“Shelter” by Like Torches

di Martina Pedretti

12063751_896226863797742_7258185883954581115_n.jpgI freschissimi Like Torches, nuovi pupilli di Rude Records, arrivano sulle scene con un nuovo disco“Shelter”, uscito il 22 gennaio e anticipato da due singoli.
Questi ragazzi sono scandinavi, due di loro sono fratelli, e hanno alle spalle un disco self-funded prodotto dai due Ryan degli Yellowcard, la cui influenza si percepisce anche su questo nuovo album. Sono stati in tour come band come We Are The In Crowd, Set It Off, Yellowcard, As It Is, The Story So Far e hanno partecipato al Vans Warped Tour Europe/UK.  Si definiscono alternative rock, con qualche influenza emo e pop punk, e ogni tanto screamano anche. 

“Swing By Swing” è il secondo singolo estratto ed apre il disco con il botto. Un brano carico di energia in cui le voci dei due fratelli risultano ben amalgamate e capaci di aggiungere quel tocco di cattiveria che rivoluziona l’intera traccia.

Medaglia d’argento a “Walking Home”, terzo brano dell’album, che fa la sua entrata di prepotenza. L’elemento importante che subentra a dare man forte alle due voci, sempre ben mescolate tra loro, è la batteria, che nel ritornello la fa da padrona. Con un ritmo martellante e incisivo, questa canzone si fa spazio tra le migliori canzoni del disco.

Sul gradino più alto del podio troviamo però “Skeletons”, un singolo pieno di una rabbia tendente alla tristezza, che alterna una voce malinconica a un ritmo deciso. I tanti sing along e coretti, permettono al brano di essere il perfetto anthem per tutti i kids che si sono sentiti traditi da altre persone. “You’ve got skeletons / I’ve seen all of them / So I leave now / I won’t be back again”.

Un altro brano degno di nota è “Snowfall Without You”. Le atmosfere dei brani precedenti non sono presenti, ma viene comunque mantenuta una certa energia, per quanto ridotta. Musicalmente si alternano parti più tranquille a parti più intense; vocalmente i due ragazzi di Stoccolma si dimostrano dei grandi artisti, capaci di trasmettere una forte emozione, sia con le loro capacità singole che in coppia.

“Full Hearts” e “I Surrender” sono due brani energici, ben realizzati e che rientrano pienamente nella definizione di alternative rock. Con un sound moderno, sulla scia degli You Me At Six, si contraddistinguono per la loro potenza innovativa.

La titletrack “Shelter” conclude il disco con calma e malinconia. Un brano acustico in cui la voce del cantate, accompagnata solamente dal suono di una chitarra, riesce ad emergere e a mostrare il suo lato più emozionante.

Il disco dei Like Torches si presenta come un buon album, ben fatto e ben concepito. Non fa saltare dalla sedia per l’emozione, ma regala alcuni ottimi brani da mettere in loop nei momenti peggiori. La loro collaborazione con Rude Records è cominciata da poco e già promettono bene, bisogna aspettarsi grandi cose da questi ragazzi biondissimi.

VOTO: 4/5

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