“Been Home Enough” by Why Everyone Left

di Michele Pioveguado

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Il 15 marzo, dopo una lunga attesa, i Why Everyone Left rilasciano il loro secondo EP“Been Home Enough”. Anche questa volta, come per il primo lavoro “Stake Everything”, la band carica tutto il lavoro di registrazione sulle proprie spalle, dimostrando però un netto salto di qualità. L’EP è composto da cinque brani, due dei quali sono stati rilasciati anticipatamente. Dopo un primo ascolto, si nota subito come il sound si sia moderatamente alleggerito, i breakdown e lo scream non la fanno più da padroni, ma lasciano spazio a un’atmosfera più vivace, con qualche eccezione.

Il brano d’apertura è “The Only Promise”, che si afferma come il pezzo più veloce dell’intero EP. Le lyrics trattano una tematica molto amata dal genere pop punk:”Wake up at 10 on a cold floor with my best friends and then 4 hours in the van, my only certainty is that I feel alive”. Con un testo ed una melodia facili da ricordare, il brano procede senza intoppi, concludendosi con un bel coretto, che sicuramente sarà di grande effetto durante gli show live.

Si prosegue con “Do It Again”, singolo rilasciato a inizio mese, caratterizzato da una grande energia e definibile dall’onnipresente e eccessivamente usato aggettivo catchy. Da qui deriva appunto la scelta, devo dire ottima, di presentarlo come singolo a presentazione dell’EP.

Il brano cattivo che ci si aspetta finalmente arriva: è la terza traccia “Anxiety”. In automatico parte il confronto con “Battlefield”, ovvero la controparte cattiva del primo EP. Per quanto sia apprezzata quest’ultima, non regge il paragone: il lavoro svolto su “Anxiety” è di un altro livello. Il testo è ben scritto e tratta una tematica decisamente pesante, cosa che si trasmette poi sull’intera melodia del brano. Arriva anche lo scream, finora assente, arricchito da un ritmo più marcato.

La vera chicca del disco è la apparentemente festosa “Long Nights And Drives”, che in realtà si nasconde dietro ad una maschera di velata rabbia. Il tema della rinascita traspare non solo dal testo, ma anche dalla melodia, arricchita da tanti cori e gang vocals che donano un tocco di drammaticità al tutto, anche se la linea vocale la rende vivace. Questa ambivalenza è quasi inspiegabile, e forse è proprio per questo motivo che il brano vince il premio come brano migliore, non solo dell’EP, ma dell’intero percorso dei Why Everyone Left.

Per quanto avrei apprezzato il brano precedente come conclusione del lavoro, il compito spetta alla ormai hit della band “Pack Your Sh*t”. Con una scelta non troppo condivisibile, la band sceglie di inserire il brano, uscito a giugno, nel nuovo EP. Ricordando le sonorità dei Chunk! No, Captain Chunk!, la canzone rappresenta appieno il genere presentato fino ad ora dalla band.

In conclusione, nessuno brano lascia una nota negativa e, anche se alcune scelte non siano del tutto apprezzate e nonostante ci si potesse aspettare un brano in più, ci si può assolutamente accontentare di questo ottimo EP, che speriamo possa aprire finalmente la strada a questa band emiliana, che si merita molto di più di quanto sta avendo al momento.

VOTO: 4+/5

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