“Saudade EP” by Saudade

di Umberto Damigiano

saudadeDirettamente dalla Riviera (quella del Brenta) arrivano i giovanissimi Saudade. Nati verso la fine del 2014 dalle ceneri degli Hugger-Mugger, il trio veneto fin dagli esordi ha proposto un repertorio di canzoni proprie indirizzato verso un sound-disagio ascrivibile all’Emo degli anni 90, al Post-Rock e all’ Hardcore, il tutto suonato con un certo sentore di 90’s Skate Punk unito al Melodic Hardcore dei primi Title Fight. Nel mese di Ottobre i Sad Punx pubblicano “Nightbirds”, primo singolo in assoluto che preannuncia l’uscita del loro Self Titled EP, per ora fuori in digitale nel mese di Ottobre.

L’EP si apre con un’intro lenta che viene scandita da un penetrante riff di chitarra, basso grezzo e corposo e una martellante batteria che con un cambio di tempo ci catapulta in“Munchies”; atmosfera malinconica/mistica che si protrae fino ad un’esplosione abbastanza contenuta dettata da un cambio di velocità e da un inasprimento  della voce principale (Fox), che si alterna con il batterista/terza voce Nachos.

In “Nightbirds” le sonorità si fanno più compatte ed energiche; l’intro è urlato, liberatorio e dettato da un Post Hardcore grezzo e sporco, che finisce per tramutarsi in qualcosa di più melodico e vagamente orecchiabile, il tutto scandito da un’ agonizzante “opened sails and black clouds” a cura del batterista.

“Spots” è di sicuro il brano più tirato e compatto dell’intero lavoro: in poche parole zero divagazioni ed una grinta da parte del chitarrista Zizmo che senza ombra di dubbio scatena il delirio a suon di mosh e circle pit.

In “Five” le molteplici influenze dei fioi sono ben udibili; la struttura compositiva è astratta grazie ai molti cambi di tempo/sonorità,  il tutto risulta difficile da metabolizzare e ai primi ascolti si è in preda ad un lieve delirio sonoro/emotivo. All’ultima posizione troviamo “Ray”, brano intriso di tristezza e malinconia fino al midollo; cuori infranti, rassegnazione poco sobria e la gelida consapevolezza che forse qualcosa è cambiata sul serio.

Le tematiche che pervadono il suddetto lavoro riguardano situazioni, problemi ed esperienze grigie che possono affiggere la nostra esistenza, il tutto decantato perfettamente grazie ad un songwriting minuzioso e curato( onestamente non sapevo cosa fosse il “Petrichor”).

Se questa è la premessa allora possiamo tranquillamente aspettarci grandi cose da questo trio; la coesione e i differenti stili presenti nei brani sono assolutamente ben congegnati, e l’unica critica da fare riguarda “Five”, dove la prima impressione è generata da un senso di confusione generale che però potrebbe cessare con il passare del tempo.

Best Track:“Ray”

Voto: 3,5/5

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