freschezza, per la cura dei dettagli nelle canzoni in ogni loro aspetto, e soprattutto per i testi, che sono sempre stati un punto di forza della band e punto di riferimento per i giovani fan, ma qui riescono davvero a spiccare per maturità e carica emotiva

Il terzo brano estratto in anteprima “Circles” ad esempio, è stato scritto richiamando i fatti verificatisi a Parigi lo scorso novembre, e racconta la storia di una coppia presente al Bataclan in quella terribile notte. Il brano è energico ma sempre molto pop, sulla falsa riga di “Hold On Til May”.

Tra i brani più particolari citerei “Today I Saw The Whole World” piacevole, dai toni aggressivi e incisivi, nel quale la band riesce a dimostrare la propria bravura, forse fin troppo messa in discussione da chi è un po’ troppo prevenuto.
Promuovo a pieni voti “Sambuka”, nonostante il titolo sia scritto sbagliato, in quanto è il brano che più ci si aspetta dai Pierce The Veil, un inizio molto pop, che si conclude con un bellissimo screamo accompagnato da una magistrale esecuzione strumentale. (Sì finisce con un bellissimo breakdown, viva i breakdown).
“Floral and Fading” al contrario è il brano che meno ci si aspett; molto diverso rispetto alle sonorità tipiche della band, forse più soft ma altrettanto orecchiabile. Parla di come l’internet possa essere un ambiente ostile anche per i personaggi pubblici.

In generale si sente la volontà della band di fare un passo in una nuova direzione, forse più vicina alla melodia ma senza stravolgere troppo le proprie dinamiche .
I loro testi elaborati e carichi di emozione forse stridono un po’ accostati a questi ritmi più allegri, ma alla fine il cambiamento giova sempre alle band.

VOTO: 3,5/5

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