“I Don’t Think It Is” by Say Anything

di Michela Rognoni

downloadCome un fulmine a ciel sereno, come Babbo Natale a Giugno, come il virus intestinale d’estate, il 6 Febbraio arriva “I Don’t Think It Is”, nuovo inaspettato lavoro dei Say Anything, che è anche l’album con il peggior artwork di sempre. 
La prima reazione dopo aver premuto play su Spotify è stata quella di controllare se non avessi erroneamente fatto partire qualcos’altro, qualcosa di poco sopportabile. “Give a Damn” con l’avanzare dei secondi migliora, ma nemmeno troppo, però il ritornello è orecchiabile anche in mezzo a tutto quel casino.
“17 Cocked Up Speeding” mi rassicura, è più somigliante ai Say Anything rispetto alla manifestazione dei black block di prima.
Lo vedo un po’ arrabbiato Max Bemis, o è arrabbiato o gli hanno maltrattato le corde vocali, perché si, è sempre stato diretto ed incisivo con la sua voce sporca e graffiante ma qui lo è più del solito.
Oserei dire che va anche un po’ incontro, insieme con le sonorità scelte per questo disco, alla tendenza che sta prendendo l’emo in questo periodo a sporcarsi di grunge e di spoken word.

Da qui in poi è chiara la direzione presa dal disco e nonostante possa risultare convincente per qualcuno che ascolta la band per la prima volta, per me è un grosso “what the fuck”.
Un “what the fuck” interessante, catastrofico, squisitamente lo-fi e anche piuttosto coinvolgente.

3/5

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