Emily and Romain pt. III @ Spazio Eco, Casalecchio di Reno 24-10-15

Di Samir Batista

emily and romain part iiiLa “scena” è una parola con cui non vado molto d’accordo, vuol dire tutto e non vuol dire nulla, allo stesso tempo. Ma quando si muove qualcosa, sono il primo ad esserne contento. E così non potevo che essere presente all’ Emily & Romain III (per la cronaca, ci ho messo due anni a capire che stava per Emilia Romagna), della Nuke Crew. Questo gruppo di ragazzi, solo un mese dopo un simile fest dedicato all’hardcore, ha messo in piedi una giornata coi controfiocchi allo spazio Eco di Casalecchio di Reno, poco fuori Bologna.
leftovers live emilyLe band sono 9, e l’arduo compito di aprire spetta ai giovanissimi 4 O’Clock. Suonano in casa per uno dei loro primi concerti, e un po’ si sente. Si danno per lo più alle cover di band famose, come i blink-182 e gli All Time Low, ma ci buttano dentro anche qualche originale. Un po’ a sorpresa i Leftovers da Roma si ritrovano a suonare per secondi, e purtroppo mettono su uno show non piacevolissimo, con le loro imprecisioni calcate da una serie di problemi tecnici sfortunati ma non perdonabili.

one last yard live emilyPer fortuna ci pensano i “primi piatti” The Last Confidence One Last Yard a riportarci nel mood giusto. Questi ultimi hanno a che fare con l’organizzazione, ed anche se avrei da dire sull’utilizzare una cover come singolo, “Price Tag” di Jessie J fatta in questo modo è se non altro intrattenente dal vivo. Durante il loro set, che apprezzo per la loro bravura, sale Alex dei Damn City, un’altra delle band centrali alla Nuke Crew, mentre con i The Last Confidence è bello vedere salire sul palco Enzo (preso in prestito dai Why Everyone Left) per replicare il featuring in “Heavy Accent” dall’ultimo EP della band, “Best Beak”.

traveller's tales live emilyLa pausa cena arriva ma è difficile godersela se dopo devono suonare Traveller’s Tales. I toscani sanno davvero come si suona dal vivo nonostante un periodo d’attività cortissimo, ed oltre alle tracce del loro EP di debutto che abbiamo imparato ad amare, ci deliziano con “Go”, cover dei blink-182 dal loro album senza nome. A seguire i Nobody Will Care, freschissimi dall’uscita di “Lifesteps”, EP contenente solo tre canzoni ma di qualità; ottima è anche la presenza sul palco e la precisione dei chitarristi. Sono loro a mio parere l’emblema di questa nuova Bologna pop-punk e non a caso.

well planned attack live emilySono tornati da poco con la nuova formazione e stanno ancora esperimentando e reimparando come comportarsi sul palco, e purtroppo non gioca a loro favore: i Well Planned Attack, al contrario dell’ultima volta che li abbiamo visti, ripropongono il singolone “Mrs. Nesbitt”, ma senza lo scambio continuo tra prima e seconda voce è naturale che perda un po’. Nonostante ciò l’affiatamento cresce a vista d’occhio e la prestazione promette più che bene per il futuro.

why everyone left live emilyAnche se non proprio di Bologna, i Why Everyone Left sono comunque di casa in occasione dell’Emily & Romain. Se non conoscevate la loro storia ed eravate presenti, l’avreste capito lo stesso dall’atmosfera. A costo di sembrare un po’ troppo affezionato a questa band, devo per forza dire che loro hanno tutto o quasi. Hanno la presentazione, hanno le tracce orecchiabili, quelle più violente, hanno la capacità di tenere il palco senza mancare note. Con un po’ di intelligenza e quel tocco di fortuna che serve, hanno il potenziale di arrivare piuttosto lontano. E noi di AIM ci speriamo molto.

daylight live emilyI WEL avrebbero potuto benissimo essere gli headliner – i visi stanchi di chi non è stato fermo durante il loro set credo lo confermino – ma in realtà c’è ancora tempo per un last act. Come unico guest straniero nella lineup del festival, nemmeno un anno dopo un tour non proprio rose e fiori nella nostra penisola, direttamente dalla Spagna tornano i Daylight. Di loro sono convinto che, nonostante i pezzi non siano per tutti, hanno una particolarità. Sul palco sono incredibili, e non è quella cosa che si dice quando una band non sa suonare ma si rifà con i movimenti on-stage. Tutto il contrario, perché loro sono fantastici ai rispettivi strumenti. Il fatto con questi spagnoli è che ci sanno davvero fare, e credo sia in parte dovuta alla connessione tra i due gemelli, un qualcosa che non si può comprare e che difficilmente si può ricreare. Un gruppo che potrebbe salire su un palco alto 5 metri e intrattenere tutti lo stesso.

Con loro, con un sorriso sulle labbra, finisce l’Emily & Romain III, un esempio di coraggio, a mio parere ripagato, da parte di un gruppo qualsiasi di ragazzi in una qualsiasi città. A loro, prima che alle band, voto 10

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