“Split” by Head North & Microwave

Di Michela Rognoni

downloadIo non so cosa voi pensiate degli split, ma a me danno quasi sempre un senso di superamicizia e dimostrano il piacere della condivisione ma forse è perché da piccola,al catechismo mi hanno fatto vedere troppi film educativi (cof moralisti cof) sull’ argomento.
Il punto è che via Bad Timing Records e Side One Dummy il 9 Ottobre è uscito uno split, che come spesso accade, si chiama “Split” di due band troppo poco conosciute rispetto al loro potenziale: gli Head North da Buffalo e i Microwave, da Atlanta.

Gli Head North, se siete abbastanza emo, li conoscerete sicuramente per un altro split, quello con gli A Will Away e per la bellissima Under Water, i Microwave invece, nonostante abbia provato a inculcarveli un po’ con il video di Trash Stains, il pop punkissimo singolo estratto dal loro “Stovall”.

Entrambe le band riescono ad aggiungere il loro tocco personale ad un background prevalentemente emo, ma i primi lo fanno guardando al futuro, rendendolo più moderno mentre i secondi prediligono aggiungere una nota più nostalgica, più  early ’00.

Il disco parte con i tre brani degli Head North: in “The Bells” e “Redwood”  il ritmo è incalzante ma il tutto suono pacato ed elegante, mentre “Willow Three” è un brano acustico pieno di riverbero e di piano, in pratica anche se non senti il testo sei già piegato in terra in lacrime per quanto l’atmosfera è malinconica.

La parte dei Microwave inizia con “Thinking of You”: la parte strumentale si riempie ogni secondo di più ed esplode tragicamente nella frase “So I’ve been clenching my jaw grinding my teeh up under my sheets” e da lì in poi il pathos predomina, sfociando anche in grida soffocate che aiutano la creazione di un’atmosfera da sogno/incubo.
”But Not Often” invece è un gran brano indie rock sporcato di punk quanto basta. Il testo poi è una perla: tre minuti e venti di cinismo.
“Something Right”, versione daytrotter session del brano contenuto in Stovall, chiude il tutto con la sua chitarra acustica accompagnata da una voce irritata che canta un’autocommiserazione spolverata da un velo di speranza.

Due band, sei brani, meno di venticinque minuti, grande intensità e potenziale immenso.
Uno degli split più riusciti di sempre

Voto: 4/5

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