Drive North by SWMRS

di Riccardo Volpe

300xNx2421FC195-0543-877D-BDD3C812341E0A5F.jpg.pagespeed.ic.UHavognq8bVista come una delle band più raccomandate del circuito alternative, i SWMRS hanno pubblicato il loro primo Full Lenght “Drive North” attraverso Uncool Records di loro proprietà.
Il disco richiama da subito una certa attenzione anche perché è stato prodotto da Zac Carper dei surfpunkers FIDLAR, facendoci intuire sin da subito le nuove intenzioni della pop-punk band che precedentemente veniva chiamata “Emily’s Army”.
Il disco, si apre con l’energica “Harry Dean”, una canzone garage-punk bella spinta e con una voce urlata e distorta. A seguire invece troviamo la super-catchy “Brb”, un brano pop-punk che si farà cantare sin da subito, filtrato comunque da questo nuovo sound più garage che la band ha voluto ottenere. “Miss Yer Kiss”, “Turn Up”, “Ruining my Pretending”, “Hannah” non sono altro che delle filler songs vaganti in un minestrone indie pop dai ritmi orecchiabili ma ridondanti e un po’ noiosi che potrebbe essere apprezzato da ascoltatori non punk-friendly. “Figuring it Out” (uno dei singoli usciti per promuovere il disco) ricalca il mood che abbiamo già avuto modo di incontrare in “Brb”: ritmi pop-punk e “Woah-oh-oh” super pop rendono questa canzone una delle più orecchiabili e allo stesso tempo meno anonime della band.
Anche in “Uncool” e “D’You Have a Car” troviamo eco pop-punk di dubbia originalità rimescolate in salsa garage/lo-fi che verso gli ultimi secondi prendono una piega più heavy e molto apprezzabile.
La traccia più geniale di tutto il disco e forse di qualsiasi altro disco dell’anno rimane comunque “Miley”, un inno dalla discutibile serietà dedicato alla nostra pop-icon preferita, ovvero Miley Cyrus.
La traccia dipinge l’ex idolo disney come una “punk rock queen” a causa dei comportamenti sregolati che ha avuto negli ultimi tempi e lo fa con dei ritmi indie e garage che hanno anche un certo impeto grunge molto moooolto azzeccato, vi assicuro che la canterete per giorni.
Il disco si conclude infine con il sound più calmo e grungy di “Silver Bullet” e con la cattivissima title-track “Drive North” che ribadisce lo stile intrapreso dalla band con urla agitate e chitarre frenetiche.
Se in Italia la musica dei raccomandati la identifichiamo con brutte esperienze come “La Canzone del Capitano” direi che qui per lo meno c’è un sound più studiato e che sta cercando di staccarsi dalle proprie radici. In attesa di altri lavori che identifichino appieno le potenzialità della band, “Drive North” è un disco di facile ascolto e che va aggiunto alle playlist estive insieme a Wavves, FIDLAR e compagnia bella.

VOTO: 3,5/5

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