Interview with The Winter Passing

di Alessandro Mainini

Warning: English version available below

winter passing.jpgIn occasione del mio roadtrip della sfiga, ho avuto il piacere di chiacchierare con gli irlandesi The Winter Passing.
Ecco cos’hanno raccontato. 

Una domanda per rompere il ghiaccio: come sta andando il tour? È il tour più importante che abbiate fatto nel Regno Unito sinora?

Rob: Sì, questo di sicuro è il tour dove abbiamo suonato nei locali più grandi sinora. Abbiamo già aperto dei concerti abbastanza importanti, ma questo è il primo tour di alto profilo che abbiamo mai fatto. La prima data era ieri sera a Bristol ed è andata alla grande, ci siamo davvero divertiti. Ci ha dato la giusta carica per stasera.

Quando avete iniziato a sviluppare un interesse per la musica? È una cosa di famiglia o l’avete sviluppato da soli?

Rob: Da piccoli ascoltavamo più che altro musica pop. La prima band di cui mi sono innamorato erano gli Hanson, avevo tipo 7 anni. Suonavano degli strumenti, avevano un batterista e io pensavo “Wow, guarda quanto spacca! Voglio fare anch’io come lui!” Abbiamo entrambi preso lezioni di pianoforte sin da piccoli, poi io volevo suonare la chitarra e la batteria, quindi Kate ha continuato ad andare a lezione e io ho smesso, anche se adesso mi sono abbastanza pentito. E sì, in generale nostro padre è molto appassionato di musica, è anche lui un musicista, e i nostri genitori ci hanno sempre incoraggiati a suonare.

Che tipo di persone siete al di fuori del mondo della musica? Cosa fate nel tempo libero?

Kate: Io mi sono laureata in Servizi sociali, quindi aiuto gli anziani e lavoro in una casa di riposo. E per il resto… cosa faccio? Non faccio molto altro oltre a suonare.
Rob: Sì, lavori in una casa di riposo. E ti piace fare escursioni, no? Vai sempre in giro ad esplorare i posti.
Kate: Sì, mi piace riempire le giornate il più possibile.
Rob: Io faccio il parrucchiere a Dublino quando non siamo in tour. Mi piace molto come lavoro, trovo che sia simile alla musica: è un lavoro rilassante. Se dovessi fare il parrucchiere per tutta la vita penso che non mi dispiacerebbe, anche se la mia passione principale resta la musica. E mi piace anche collezionare dischi.

Ah, stavo appunto per chiedervi se siete collezionisti di dischi!

Rob: Io ho una collezione molto ampia. Kate non ha una collezione molto grande, ma ha…
Kat: Ho dei dischi, ma non ho il giradischi. Quindi non li colleziono sul serio
Rob: Kate ha dei dischi rarissimi. Siamo andati a sentire i Basement a Dublino ad uno dei loro primi concerti tipo 7 anni fa, e abbiamo la prima uscita del loro primissimo 7”. Qualche mese fa per caso volevo scoprire quanto valevano questi 7”, e ho visto su Internet che venivano valutati 200 sterline. Pazzesco. Insomma, ha dei vinili super-rari.
Kate: Sì, e solo perché li ho comprati perché andavo a sentire quelle band e mi piacevano.

E quali sono le perle della tua collezione?

Rob: Recentemente ho iniziato a collezionare i dischi di Mac DeMarco, e sto cercando di comprare tutte le diverse varianti per ognuno. Ho tutti i dischi dei Brand New e dei Gaslight Anthem. Ma ho anche un sacco di dischi di band irlandesi. Io vivo a Dublino, e ogni sabato di fianco a dove lavoro mettono sù una bancarella che vende dischi, e il sabato sera quando esco dal lavoro compro sempre qualche 7” o 12”.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del fare rock in Irlanda? Immagino che le band inglesi tendano ad avere più opportunità?

Rob: Sì, chiaro. Per me il problema principale è che dobbiamo attraversare un oceano per venire qui. Nel mio mondo ideale, dico sempre che sarebbe fantastico se ci fosse un ponte tra Dublino e l’Europa. Sarebbe davvero comodo per noi, perché ad esempio è già capitato che ci invitassero a fare un concerto a Londra o da qualche altra parte, e per motivi economici e di lavoro non abbiamo potuto accettare, mentre se vivessimo nel Regno Unito, sono sicuro che potremmo andare in tour molto più spesso. Ma ci piace davvero troppo l’Irlanda per pensare di lasciarla. È il Paese più bello del mondo.

Cosa fate di solito appena finito un concerto?

Kate: Direi che smontiamo le nostre cose e cerchiamo di rilassarci un momento.
Rob: Io di solito prima di suonare sono abbastanza agitato, quindi non faccio mai un pasto completo. Poco fa ho mangiato un frutto e non mi va di cenare, per cui di solito ora che finiamo di suonare ho una fame tremenda, e corro letteralmente a farmi un cheeseburger o qualcosa del genere.

So che avete un’etica piuttosto DIY, quindi come vi schierate a proposito dei biglietti VIP che di questi tempi vengono offerti da un numero sempre maggiore di band?

Rob: Personalmente non mi piacciono, per me è una cosa stupida, è una truffa per fare soldi. Piuttosto preferisco riempire il locale. Quando andiamo in tour, tutti i concerti costano sulle 5 sterline o anche meno: giusto per avere la certezza di ripagare tutti quelli che hanno investito i loro soldi, ma senza derubare la gente.
Kate: Non vogliamo derubare la gente. Vogliamo solo che possano venire a sentirci, sperando possibilmente di piacergli. Il punto non è quello di arricchirci coi loro soldi.
Rob: Sai, in realtà capisco perché le band e i loro manager puntino sui biglietti VIP o cose del genere, e c’entra con la situazione attuale nel mondo della musica: la gente non compra più CD e dischi come prima, ed è proprio per questo che le band ricorrono a metodi come i biglietti VIP. È decisamente complicato sopravvivere e mantenere attiva una band.
Kate: Per molti musicisti che suonano a tempo pieno, cose come queste rappresentano il loro stipendio, quindi posso capire perché lo facciano.
Rob: Diciamo che non fa per me, ma non ho nulla in contrario se qualcun altro lo fa.
Kate: Ne hanno bisogno per tirare avanti. Io però personalmente non andrei mai a comprare un biglietto VIP.

Seguendovi sui social, so che siete piuttosto attivi su temi importanti nella nostra scena come il sessismo. L’anno scorso siete andati in tour negli Stati Uniti: avete notato qualche differenza nell’approccio al sessismo che abbiamo in Europa rispetto all’America?

Kate: Mah, io continuo a vedere cose simili dovunque vada. Ad esempio il fonico del locale dove suoniamo che viene a spiegarmi cosa devo fare per collegare gli strumenti. In realtà in questo tour, anche se per ora abbiamo fatto solo una data, ancora nessuno è venuto a dirmi cose tipo “Ma sai dove va messo questo?” o simili.
Rob: A Kate non piace l’idea che la gente pensi che siccome è una ragazza abbia bisogno di essere aiutata più degli altri. Sa benissimo da sola quello che deve fare.
Kate: Esatto. Anzi, preferisco proprio fare da sola. Non so se ho notato una vera e propria differenza… è un tema su cui l’interesse è in crescita, e più se ne parla, più se ne discute, più la gente comincia a cambiare idea, che ovviamente è il mio obiettivo. Ma in termini di differenze nell’approccio, direi che non ne vedo. Le cose vanno allo stesso modo nel mondo intero, a prescindere dall’industria. Trovi sempre lo stronzo che ti fa pensare che nell’intera industria succedano queste cose. Ma sento davvero che la gente è molto più consapevole del problema, e i concerti sono già molto diversi rispetto a quando ho iniziato ad andarci.
Rob: La gente cresce assorbendo le opinioni e gli ideali delle loro band preferite. A molti piace comunicare i propri pensieri, ed è una cosa che facciamo anche noi. Mi ricordo una volta in America che c’era questo tizio ubriaco che continuava a salire sul palco e ad importunare Kate e lei gli diceva tipo “ma ti levi?”. Siamo tutti qui per divertirci, ma tu così impedisci a me di divertirmi.
Kate: Esatto. Io non ho mai comportamenti aggressivi nei confronti di nessuno, ma quel tizio a momenti mi saliva sulla tastiera, e mi dava decisamente fastidio.

Prendereste a calci un fan per buttarlo giù dal palco?

Kate: Non so se prenderei a calci un fan! (ride) Probabilmente gli chiederei gentilmente di levarsi.
Rob: Non prenderei a calci un fan, ma magari gli darei una spintarella o qualcosa del genere. Non so, gli direi “Ascolta, ti sposti? Stai invadendo il mio spazio”. Gli tirerei un calcio volante tramite la mia espressione facciale.

Ho visto su Internet qualche foto di Roscrea (la città natale della band, NdR) e mi sembra un bel posto. Sentite ancora di non avere “più niente in comune con nessuno se non l’accento del Tipperary”? (citazione dalla loro canzone Crooks, NdR)

Rob
: (ride) Penso che sia la domanda più bella che mi abbiano mai fatto!
Kate: (ride) È la domanda più bella della storia!
Rob: Quella canzone l’ho scritta quando ero molto più giovane. Continua a non piacermi la mentalità limitata tipica di ogni paesino al mondo, non solo del nostro. Io non vivo più a Roscrea, Kate sì, ma col tempo sto imparando ad apprezzare maggiormente le cose che mi circondano, quindi ora apprezzo anche la nostra città. Comunque ho tuttora ben poco in comune con chi ci vive… alle superiori la gente di solito non ascolta la musica rock, e di conseguenza a chi la ascolta viene sempre dato un soprannome strano. Noi venivamo chiamati “hairies” perché avevamo i capelli lunghi. O anche “Korn dudes” perché ascoltavamo i Korn. La gente mi chiamava anche “Kurt Cobain” a scuola… in realtà mi sa che ancora adesso mi chiamano così perché suono in una band, e… siamo ancora sulla stessa domanda? Quella su Roscrea? Non so… io adesso ho 25 anni; quando ho scritto Crooks ne avevo 21, per cui credo di aver imparato molto nel corso degli ultimi due o tre anni, ed ho imparato ad apprezzare la nostra città per com’è fatta.
Kate: Sinceramente mi piace andare via da Roscrea e poi tornarci, invece che restare lì tutto il tempo, perché io al momento ci vivo e ci si annoia a morte, non c’è granché da fare.
Rob: Ci sono degli ottimi spunti architettonici a Roscrea; c’è un castello enorme in mezzo alla città.
Kate: Sì, però ormai è una cosa che non apprezzo più tantissimo perché la vedo tutti i giorni. Ci ho fatto l’abitudine. Roscrea è casa mia e ci tornerò sempre, ma se la prospettiva è di viverci per sempre e parlare ogni giorno con le stesse persone… beh, voglio andarmene il prima possibile.
Rob: È il caso di dire “ci viviamo, ma forse non ci moriremo”, se si capisce cosa intendo. Penso che potrebbe tranquillamente essere un testo dei Basement. Chissà. Mi piace.
Kate: Direi che potremmo rubarlo quel testo. (ride)

Se vi chiedessi di suggerire ai nostri lettori 3 band underground irlandesi che vale la pena di conoscere, cosa ci direste?

Rob
: Ok, la prima la sappiamo entrambi perché la dico ogni volta.
Kate: Chewing on Tinfoil.
Rob: Esatto. Sono bravissimi.
Kate: Come seconda band direi gli Stairwells.
Rob: Bravissimi anche loro, siamo anche molto amici. A me piace una band chiamata The #1s (The Number Ones). Fanno un power pop un po’ retro che assomiglia ad una versione irlandese dei Buzzcocks. E sono fantastici, sono davvero catchy: se devo fare le pulizie ascolto quasi sempre loro perché mi mettono di buonumore.
Kate: Sissy.
Rob: Esatto, ottimi anche loro. Facciamo che ne diciamo altre 3. A Cork c’è una band molto brava, si chiamano The Altered Hours. Fanno una specie di shoegaze, ci stanno, e hanno appena pubblicato un album. Possiamo anche definirli indie pop o qualcosa del genere, sono female-fronted, davvero bravi.
Kate: Ah, September Girls!
Rob: Sì, anche! E il mese prossimo faremo un concerto a Dublino con una band metalcore che è uno dei migliori prodotti irlandesi. Io non sono esattamente il più grande fan del metalcore al mondo, ma i Red Enemy li ho visti più volte e sono tra i migliori musicisti che abbia mai visto suonare, sono davvero bravi musicalmente parlando.
Kate: Mi sa che ne abbiamo dette almeno 6 o 7 di band! (ride)
Rob: In realtà sai cosa potreste fare? Abbiamo fatto una playlist su Spotify per 6131 Records, si chiama Essential Irish, lì ci trovate un sacco di roba e probabilmente vi aiuterà anche a trovarne dell’altra. Presto tutte loro diventeranno le band più famose del mondo! (ride)

Cosa riserva il futuro per i The Winter Passing una volta finito questo tour?

Rob: Ultimamente stiamo scrivendo un bel po’ di materiale nuovo, e abbiamo un po’ di tour in arrivo quest’anno. Il nostro primo album ha avuto un discreto ritardo in fase di pubblicazione, quindi anche se è uscito da poco, abbiamo avuto già modo di scrivere del nuovo materiale nel frattempo, per cui abbiamo tutta una serie di nuove canzoni che per ora suoniamo solo in sala prove. Ma l’obiettivo principale resta quello di divertirci ancora di più quest’anno rispetto all’anno scorso.
Kate: E l’anno scorso ci siamo divertiti davvero tanto.
Rob: L’anno scorso ci siamo divertiti quasi troppo! Ma cercheremo di divertirci ancora di più.
Kate: Beh, direi che con questo tour le premesse ci sono tutte.
Rob: C’erano già col tour precedente, l’ultimo tour è stato bellissimo. Insomma, cerchiamo di divertirci, facciamo il nostro lavoro, e finché resta un divertimento andremo avanti per un bel po’ di tempo.

Ultima domanda: cosa ne pensate delle uova?

Kate: (ride) Delle uova? Non mi piacciono in camicia e neanche strapazzate… le preferisco all’occhio di bue. E anche… ma sai che questa è la domanda più strana della storia? (ride)
Rob: A me le uova piacciono, però l’idea di un uovo… ehm, mi fa un po’ passare la voglia. Non per essere volgare, eh, ma alla fine… l’uovo è il ciclo delle galline!
Kate: (ride) Oddio! (ride ancora di più)
Rob: Sul serio! Me l’ha detto così tanta gente che la cosa ormai mi fa un po’ senso. A volte mi capitano periodi in cui le uova mi piacciono e periodi in cui non mi piacciono. Se facessi la stessa domanda al nostro bassista Neil, ti direbbe quanto non gli piacciono le uova, perché lui segue lo stile di vita vegano, ma per quanto mi riguarda, un bell’uovo all’occhio di bue su una fetta di toast me lo mangio volentieri. E mi spiace se qualche vegano si sente offeso.

Just to break the ice, how’s the tour going? Is it the biggest UK tour you’ve been on?

Rob: Yeah, this is the biggest capacity shows that we’ve ever played for sure. We’ve played some big shows as a support band, but this is the first kind of high profile tour that we’ve ever done. The first show was in Bristol last night, and it was really really fun, we had a good time. Feeling a lot more comfortable coming about to play tonight.

When did you start developing an interest in music? Was your family big on music or did you develop it on your own?

Rob: When we were young, we were listening to pop music a lot. The first band I ever fell in love with was Hanson, I was like 7 years old, they played instruments, they had a drummer, I was like “Oh, my God, he looks so cool playing the drums! I want to do that kind of thing!” And we both took piano lessons from a young age, then I wanted to play guitar and the drums. Kate continued with her piano, I bailed on piano, which I regret to this day quite a lot. But yeah, our father is very music-oriented, he’s a musician also, so we grew up with music all around us basically, and our parents were very supportive of us playing music as well.

What kind of person are you outside of the music world? What do you do in your free time?

Kate: I have a degree in Social Care, so basically I help out with older people in Irish society, and I work in an old folks’ home. And I just… what do I do? I don’t really do much outside of our band.
Rob: Yeah, you work in a nursery. And you like the hiking stuff, I guess, you’re always going adventuring and stuff.
Kate: Yeah, I like filling up my days as much as possible.
Rob: I work as a barber in Dublin when we’re not on tour. I actually really enjoy being a barber, I cut hair for a living, and it’s similar to music: it’s an easy-going job. If I had to be a barber forever, I wouldn’t mind, but my first passion in life is music. And I like to collect records as well.

Oh, I was actually going to ask you: are you record collectors?

Rob: I have a very extensive collection. Kate doesn’t have a large collection, but she has…
Kate: I have records; I just don’t have a record player. So I just don’t collect them really.
Rob: Kate has some really rare records. We’ve seen Basement play at one of their first ever shows in Dublin about 7 years ago, and we have first presses of their very first 7”, and I just randomly about 6 months ago wanted to find out what the value of these 7” were online, and it’s about 200£. It’s crazy. So she’s got like super limited rare vinyl.
Kate: Just because I picked them up because I thought they were cool.

And what are the highlights of your collection?

Rob: I’ve recently started collecting Mac DeMarco’s records, and then trying to find them on different weird variance as well. I have all of Brand New’s records, and I have all of Gaslight Anthem’s records. But then I have a lot of Irish releases as well. I live in Dublin and there’s a record stall goes up on a Saturday around the corner from where I work, and I always go after work on a Saturday evening and buy random 7” or 12” or whatever.

What are the upsides and the limitations of being a rock band from Ireland? Because I guess British bands tend to get a bit more exposure?

Rob: Yeah, sure. I guess it’s the fact that we have to travel across an ocean to get here. In my ideal world, I always say that it would be fantastic if there was a bridge from Dublin to Europe. I really do think that it would be very convenient for us, because there have been times where we’ve been invited to play a show in London or something, and because of financial reasons and work limitations we couldn’t make certain opportunities, whereas if we were living in the UK, I’m sure we could jump on some really exciting tours. But we just bloody love Ireland too much to leave Ireland. It’s the best country in the world.
Kate: Big statement.
Rob: True statement. I back it 100%.

What do you usually do once the show is over?

Kate: Probably load out, take down our stuff, and just kind of chill for a minute.
Rob: I usually get kind of nervous before playing, so I don’t actually eat a full meal. I had some fruit now and I don’t really feel like eating, so usually by the time that I’m finished playing, I’m so hungry, and literally run to any bloody cheeseburger or something like it straight away.

Since you have a pretty DIY identity, what’s your stance on VIP tickets that more and more bands seem to be offering these days?

Rob: I don’t like it personally, I think it’s silly, I think it’s a money-making scam. I would rather fill a room, and I mean, when we go on tour, all of our shows are usually like 5£ or less, and it’s just to make sure that everybody gets covered, but it’s not to rob people.
Kate: You don’t want to rob people of their money. All we want is for them to hear us and hopefully like us. It’s not about really making a lot of money off them.
Rob: I guess I can see why bands and management people push forward VIP packages or whatever, and I guess that comes because of the modern state in music right now: people don’t buy CDs and records as much as they used to. That’s exactly why more and more bands do it, it’s because it’s very hard to survive and to operate a band.
Kate: For most bands who are actually doing this as a full time thing, all of this kind of things are their wage, so I can understand it.
Rob: It’s not my thing, but I don’t mind anybody doing whatever they want to do.
Kate: It’s what they need to do to get by, but I mean, I won’t be going buy one personally.

Following your social media, I know you’ve been quite active on important issues in our scene like sexism, and since you’ve been to the States last year, did you notice any difference in the approach we have to sexism in Europe compared with the States?

Kate: I still see the same things pretty much anywhere I go. I still sometimes get the sound person telling me what to do. Actually, I know we’ve only played one night, but this tour has been a tour where no one’s coming up to me and being like “Oh, do you know where to put this thing?” and stuff.
Rob: Kate doesn’t like the idea of people thinking because she’s a girl she needs extra help. She can do her stuff.
Kate: Yeah. I’d rather do it myself. I don’t know if I see a difference because I think it’s a growing issue, and the more that it’s talked about and the more that it’s discussed and out there, people’s minds start to change, which is obviously what I want. But in terms of “do I see a difference between the two?”… not really. It doesn’t matter what industry you’re in, it’s going to be the same everywhere across the world. You’re always going to run into one asshole that makes it seem like the rest of that industry is doing this. But I do feel that the awareness is growing so much, and shows are so much different from when I started going to my first shows.
Rob: People grow with the opinions and mindsets of their favourite bands. A lot of people make statements, and we like to make statements as well. I remember when we were out in America and there was some drunk dude, he was all up in Kate’s face near the mic, and she was just like “get the fuck back”. We’re all here trying to have fun; you’re stopping me from having fun.
Kate: Yeah, I would never aggressively do anything to anyone, but he was literally nearly on top of my keyboard, so that kind of pissed me off.

Would you kick a fan off stage?

Kate: I don’t know if I’d kick a fan off stage, hahah! I’d probably politely ask “Would you mind me even?”
Rob: I wouldn’t kick a fan off stage, but I may give him a little nudge or whatever. I’d tell him like “Hey, man… move over, you’re in my space”. I’d express with my facial expressions a pose to fly kick him.

I saw some images of Roscrea [the band’s hometown] on the web, and it seems like a very nice place, so do you still feel like you “have nothing left in common with anyone except a Tipperary accent”? [quote from their song Crooks]

Rob: Hahah, I think that’s probably the best question I’ve ever been asked!
Kate: That’s the best question ever!
Rob: I wrote that song when I was a lot younger, so I do still feel quite similar to the small-mind mentality that is within any small town anywhere in the world, not our own town only. I mean, I don’t live in Roscrea anymore, Kate still lives there, but as time goes by, I learn more to appreciate everything around me, so I do appreciate our hometown now. I still don’t have a whole lot in common with anybody though… people don’t listen to rock music when you’re in high school, and growing up there’s always a crazy name given to everybody who listens to rock music. They used to call us “hairies”, because we used to have long hair. We used to be called “Korn dudes” all the time because we’d listen to Korn. People used to call me “Kurt Cobain” when we were in school, they were like “Hey, Kurt Cobain”… they probably still call me Kurt Cobain because we’re in a band… Are we still on the same question about Roscrea? I don’t know… I’m 25 now, I wrote Crooks when I was maybe 21 years old, so I feel like I’ve learned a lot more over the last couple of years, and I’ve learnt to appreciate our hometown for everything that it is… so I do feel the same about what I said in the song, but I have grown to embrace our town.
Kate: To be honest it’s nice to go away from Roscrea and come back to it, more so than stick there because I currently live there, and it’s extremely boring, there’s not much to do.
Rob: There is some great architecture in Roscrea, there’s a full-blown really big castle in the middle of the town.
Kate: But that’s something that I don’t appreciate anymore because I see it every day. I’m used to it. But you know, I like Roscrea because it’s my home and I’ll always come back to it, but in terms where I’ll stay there forever and talk to the same people that I talk to everyday… I want to get out as soon as possible.
Rob: It’s a case of “we live there, but we may not die there”, you know what I mean? I feel like that could be a lyric in a Basement song. Maybe. I like this.
Kate: Maybe we’ll rob that lyric.

If you had to suggest our readers 3 cool underground Irish bands to listen to, what would you say?

Rob: Okay, we both know the first one anyway because I say it every time.
Kate: Chewing on Tinfoil.
Rob: Yes. They’re awesome.
Kate: Second I would say Stairwells.
Rob: They’re awesome, they’re good friends. I love a band called The #1s (The Number Ones). They’re a retro power pop band that sounds like an Irish version of the Buzzcocks. And they’re fantastic, they’re so catchy, I mean, if I have to clean my house, I usually listen to The #1s because that just puts me in a good mood.
Kate: Sissy.
Rob: Yeah, they’re really cool. Let’s address three more. There’s a really good band in Cork, they’re called The Altered Hours. They’re a shoegaze-y kind of band, it sounds awesome, and they just released an album. It’s like indie pop or whatever, they’re female-fronted as well, it’s so good.
Kate: Oh, September Girls.
Rob: Yeah, and we’re playing a gig with a metalcore band from Ireland, they’re fantastic Irish export. I won’t be the biggest metalcore fan in the world, but I’ve seen this band called Red Enemy several times, and they’re some of the greatest musicians I’ve ever seen play, I mean, they’re just so great at playing music. We’re playing a co-headliner in Dublin with them next month.
Kate: I think we gave you like 6 or 7 bands, hahah!
Rob: Actually, you know what you could do as well? You could just check out a Spotify playlist that we made for 6131 Records, it’s called Essential Irish, you’ll find loads of stuff there and that will probably help you find more. They’re all gonna be the biggest bands in the world soon, hahah!

What’s next for The Winter Passing after this tour is over?

Rob: We’ve been writing a lot recently, and we have some tours and stuff coming up this year. We had quite a delay with our debut album, so although it’s just come out, we’ve been writing for a while, so we have a whole bunch of new stuff that we’ve been messing around in the practice space. But the main goal is to have an even more fun year this year than last year.
Kate: And we had a lot of fun last year.
Rob: And we had almost too much fun last year, but we’re trying to double it.
Kate: So we’re off to a good start with this tour.
Rob: We were off to a good start with the last tour, the last tour was sick. Yeah, we’re just having fun, we’re doing our thing, and as long as it remains being fun, we’ll be doing it for a lot longer.

Last question: what do you think about eggs?

Kate: Hahah, what do I think of eggs? I don’t like them poached or scrambled… I prefer fried eggs. And a lot of… yeah, that’s the weirdest question ever!
Rob: I like eggs, but the idea of eggs… hem, kind of puts me out. I don’t want to be rude or anything, but I think… an egg is a chicken’s period!
Kate: Oh, my God! Hahahah!
Rob: Literally. I think that’s the fun fact. So many people have told me that for years and it’s kind of freaked me out. Sometimes I go through stages of liking eggs and not liking eggs. And if you ask this question to our bass player Neil, he would strongly tell you how much he doesn’t like eggs, because he loves the vegan lifestyle altogether, but me, I love a good fried egg on a slice of toast, sorry if that offends any vegan.

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